Capolavori che si incontrano. A Prato fino al 6 gennaio
Autore: Nick | Data di Pubblicazione: 1 Gen, 2015 Ora: 04:15 PM | Categoria: Arte e Architettura, Eventi, Mostre e Spettacoli | Leggi i Commenti

mostrabpv.jpg__460x440_q85Prato. Fino al 6 Gennaio 2015.

Dal Rinascimento alla Rivoluzione francese, i capolavori di Bellini, Filippo Lippi, Tiepolo, Caravaggio, Tintoretto e Jacopo Bassano.

Dal Rinascimento alla Rivoluzione francese, la mostra riunisce 86 opere d’arte tra tavole e tele provenienti dalla Collezione della Banca Popolare di Vicenza.

Frutto di un’accurata selezione all’interno del patrimonio artistico dell’Istituto di Credito, l’esposizione offre una panoramica completa sui principali temi sacri e profani tra il ‘400 e il ‘700 toscano e veneto, grazie ad una rara sequenza di capolavori di Bellini, Filippo Lippi, Tiepolo, Caravaggio, Tintoretto e Jacopo Bassano.

Il percorso espositivo, rigoroso e innovativo, pur concedendosi slanci e divagazioni ludiche, invita a una riflessione sulle costanti della storia dell’arte. La mostra “Capolavori che si incontrano” non soltanto fa rivivere le suggestioni che si celano dietro ad ogni dipinto, ma spinge a guardare l’opera fin dentro le sue pieghe, per scorgere dettagli nascosti e contenuti non ancora rivelati. L’approccio iconografico, con la sua attenzione ai contenuti, rende la mostra un percorso carico di fascino e di sorprese, grazie alla fitta rete di rimandi che l’accostamento delle opere crea continuamente, nonostante le differenze di scuola, epoca e origine.

A testimonianza della centralità assunta dall’immagine l’esposizione si articola in quattro sezioni, ognuna delle quali riunisce i dipinti per affinità di temi e soggetti. La prima sezione della mostra, intitolata “Imago Magistra“, ruota intorno ai soggetti pittorici a tematica religiosa. Prendendo le mosse da quello più diffuso nella storia della pittura, la “Madonna col Bambino”, questa sezione si snoda attraverso le rappresentazioni dei simboli delle Virtù, per passare ai temi ispirati dai testi evangelici e dall’Antico Testamento. Qui è possibile ammirare capolavori assoluti della storia dell’arte come la Crocifissione di Giovanni Bellini o la Coronazione di Spine del Caravaggio, come la Madonna col Bambino e San Giovannino di Jacopo Bassano o la Madonna col Bambino di Filippo Lippi. Il rapporto tra la Madre e il Figlio, insieme alla metafora del Fiore e del Frutto, reggono il passaggio, in un continuo gioco di rimandi e riferimenti, alla raffigurazione delle virtù, in particolare Carità e della Concordia, rappresentate in mostra da due opere fondamentali di Carlo Dolci e Pietro Dandini. Parte della sezione viene poi dedicata al cammino evangelico di Gesù, con illustrazioni riferite principalmente alla sua infanzia e al periodo della passione, episodi più semplici da rappresentare in figura rispetto a manifestazioni e momenti appartenenti alla sfera dell’invisibile.

Nella seconda sezione, “L’Immagine Ideale”, assume rilevanza centrale l’essere umano, con i suoi miti e le sue credenze; da opere d’ispirazione cristiana volte a indicare e rappresentare la via della salvezza divina, l’attenzione si sposta sull’immaginario mitologico dell’antichità classica greca e romana. In questa sezione si possono ammirare dipinti di estrema raffinatezza formale come l ‘Apollo di Cesare Dandini o L’ Entrata di Alessandro Magno in Babilonia di Gaspare Diziani, insieme ad opere caricaturali e grottesche come l’Allegoria di Bacco di Piero della Vecchia, che ritrae con impareggiabile abilità una sorta di rito orgiastico.

La terza sezione, “Il volto dell’Idea: il ritratto“, offre invece un approccio globale al tema del ritratto. Particolare rilievo viene dato alla lettura del vestito, all’habitus, importante non solo perché delinea il modo in cui la persona ritratta sceglie di farsi rappresentare, ma anche perché si presenta a noi come storia psicologica e sociale di epoche passate. Passando in rassegna la ritrattistica toscana e veneta soprattutto del Rinascimento, con due approfondimenti riservati ai ritratti ufficiali della Serenissima e a quelli edificanti dei Santi, questa sezione consente di ammirare alcuni dei maestri più riconosciuti del genere, da Santi di Tito con il suo Ritratto di Ferdinando de’ Medici, al Ritratto del Doge Nicolò da Ponte del Tintoretto.

A concludere la mostra, la quarta e ultima sezione, dal titolo “La Bella Natura“, una antologia di opere che affronta il tema della rappresentazione della natura, sotto forma di paesaggio e di natura morta, attraverso i dipinti di Zuccarelli, Zais, Chimenti, Scacciati, e che consente una riflessione sul “falso e il vero” della natura trasposta in pittura.

Orari
Lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 10.00-19.00;
Sabato, domenica e festivi ore 10.00-20.00
Chiuso il martedì
La biglietteria chiude un’ora prima

Informazioni e prenotazioni
Museo di Palazzo Pretorio – Piazza del Comune – Prato.
tel. 0574 19349961
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18:00;
sabato dalle ore 9.00 alle ore 14:00
Email: tour@coopculture.it (per gruppi); edu@coopculture.it (per scuole)
Sito web: www.palazzopretorio.prato.it

Biglietti di ingresso
€ 10,00 intero
€ 8,00 ridotto: residenti del Comune di Prato, militari in servizio, ragazzi fino a 26 anni, adulti oltre i 65 anni, insegnanti in attività, soci Unicoop, gruppi con prenotazione da lunedì a venerdì (escluse aperture straordinarie)
Gratuito: bambini fino a 6 anni, giornalisti accreditati, ICOM, ICCROM, guide turistiche, interpreti e accompagnatori della Regione Toscana, disabili e invalidi più 1 accompagnatore
Audio guide: € 4,00, audioguida doppia € 6,00

Guide Didattiche, Visite di Gruppo, Scuole
Leggi tutte le info qui.

Quello che hai appena letto è un ARTICOLO INFORMATIVO, fatto di notizie e programmi; oppure è una RECENSIONE, scritta dall'Autore in piena autonomia e senza condizionamenti, fatta di opinioni e osservazioni che lo stesso Autore ha riscontrato partecipando all'evento (o avendo frequentato il locale) come un qualsiasi cliente.

Autore: - Fin da piccolo appassionato a tutto ciò che è spettacolo, comincia la sua carriera come presentatore di fenomeni da baraccone. In questa veste viene notato da un noto talent scout di Mediaset che gli propone un programma televisivo in prima serata. Sedotto dalla figlia di questi, commette l'errore di metterla incinta. Immediatamente diseredato dall'incarico, viene retrocesso al ruolo di "curatore d'immagine" di Cesare Cadeo. Oggi arrotonda lo stipendio, per altro molto misero, curando la sezione Mostre e Spettacoli per FirenzeDaBere.

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