CLUB DOGO: il 9 Gennaio @ ObiHall Firenze.
Autore: Nick | Data di Pubblicazione: 27 dic, 2014 Ora: 10:16 AM | Categoria: Concerti, Eventi, Mostre e Spettacoli | Leggi i Commenti

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“NON SIAMO PIU’ QUELLI DI MI FIST”

“Mi Fist” è un album che nel 2003 ha cambiato il volto dell’hip hop italiano. Da questo disco, un prodigio di tecnica, stile e argomenti, sono nati i Club Dogo e l’influsso di questo disco è il cuore della scena rap. Una pagina bellissima della loro storia evocata per voltare pagina senza rinnegare il passato. Come un bel libro che continua. “Non siamo più quelli di Mi Fist”, sottile provocazione, non è solo il titolo del nuovo album dei Club Dogo, ma nell’ambiente è diventato un modo di dire per accusare chi è cambiato. In questo disco di 14 tracce si invita il pubblico ad accogliere il nuovo che avanza quando quel nuovo ha valore. Si invita a non essere fossili. A fare cose belle e farne poi altre, diverse.

I Club Dogo sono tornati dopo due anni a stretta distanza dai progetti solisti di Gué Pequeno e Jake La Furia per dire che questa non è più la fase in cui si cavalca l’onda della “moda del rap” ma in cui bisogna dimostrare chi ha davvero la stoffa per rimanere nel mercato. Perché nella scena e nel cuore del pubblico sono ormai una certezza.

Nella realizzazione del nuovo album molto del lavoro è stato fatto a Los Angeles, con l’aiuto di Demacio “Demo” Castellon che ha mixato l’album prodotto da Don Joe. Il risultato è un disco variegato, con punchline epiche. La cura del suono è dominante, un viaggio che ci porta in territori di piena affinità con il rock, dance, elettronica, il reggae. Un volo andata e ritorno per gli Stati Uniti.

Con “Weekend”, primo singolo estratto, che contiene un campione di “Un Cuore con Le Ali” di Eros Ramazzotti, hanno fatto capire ancora una volta di avere il carisma dei vincenti.

In questa varietà di suoni spunta un brano come “Fragili”, secondo singolo scritto con Alessandro Raina (dagli Amor Fou ad autore di Malika Ayane, Emma), incontro artistico in duetto con Arisa tanto improbabile sulla carta quanto efficace nei fatti. Nella musica come nella vita, è bello ricredersi. L’entusiasmo con il quale la vincitrice di Sanremo 2014 si è approcciata al genere ha creato un mix unico. Due opposti che alla fine così opposti non sono. Alla proposta dei Dogo ha detto subito sì.

Non ci sono altri rapper in questo disco , al loro posto nomi come il musicista Lele Spedicato dei Negramaro, chiamato a valorizzare con le sue chitarre il brano introduttivo “Sayonara”. In “Sai Zio”, citiamo il campione da “Overdose (D’Amore)” autorizzato da Zucchero antesignano dell’appellativo madre dello slang rap.

Non è tutto: troviamo in “Dicono di noi” un campionamento dei Jefferson Airplane nella versione del sassofonista Tom Scott e “Soldi Soldi Soldi” del 1981 di Betty Curtis in “Soldi”, dove raccontano con onestà il momento che vivono, dove i fiori del successo non sono senza spine.

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Un altro nome vincente, fa capolino nell’album e quello di Cris Cab, la rivelazione del 2014, cantautore della hit dell’estate “Liar Liar”. Dopo il trionfo nell’ultima edizione dei “Coca Cola Summer Festival” su Canale 5, il talento statunitense scrive con i Dogo e contribuisce alla realizzazione di “Start it over”.

“Non siamo più quelli di Mi Fist” è un album completo, un “all you can dream” dove ci si veste anche di sonorità acustiche con sfumature raggae dell’amico e collega Entics in “Quando tornerò” e si ritorna in discoteca nel brano “Zarro!”. Due tracce molto diverse che raccontano i Dogo meglio di qualsiasi intervista. Ancora una volta sinceri.

La loro dose di verità è disarmante anche quando spiegano cosa è rimasto del nostro essere italiani e dei nostri sogni in “Siamo nati qua”, usando frasi semplici ma efficaci come “Ho venduto le speranze dal compro oro” e per raccontare una generazione dove “i laureati stanno al supermarket” e “la disonestà è nel DNA”.

Chiudono l’album con “Dieci anni fa”, dove con un bel pizzico di orgoglio raccontano il loro passato da minatori per creare l’autostrada del successo.

“Non siamo più quelli di Mi Fist” è un disco che va ascoltato con attenzione, perché dietro un percorso scorrevole, dietro l’angolo si celano perle di verità emozionanti, come in “Lisa”, un brano dove nel tema della prostituzione, si racconta per tratti la vita di quelle ragazze che trovano nel loro corpo l’unica “merce” di valore per avere successo nella vita. Una realtà che non è solo vera nel pomeriggi tv di chi cerca lo scandalo facile, ma nelle camerette di chi non ha più sogni.

Insomma, dopo anni i Club Dogo sono un auto in corsa dallo stile di guida imprevedibile. Per orecchie pronte ad ascoltarli con radicata passione. Una nuova avventura ha inizio.

Biglietteria (ai prezzi sotto riportati vanno aggiunti i diritti di prevendita):
Posto Unico 20.70 Euro
Quando: Venerdi’ 9 Gennaio 2015 – ore 21.00
Dove: OBIHall – Via F. De Andrè angolo Lungarno A. Moro – Firenze.
Sito web dell’artista: www.clubdogo.org
Acquista i biglietti: www.ticketone.it

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Autore: - Fin da piccolo appassionato a tutto ciò che è spettacolo, comincia la sua carriera come presentatore di fenomeni da baraccone. In questa veste viene notato da un noto talent scout di Mediaset che gli propone un programma televisivo in prima serata. Sedotto dalla figlia di questi, commette l'errore di metterla incinta. Immediatamente diseredato dall'incarico, viene retrocesso al ruolo di "curatore d'immagine" di Cesare Cadeo. Oggi arrotonda lo stipendio, per altro molto misero, curando la sezione Mostre e Spettacoli per FirenzeDaBere.

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