Firenze a caccia del Nuovo Sindaco: #2 Achille Totaro
Autore: Staff | Data di Pubblicazione: 13 mag, 2014 Ora: 02:18 PM | Categoria: Dalla Città di Firenze, Eventi, Varie da Firenze e dal Mondo | Leggi i Commenti

FirenzeDaBere incontra i principali candidati a Sindaco. Si vota Domenica 25 Maggio 2014.

Domenica 25 Maggio si vota per eleggere quello che sarà il prossimo Sindaco di Firenze. I candidati alla poltrona di primo cittadino di Palazzo Vecchio in questa tornata sono ben dieci, tra chi è appoggiato dai grandi partiti di sinistra, destra, centro, liste civiche e movimenti.

FirenzeDaBere.it, anche questa volta, ha deciso di intervistare i candidati dei principali schieramenti, sottoponendoli a quesiti relativi al mondo della notte e dei giovani, senza trascurare quelle che sono le grande tematiche ancora irrisolte della nostra città.

Secondo appuntamento. Questa volta intervistiamo Achille Totaro di Fratelli d’Italia – AN. Assieme a lui, il consigliere uscente Francesco Torselli, candidato nelle lista di Fratelli d’Italia –  AN.

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Achille Totaro, rappresentante in Parlamento per Fratelli d’Italia nonché uno degli uomini di punta di questa giovane formazione politica a livello nazionale. Perché questa candidatura a sindaco di Firenze?
Perché c’è bisogno di dare una svolta a questa città. Senza passare dai cloni di Renzi. E, sia chiaro, sono diversi a proporsi con tematiche similari a lui. Io mi vanto di essere diverso da lui e dal suo ambiente. A Firenze non esiste più destra e sinistra, ma una fazione unica politica alleata a Roma, che poi a Firenze si ritrova inspiegabilmente contrapposta. Io mi ritengo l’unica vera alternativa a questa effettiva alleanza romana.

Quindi una candidatura che nasce sia in contrapposizione e critica all’amministrazione uscente , sia a quella parte di centrodestra che strizza l’occhio all’ex sindaco?
E’ incomprensibile, governare assieme con il PD come fa NCD, oppure creare alleanze fintamente sopite come fa Forza Italia, con cui stanno programmando le riforme costituzionali ed elettorali a loro uso e consumo, e con cui votano assieme leggi indecorose come la “svuotacarceri” oppure quella che abolisce il reato di immigrazione clandestina, e poi presentarsi a Firenze come proposte diverse e diversificate. Non è cosi, e chi sta a Firenze lo sa bene. Io sono alternativo a loro, io non propongo né voto leggi indegne come quelle appena citate. La mia coerenza rispecchia le idee di quei fiorentini che hanno a cuore temi come la sicurezza, così barbaramente calpestati con la discussione legata all’abolizione del reato di immigrazione clandestina.

Perché il centrodestra arriva a questa tornata elettorale in maniera così frammentata? Non poteva essere più incisiva l’azione se foste riusciti a mantenere l’unità così come avvenne cinque anni fa? Non fate così un piacere alla sinistra?
Io ho sempre creduto che le battaglie vadano portate avanti, non quando esse siano vincenti, bensì quando siano giuste. E’ molto facile salire su un carro vincente, molto meno facile percorrere situazioni in controtendenza. Se avessi voluto “vincere facile”, da ragazzino mi sarei iscritto ad un partito della sinistra, perché essere di destra, militante, a Firenze, è quanto di più difficile possa esserci. Si è oggetto di discriminazioni, e a me è successo a scuola, come nel mondo del lavoro, con minacce, angherie, ritorsioni, e varie altre vicissitudini. Io ho scelto una battaglia difficile, ma che ritenevo giusta. E vale il medesimo discorso per questa tornata elettorale: abbiamo problemi nel centrodestra, ma io mi sento di incarnare i veri valori della destra, e ritengo dunque di combattere una causa giusta. Se poi questa sarà ritenuta vincente, lo decideranno i fiorentini.

Quali sono le criticità fiorentine che maggiormente le premono, in vista della possibilità di poter essere primo cittadino?
Firenze non è più quella di una volta. Non è una frase fatta. Ho dei ricordi della Firenze che vivevo da bambino molto diversa da quella attuale. Firenze era dei fiorentini. Adesso non è più così. E’ cambiato l’ordine dei fattori, abbiamo di fronte una città diventata preda di attività economiche che nulla hanno a che fare con Firenze, grandi magazzini e supermercati che hanno ucciso il piccolo commercio, senza considerare poi il predominio assoluto di chi non rispetta le regole. E questo è il punto: con me si cambia musica. Per me chi rispetta le regole, chi paga le tasse, deve essere posto in una situazione di precedenza rispetto agli altri. Il mio slogan è “prima i cittadini di Firenze” e quando dico cittadini di Firenze mi riferisco anche agli stranieri, che sono qui da tanti anni, pagano le tasse, mandano i figli a scuola. Quindi il primo ed unico criterio è restituire Firenze alle persone perbene. Si tende ad aiutare non il fiorentino che ha l’anziano in casa e fa fatica a poterlo gestire, ma invece chi ha sette – otto figli e non ha mai pagato una lira di tasse. Per me tutto questo è insostenibile.

Per quel che riguarda l’aeroporto?
Io lo farei in maniera obliqua, come dice l’ultima proposta fatta. Ma va assolutamente realizzato, è una necessità assoluta e prioritaria per la città, è imprescindibile da qualsiasi idea di futuro per Firenze.

Visto il suo piglio decisionista, si potrebbe dire che forse Firenze avrebbe bisogno di “qualcosa di destra”?
Io sono un uomo di destra, anche se a volte mi sento un uomo di sinistra. Di certo, sono più di sinistra di Renzi e Nardella quando li vedo sfilare alle occasioni mondane con la Firenze bene, ai vernissage, quando li vedo svendere Ponte Vecchio. Io in questo mi sento più a sinistra di loro perché mi sento molto più vicino ai precari che a questi notabili. Mi sento però di destra per quel che riguarda il rispetto delle regole e la garanzia della sicurezza. Ma in verità ci sarebbe bisogno di un sindaco, come il sottoscritto, che vada aldilà dei concetti di destra e sinistra.

Cosa si sente di dire sull’impoverimento della proposta fiorentina degli ultimi anni legata al mondo dei giovani e della notte?
Anzitutto, il tema sicurezza: i ragazzi e soprattutto le ragazze non possono avere paura di uscire per strada per Firenze, in centro soprattutto. Su questo bisogna assolutamente intervenire. Per quel che riguarda il resto, la Firenze di notte ha perso un patrimonio: sono scomparsi locali come il Meccanò, il Central Park, Villa Kasar, locali di straordinaria attrattiva per i giovani di tutta la Toscana, e adesso non c’è più niente. Sono state smantellate strutture ottime e funzionanti, e poi ci si lamenta se i ragazzi vanno in via de’Benci e c’è confusione. Ma dove devono andare? I grandi spazi sono stati estirpati, quando invece sulle Cascine bisognava puntare con decisione per creare una zona dedicata al sano divertimento notturno. E invece, piuttosto che restituire il parco a Firenze, domenica scorsa hanno fatto il picnic con la comunità peruviana. Io non ho niente contro di loro, però se i fiorentini facessero nel parco delle Cascine quello che fanno loro, musica, saltare, giocare a calcio, banchettare, arriverebbero i vigili dopo un minuto. Invece nel loro caso si lascia fare, e anzi il PD e Nardella sono andati a suggellare il patto con questo picnic in cui, di fatto, si è consegnato il parco alla comunità peruviana. Il tutto, condito dalla presenza di prostitute anche negli orari diurni. Le Cascine, di fatto, non appartengono più ai fiorentini, né di giorno, né di notte.

E per quel che riguarda la ZTL?
Bisogna restituire il centro di Firenze ai fiorentini. Nessun fiorentino va più in centro, lo vive come un’avventura, non sa dove lasciare la macchina, come arrivarci, da dove si passa e dove no.

Dunque, la candidatura di Achille Totaro è in antitesi con quanto finora visto a Firenze?
Senza ombra di dubbio. Sarà tutto diverso, Firenze torna in mano ai Fiorentini, con me. Io mi fregio di non appartenere a nessun mondo di affaristi, lobbies, furbetti del quartierino, coop rosse. La mia battaglia vive solo in funzione dei miei ideali. E sarà un beneficio per questa città.

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FirenzeDaBere.it incontra anche Francesco Torselli, nostra vecchia conoscenza fin dai tempi universitari, oggi tra i sostenitori della candidatura a Sindaco di Achille Totaro per Fratelli d’Italia e candidato a sua volta per il rinnovo del Consiglio comunale fiorentino. Ecco cosa ci ha raccontato durante il nostro incontro.

Francesco Torselli, consigliere uscente, eletto alla prima candidatura. Puoi riassumerci in pochi concetti questi cinque anni al consiglio comunale di firenze?
E’ stata di sicuro l’esperienza più bella della mia vita. Per uno nato e cresciuto a Firenze, l’emozione provata anche nelle piccole cose, come mettere la fascia con il Giglio Rosso, è indescrivibile. E’ stata un’esperienza gratificante, per chi come me ha vissuto e vive di passione politica, nel vedere realizzate cose ed idee di cui sei stato artefice o promotore.

Trascorsi questi primi cinque anni, ti sei fatto un’idea più precisa del perché, storicamente, il centrodestra a Firenze non riesce ad avere un ruolo di prim’ordine?
Tralasciando l’annoso problema della serie “ la destra a Firenze non ha mai voluto vincere”, credo che il problema più grave sia legato al grave errore della destra, rispetto alla sinistra, di non aver mai saputo radicarsi compiutamente all’interno del sistema sociale. Su quel terreno loro stati più abili: non offrono solo un programma politico , un’idea, bensì un servizio quotidiano al cittadino: la sinistra ha creato una macchina organizzativa per cui, dalla mattina alla sera, in ogni singola azione e situazione che riguardi il cittadino ed i suoi interessi personali o familiari, essa agisce ed entra a far parte delle abitudini popolari.

Quindi, l’esperienza di Casaggì nasce nel tentativo di colmare questo enorme divario?
Esattamente. Casaggì nasce in quell’ottica lì, in quell’idea di metapolitica che facesse da contenitore di idee ma anche di azioni, iniziative, socialità di cui storicamente la destra fiorentina è carente. Nasce nel 2005. Eravamo in cinque, cinque ragazzi con un’età media tra i 25 ed i 30 anni, e i presupposti iniziali erano proprio quelli del dare una risposta all’egemonia culturale e aggregativa della sinistra. Una proposta che fosse adeguata per i ragazzi e le ragazze che ritenevano di poter sostenere le nostre idee senza doversi sentire “privati” delle innumerevoli proposte che cadevano dall’altra parte politica. Non più una canonica sede di partito, ma uno spazio polifunzionale, un centro sociale di destra che facesse conferenze, feste, concerti, cineforum, gruppi di studio; un luogo che offrisse dei servizi: le ripetizioni gratuite, i corsi di computer, di musica, di arti marziali, di pittura e di primo soccorso. Grazie a questo spazio, donatoci all’epoca da Alleanza Nazionale, nacque questa realtà, tuttora esistente, anche se con una vocazione più politicizzata di come la avevamo immaginata agli inizi. I consensi iniziali furono straordinari, oltre ogni nostra previsione: Casaggì divenne un punto di riferimento per centinaia di giovani fiorentini, conquisto le scuole superiori vincendo le elezioni studentesche, creó un movimento universitario, inizió ad aprire sedi in ogni città della Toscana e in altre città d’Italia, Sicilia e Sardegna comprese. Con il Pdl, poi, Casaggì non fu più un elemento di forza metapolitica, ma diventó anche l’incarnazione unica del movimento giovanile di destra fiorentino, assumendo un carattere molto politicizzato e dettando una propria linea politica e culturale incentrata sui valori della destra sociale, nazionale e popolare che il Pdl aveva smarrito. Con Fratelli d’Italia, che Casaggì ha scelto come strumento politico sul territorio, certi valori sono al sicuro e, forse, Casaggì potrà nuovamente concentrarsi con maggiore attenzione e trasversalità sull’ambito metapolitico, senza temere la dispersione dell’eredità di valori e idee che la destra italiana ci ha faticosamente tramandato. Resta, comunque, un’esperienza incredibile quella di Casaggì: la sola, nella storia della destra fiorentina, a saper coniugare le mille facce di un percorso politico, culturale e militante.

Riguardo appunto i giovani, tu sei stato a tuo modo protagonista, in epoche diverse della tua vita, per quel che riguarda la vita notturna, con un tuo trascorso da promoter. Che idea ti sei fatto, personale e politica, della situazione del centro storico, dell’annosa diatriba tra esercenti e residenti? Cosa proponi dunque in vista del prossimo quinquennio?
Negli ultimi cinque anni io ho avuto una mia posizione, espressa in diversi ambiti. Secondo me questa diatriba, finita tra l’altro al centro di tutti i programmi elettorali, con protagonisti esercenti, residenti ed amministrazione comunale, è tutta una grande invenzione. Secondo me è un problema inesistente: è un problema creato ad hoc da parte dell’amministrazione nel momento in cui si è resa conto di non essere in grado di accontentare tutti. Una guerra innescata. L’amministrazione non aveva più in pugno gli esercenti del centro storico, Si era perso quel controllo esercitato abilmente precedentemente, innescando dunque una situazione in cui i residenti erano pervasi di malumore verso la gestione della cosa pubblica e contemporaneamente gli esercenti si erano affrancati dalla marcatura stretta della politica. A quel punto, quale poteva essere la soluzione migliore? Inventarsi questa guerra. Perché, in verità, già esistono talmente tante regolamentazioni per i locali che se fossero state fatte rispettare, il problema si sarebbe estinto in pochissimo tempo. Si è creata una guerra ad hoc quando in verità nessun locale ha voglia di rimanere chiuso, e perciò tutti sono dotati di quanto da loro richiesto dalle leggi e dai regolamenti. Capita il locale che sgarra e magari vende una birra dopo le due, ma spesso chi lo fa viene beccato.
Ma il problema più grave in verità è un altro: con la connivenza dell’amministrazione comunale, nel centro storico di Firenze sono sorte decine di attività che, sotto la bella definizione di minimarket, negozi di quartiere, specialità etniche e via dicendo, di giorno fanno i loro giri d’affari, e la sera, in barba a qualsiasi regolamento, vendono l’alcool a basso costo. Ed i loro utenti di rado sono persone che hanno voglia di star bene e fare compagnia: molto spesso si tratta di ragazzi e ragazze che hanno come unico intento quello di andare di fuori. Altrimenti che senso ha comprare un cartone di birre calde e bersele su un marciapiede?
Tutto questo mercato che esce da ogni regola genera i veri problemi, sia per i residenti che per gli esercenti seri. Senza considerare i problemi per le strade, lo sporco, il degrado generato. Si fosse evitato il proliferare di queste situazioni, la pacifica convivenza tra residenti ed esercenti sarebbe durata e si sarebbe evoluta adeguatamente. Questo è il concetto, vero, di “movida intelligente”. Si sentono proposte oscene in giro, tra cui quella di Nardella di questo fantomatico “patto della notte”, in cui è chiaro e lampante che il candidato del PD parli di cose di cui non ha la benché minima conoscenza e cognizione. Come ad esempio, l’idea di dividere la città in zone a diversa vocazione settoriale, come la parte finanziaria, quella dei servizi, quella della notte. Di suo l’idea sarebbe valida, ma è pessimo il criterio: come si può mai pensare di regolare gli accessi in ZTL allo stesso modo per ogni comparto? Come si può dare lo stesso tipo di accessibilità ad un luogo dedito al divertimento e ad uno dedito al turismo come può essere il centro storico? Come è possibile che per la ZTL non si possa transitare o sostare in auto davanti alla stazione di Santa Maria Novella, caso unico al mondo? In questa gestione scriteriata si intuiscono i mali che poi vengono palesati nelle proposte politiche per il futuro.

Quindi, in definitiva, per te il primo problema sono proprio i minimarket? E sulla ZTL come interverresti?
Intanto, va detto questo: che grazie ad una nostra iniziativa, il Consiglio Comunale ha approvato un ordine per cui non potranno più essere concesse licenze per i minimarket in centro. Ed è già un bel successo. Abbiamo fermato questa proliferazione selvaggia. Più in generale, a questo tipo di attività va imposta più disciplina, la stessa a cui sono sottoposto i locali che possiamo definire “regolari”.
Riguardo la ZTL, va sicuramente rivista. Anzitutto andrebbe divisa per settori geografici, ci sono posti in cui questa disciplina ha provocato disastri economici ed imprenditoriali, mi vengono in mente ad esempio gli artigiani di Oltrarno. Oppure appunto il discorso legato alla stazione di Santa Maria Novella, non può essere un infarto ogni volta che accompagni o vai a prendere qualcuno, tutto da fare al volo senza che nessuno se accorga.
Il centro storico di Firenze dovrà essere il primo punto da risolvere per chiunque sarà chiamato a fare il sindaco di Firenze

Cosa deve dunque recuperare Firenze, in vista del prossimo quinquennio, e cosa ha perso in quest’ultima amministrazione cittadina?
Firenze negli ultimi cinque anni ha perso, drammaticamente, in sicurezza. Non solo sicurezza fisica, come accade in certe vie del centro storico ormai definitivamente intransitabili, qualcuno mi parla spesso di via Panicale.. Ma anche sicurezza di poter vivere Firenze, di poter vivere a Firenze. E’ decaduta la certezza del futuro, e su questo dobbiamo lavorare. Dobbiamo ridare la speranza ai fiorentini, speranza vera, non quella degli spot di Renzi, Bisogna ripartire da questo: il futuro di Firenze è in mano ai fiorentini, e questi avranno l’onere, ma anche l’abilità per poterne uscire vincitori. Ed io di questi voglio essere rappresentante in seno al prossimo Consiglio Comunale.

Autore: - Cronache di Avventure di un gruppo di ex-ragazzi che non vollero crescere.. Alla ricerca del divertimento perduto in questa meravigliosa Città. Firenze, la Firenze dei locali, la Firenze della Notte, la Firenze austera e quella frivola, la classica e la moderna.. Tutto assieme in un unico, immenso, Show. Firenze, Firenze da Bere, Firenze come non l'avete mai gustata. Qui i frutti di lunghe serate trascorse ad un tavolo per decidere "Dove si va?", scegliendo poi magari il posto dove si era già detto di "metter sù la croce". Surreali, irriverenti, goliardici, scanzonati. Nasce così questo Meraviglioso Cocktail, Tutto da Bere... Cercavamo un modo per avere qualche impegno diurno, nell'attesa logorante della Notte. Ecco, lo abbiamo trovato!!

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