Pitti Immagine Uomo 83 – Le pagelle di un’edizione a basso volume
Autore: Obsession | Data di Pubblicazione: 14 Gen, 2013 Ora: 02:04 PM | Categoria: Dalla Città di Firenze, Dalla Redazione, Eventi | Leggi i Commenti

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Siamo ormai a Milano, classico finale del Pitti. Milano considera il Pitti un’ouverture, il Pitti considera Milano  un finale.  Nel mezzo, si fanno spazio a bracciate nuove sfilate e presentazioni, come la London Collections  Men che ruba spazio, popolarità e marchi (Tom Ford, Alexander McQueen, Stella McCartney) al nostro amato Pitti.  Andando addirittura a sovrapporsi come date, a tutto vantaggio degli inglesi che godono di un momento storico particolarmente benevolo, nonostante le discutibili qualità in quanto a moda e stile. Perlomeno, rispetto alla tradizione italiana.

Sarà Londra, sarà la crisi, saranno le imminenti elezioni , ma il Pitti 83 non passerà certo alla storia come un’edizione brillantissima.  L’entusiasmo canonico di organizzatori e stampa ci trova in grosso disaccordo, stavolta: il numero di espositori sembrerebbe essere  rimasto lo stesso, più o meno, ma noi abbiamo riscontrato vuoti clamorosi ( intere ali , un tempo tirate su per creare stand espositivi, stavolta mancavano) con defaillance di marchi noti a cui si legavano stand superbi. Su tutti, da notare l’assenza di Etiqueta Negra, che ci aveva abituato a stand magnifici e curatissimi, e di Harmont & Blaine.  Ecco, quando vengono a mancare marchi di questo tipo ( già quest’estate  si era registrata l’assenza di Hugo Boss) significa che qualcosa che non va c’è.

La tre giorni di Pitti ha avuto eventi importanti, come le sfilate di Scervino a Palazzo Vecchio, personaggi più o meno noti, come la Belen incinta che ha richiamato l’attenzione di tutti i media nazionali, ma in generale si è attestata su un livello di color  grigio a cui francamente non  siamo abituati. Non grandi sussulti, poca effervescenza. Può capitare, sia chiaro.

Molto belli, come sempre, gli allestimenti esterni: quest’anno la tematica scenografica faceva riferimento a libri e biblioteche sparsi nella fantasia e nel tempo, ma più verso il genere “Harry Potter” che non “Il Nome della Rosa”.

Dunque, andiamo con ordine. Riguardo quel che c’era all’interno della Fortezza da Basso, volendo creare una sorta di graduatoria scenografica degli stand espositivi,  il premio per il miglior stand  va senz’altro a La Martina, il brand del polo argentino che in quest’edizione si è presentato tra l’altro in una speciale liaison con Maserati.  Lusso vero. Lo stand , contraddistinto dal tono classico brioso a cui ci aveva già abituati il brand , assume rispetto agli altri una vivacità ed uno stile forte e pronunciato. L’unione di una tradizione di eleganza  a quella del lusso per eccellenza automobilistico fanno il resto. Stand bellissimo.

Premio “Un certain regard” : Peuterey, col suo “ Brand Theatre”.
Bella l’idea, un po’ meno la realizzazione. Voler ricreare delle quinte teatrali ed adibirle a spazio espositivo richiedeva senz’altro luoghi più ampi e una diversa collocazione spaziale : se ne è ottenuto invece una sorta di “carterizzazione” tra gli spazi, con queste tende che , come dei carter, creavano spazi a sé stanti, senza giungere allo scopo preposto inizialmente. Ad ogni modo, l’effetto scenico c’è. I tre marchi esposti, Peuterey, Geospirit e PostCard, vengono  messi in luce in maniera più netta e separata che in passato.

Altro “Certain regard” per Pepe Jeans, che invece fa centro con la sua idea della “fabbrica del Jeans live”. Portare in fiera la vera filiera produttiva del jeans è un’idea non facile . Eppure ci sono riusciti, con tutte le macchine industriali al lavoro , nel passaggio dalla tela grezza al jeans finito con tasche e bottoni. E, per pochi prescelti, addirittura l’omaggio di un jeans “artigianale”.  Molto particolare.

Tra gli altri, da ricordare senz’altro Fiorio Milano che porta in fiera un reale proiettore cinematografico d’annata, molto stile “Nuovo Cinema Paradiso”, Malboro Classics con il suo rodeo all’americana, con la classica atmosfera country ricreata in maniera spettacolare,  Desigual col suo tripudio di colori, Rum Jungle, new entry in Fortezza, con il suo calcio balilla per i visitatori. La dove c’era Etiqueta Negra (il magone è dovuto all’affetto per quello stand, per anni è stato un nostro punto di riferimento) ora c’è Dekker. Non male le idee, da rivedere la coordinazione dello staff tra i marchi appartenenti al brand ( Dekker, Kejo, D-Witch).

Gli eventi:  da ricordare pochi, ma ben allestiti. Tra quelli a cui abbiamo preso parte, molto particolari e curati l’evento Marina Yachting, quello inaugurale della pelletteria Nannini, senz’altro il classico party di Tommy Hilfiger, quello di WP Lavori in corso, e poi i due importanti eventi serali di Reebok con i Planet Funk e Vice Party For Meltin’pot.

Pitti Immagine Uomo 83 ne esce dunque come un’edizione sottotono, rispetto ad altre edizioni. Ma rimane sempre e comunque il Pitti, evento unico e straordinario da cui trae energia la moda, la mondanità, il gusto,  Firenze.

Ci vediamo a Giugno, con un Pitti 84 sicuramente ricco della grande verve estiva.

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Autore: - Di origine cartaginese, possiede in casa un altare dedicato ad Alberto Sordi e nei riti vodoo evoca lo spirito di Lino Banfi per essere ispirato.Sogna Novoli come una nuova Pigalle ed è promotore della legge per la riapertura delle case chiuse a favore di universitari fuorisede e fuoricorso. Coinquilino del conte Mascetti e di Picchio De Sisti, fu ingiustamente accusato da Daniel Passarella del furto delle monete del Porcellino a fine anni '80. Vanta un caffè offerto da Batistuta ed il record mondiale di neologismi tosco-calabri. Respira a sua insaputa.

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