WORKWEAR – Oliviero Toscani alla Leopolda: ‘L’Abito fa il monaco’
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 29 Gen, 2009 Ora: 03:32 AM | Categoria: Dalla Città di Firenze, Eventi, Segnalazioni, Varie da Firenze e dal Mondo | Leggi i Commenti

‘L’Abito fa il monaco, il metalmeccanico, l’avvocato, il rapper, il cuoco, il marinaio, prostituta, il poliziotto, il medico, il portiere, il giudice, il minatore… I nostri abiti sono l’immagine e la sicurezza di cio’ che siamo e facciamo.
L’uomo nudo non ha maifatto cultura. Quando ha cominciato ad avere consapevolezza dei pregi e dei difetti della propria condizione, come primo abito ha indossato la foglia di fico. Il sesso, forse, e’ stato il primo problema dal quale si e’ voluto difendere; il problema piu’ evidente e tutt’ora il meno risolto (..)’.
Comincia cosi’, Oliviero Toscani, nel descrivere la mostra che, con Olivier Saillard, cura e che sara’ possibile visitare, gratuitamente, fino all’8 Febbraio 2009.
‘WORKWEAR – Lavoro Moda e Seduzione’ e’ anche questo, ma non solo…

CONTINUA…

‘L’abito – continua Toscani – e’ la corazza della condizione fisica, sociale, morale e culturale. E’ la speranza, piu’ o meno fondata, che ognuno di noi nutre verso se stesso, e allo stesso tempo e’ la misura, l’immagine e il valore dei rapporti interpersonali.
L’abito ci protegge dal pericolo, psicologico e pratico. Ci esenta dal rischio di non avere sufficiente autorevolezza, preserva la nostra incolumita’ fisica, il nostro eventuale carisma e la nostra presenza sociale.
Un abito da sera e’ sicuro se rende avvenente il corpo, quello da lavoro lo e’ se lo protegge. Entrambi gli abiti fungono da corazze’
.

Ma cos’e’ WORKWEAR ???

“I protagonisti di WORKWEAR LAVORO MODA SEDUZIONE sono abiti, accessori, immagini e suoni del mondo del lavoro e di quello della moda, chiamati a dialogare tra loro. Il progetto parte osservando come l’estetica semplice e funzionale dell’abbigliamento da lavoro, nato per assecondare i movimenti del corpo e per proteggerlo, sia una fonte d’ispirazione inesauribile per la moda fin dagli inizi del Novecento. Le citazioni e i richiami al workwear sono infiniti, tanto nella moda maschile quanto femminile, ma non si tratta di un excursus storico sull’abito da lavoro, quanto piuttosto di una rappresentazione di analogie e similitudini tra forme e materiali, di un gioco di scambi, rimandi e ispirazioni reciproche tra i due mondi.”

Nella prima sala dell’edificio dell’ex Stazione Leopolda, accessibile dal viale Fratelli Rosselli, disposti su tre file troviamo allineati diversi completi da lavoro, di oggi come di ieri. Questi vengono accompagnati da dispositivi di protezione per la sicurezza e l’incolumita’ dei lavoratori.

Ammetto che il ‘tema’ della mostra possa sembrare poco ‘artistico’ e facilmente snobbabile, come e’ successo anche a me appena entrato.. In realta’, appare gia’ dopo qualche minuto molto interessante l’allestimento, cosi’ come e’ stato concepito, dove i filari di manichini e abiti che si allungano secondo le dimensioni del salone della mostra sono corredati da una sessantina di teli sospesi, sui quali vengono proiettati contemporaneamente altrettanti filamti diversi, tutti piu’ o meno legati alle varie sfaccettature del legame tra mondo del lavoro e mondo della moda.

Il tutto e’ poi completato da un ben selezionato palinsesto sonoro, fatto di musiche e suoni, con i rumori degli ambienti lavorativi nella prima parte della sala che vanno sfumandosi fino a scomparire, sovrastati dalla musica proveniente dalla seconda parte della sala…

Ed ancora, la mostra si articola in altre due salette che hanno per tema la sicurezza sul lavoro.

“Workwear e’ infatti anche un invito a riflettere sul tema della sicurezza. Ci sono persone che lavorano in condizioni difficili, pericolose, poco agevoli, particolari, estreme, e ci sono aziende che producono capi e accessori per proteggere e tutelare queste persone dai rischi e dai pericoli che corrono. Per questo la mostra dedichera’ un’attenzione particolare alla ricerca, all’innovazione tecnologica sui tessuti, sui materiali e sul design dell’abbigliamento da lavoro, che per la sicurezza e la protezione di chi lavora e’ di enorme, talvolta vitale, importanza. E cosi’ come la moda si ispira al mondo del lavoro, allo stesso tempo ci sono moltissimi capi d’abbigliamento da lavoro che guardano alla moda per essere indossati piu’ volentieri, proprio da chi deve usarli per proteggersi.

A fare da scenografia alla mostra e’ la Stazione Leopolda, un tipico spazio di archeologia industriale, costruita come stazione ferroviaria e successivamente riconvertita a officina meccanica, che mantiene inalterate le atmosfere e le strutture del luogo di lavoro.”

In particolare, in una delle due salette a corredo della mostra, e’ possibile consultare e prendere (portarsi a casa) tutta una serie di interessantissime pubblicazioni relative al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sono pubblicazioni edite in questi ultimi anni, che prendono a tema diverse problematiche e diversi settori, provenienti dai magazzini di Enti Pubblici che li hanno prodotti ma che poi non sono stati distribuiti totalmente. Insomma, rimanenze di magazzino, ma davvero utili..
Io, ad esempio, ho preso una guida sui diritti del lavoratore redatta dalla CGIL contenente tutte le informazioni sui tipi di contratti, i diritti e i doveri, con informazioni su orari di lavoro, ferie, permessi, malattie ed infortuni, indennita’ (incredibile quanto sia utile una guida del genere!!!); oltre ad un opuscolo sui comportamenti da tenere per prestare un primo soccorso in caso di incidente (a cura di INAIL e CNA) e un volume che riportava il problema della sicurezza sul lavoro descritto attraverso la letteratura e la storia..

Secondo me, un’oretta alla fine interessante… Fino a Domenica 8 Febbraio 2009.

WORKWEAR – Lavoro Moda e Seduzione
Ex Stazione Leopolda – viale Fratelli Rosselli, 5 – zona Porta al Prato – Firenze.
Dal 14 Gennaio all’8 Febbraio 2009
Orari: mar-mer-gio 10.00-15.00 – ven-sab-dom 10.00-18.00 (chiuso il lunedi’)
Ingresso gratuito.

Fel.

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