Alla scoperta del Full Up: Club Disco nel Centro Storico
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 28 Feb, 2008 Ora: 02:49 AM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

In questi ultimi tempi, campagne di ‘salvaguardia’ del centro storico di Firenze, hanno fatto di alcuni locali che proprio in questa zona della citta’ hanno sede, vere e proprie chimere del Panorama Nightlife fiorentino.
Chi, dovendo scegliere il locale dove passare la propria serata, non ha mai messo in conto, come deterrente, proprio questa caratteristica? E chi poi, non ha scelto altri lidi?
Tra questi bisogna annoverare il Full Up di Via della Vigna Vecchia, appena dietro a Palazzo Vecchio.

CONTINUA…

Solo una volta ero andato al Full Up, tra l’altro senza neanche scendere al piano inferiore, che e’ la discoteca, e rimanendo al superiore, che un tempo era comunque un lounge bar, ma che adesso e’ stato completamente smantellato ricavandone invece degli spazi di servizio, come cucina e guardaroba.

L’occasione, quindi, per una vera e propria prova del fuoco, ci occorreva essere data da qualche occasione, che almeno desse una motivazione alla scelta.

E cosi’ e’ stato.
Sabato 23 Febbraio 2008 – Twin Soul Beauty Party – ma soprattutto serata organizzata da una nostra vecchia conoscenza: quel Miky che ci aveva fatto conoscere l’Otel Variete’ ai suoi arbori, in quell’estate di tre o quattro anni fa – accidenti come passa il tempo – e che poi si era indirizzato invece verso i locali dell’Alto Valdarno.
Un suo invito ci ha quindi spinto a dare una chance anche al Full Up – questo non per fare il divo o per tirarmela, ma per ricordare a tutti che i veri protagonisti della Notte non sono i locali, ne’ i dj o le star, ma sono i CLIENTI…tutti – e cosi’ siamo andati.

Siamo arrivati in Centro oltre le 24 (entrata in vigore della Z.T.L.) ed abbiamo quindi parcheggiato dalle parti del Mercato di S.Ambrogio.
Quattro passi, impiegati a riflettere sulla nostra scelta a discapito dell’altra proposta di serata che avevamo (Villa Resort dalle parti di Montecatini, che presto proveremo e racconteremo).

Arriviamo davanti al Full Up ed entriamo. Poca fila all’ingresso, nessun problema, operatori cordiali (piu’ ‘buttadentro’ che ‘buttafuori’) e temperatura esterna fresca che contribuisce.
L’ingresso in lista sono 15 euro uomo e 10 euro donna. Il guardaroba sono altri 3 euro. Grosso modo nella norma…grosso modo, appunto…

Subito entrando mi accorgo dell’abolizione del piano terreno, come gia’ detto in passato adibito ad elegante lounge bar, e del look all black imposto.
La prima impressione non e’ certo di locale curato nei dettagli d’arredo e negli allestimenti; ma dopo, scendendo, mi dovro’ ricredere su queste prime e pregiudizievoli impressioni, trovando un locale invece semi-fatiscente…
Al nostro arrivo – circa le 00.30 – abbiamo trovato un Full Up semi vuoto, con unica clientela presente relativa a coloro che erano giunti al locale gia’ per la cena: eta’ sui 25-35 anni, pubblico misto, elegante ma sobrio.

Ne approfittiamo quindi per fare un tour didattico del locale.
Il Full Up – e da qui in avanti chiamero’ cosi’ solo il piano sotterraneo – e’ un vero e proprio disco-club, come spopolavano 15/20 anni fa. Anche la disposizione degli spazi e il design interno sembrano non essere stati piu’ ritoccati proprio da quegli anni.
Si scendono due rampe di scale e si arriva subito davanti al primo dei due bar presenti.
Il locale si sviluppa in senso longitudinale, con una serie di tre ambienti, non delimitati a compartimenti separati, ma caratterizzati in modo tale che quello centrale – il secondo che ci si trova a raggiungere – rappresenti la dance floor con la consolle dj, mentre gli altri due diventano spazi moderatamente soft, dove parlare e conoscere, e dove sono appunto presenti i due bar.

Oltre a questi tre spazi, il Full Up dispone di tutta una serie di piccole rientranze e nicchie – come logico aspettarsi dal sotterraneo di un antico immobile del Centro cittadino – oltre ad un vera e propria sala-fumatori, anche se il sistema di aspirazione la rende piu’ simile ad una camera a gas.
La soluzione migliore per i fumatori resta quindi quella di risalire all’ingresso ed accomodarsi sull’uscio, sempre che non si consideri l’ipotesi di smettere (..).

La superficialita’ stilistica ed estetica del locale puo’ essere semplicemente descritta dalla tinteggiatura del bagno, fatta sopra agli arredi fissi e persino sopra gli asciugatori, o dalle bocchette di aspirazione spesso divelte, o dalle luci di emergenza, con i vetri risanati alla buona con del nastro adesivo.

Clamoroso e’ stato quando mi sono appoggiato ad una delle pareti – tutte rigorosamente nere – e mi sono ritrovato in mano un pezzo della pellicola che appunto le riveste…

E’ un ambiente che avrebbe bisogno di un intervento di ristrutturazione pesante, e che attualmente si presta bene solo per il programma attuale.
Questo, ad oggi, prevede le serate del Giovedi’ – Yab Smoove – del Venerdi’ – Downstairs – e del Sabato – Full Moon – su musiche rispettivamente Hip-Hop, House (Francesco Farfa Resident Dj) e Glam, ma soprattutto per un pubblico da sfruttare al massimo e poi scaricare, come gli stranieri (per lo piu’ statunitensi) che costituiscono lo zoccolo duro del Popolo del Full Up.

Un po’ amareggiati per quello che e’ stato e che invece poteva essere, io ed Obsession decidiamo di affogare i dispiaceri in qualcosa che avrebbe potuto proporci il bancone del bar.
Dopo una risata fatta col barman, a proposito di tre giovani turiste transalpine che, ingenuamente, chiedevano tre bicchieri di champagne (probabilmente si saranno sbagliate…in effetti, l’Enoteca Pinchiorri e’ solo due strade piu’ avanti) tentiamo un Mai Tai arrangiato, con Di Saronno e Grand Marnier in sostituzione dell’orzata, e riprendiamo il nostro tour.

Il locale a ben vedere non e’ poi piccolissimo: non aspettatevi grandi cose, ma almeno 5/600 persone possono essere sicuramente contenute. Per avere un’idea, siamo sulle metrature di Twice, Doris e Dolce Zucchero…

Verso le 1.00 il locale e’ tuttavia sufficientemente frequentato, con il mix generazionale provocato dal programma pre e post cena. L’eta’ si e’ quindi abbassata, attingendo ai nuovi flussi di 20/25-enni, per lo piu’ di matrice americana.

Ed e’ proprio al rintocco, come in un film, che un uomo dall’aspetto comune, sui 40 anni, dalla testa rasata e dalla pancia presa in prestito a Gerard De Pardieu, uno di quelli che ha tutta l’aria dell’imbucato alla festa, del ‘sono il tecnico del gas, qualcuno di sotto mi ha chiamato’, come un Creatore, decide di dar vita alla serata.

Quest’uomo infatti, tira fuori un sassofono col quale, allacciandoselo al collarino che aveva indosso – collarino che, dato il personaggio, capirete bene sarebbe stato piu’ facile aspettarsi che agganciasse il cellulare… – inizia a dialogare con il Dj alla consolle.

Un vero e proprio spettacolo! Non potete immaginare!
E cosi’, come per incanto, la pista si anima di vitalita’ ed esplode letteralmente, con tutti che si dimenano e si agitano, sulle note dance e sui ‘gorgheggi’ del sax.

Solo in questo modo – grazie quindi all’impegno di colui che poi scopriremo essere il famoso (??) Claudio Sax – il Full Up ci ha portato fino alle 2.30 della notte, svuotandosi lentamente e proseguendo probabilmente fino alle 4.00, anche senza di noi.

Lo abbiamo quindi salutato cosi’, non troppo tardi (ahime’), con Claudio Sax che nel frattempo si era trasformato, come un Super Eroe, in Claudio Flauto Traverso, con la clientela che cominciava a scemare, e con il pavimento pieno di cartacce come il campo dello Stadio di ‘Via del mare’ di Lecce…

Full Up Club – Via della Vigna Vecchia, 23/r – zona Centro Storico – Firenze.
Per info: 055 29.30.06
Web site:
www.fullupclub.com

Fel.

Voto: 6,5. Nel complesso della serata, ed in prospettiva…

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