‘Cavalli Club’ o ‘Club di cavalli’? A molti giovedi’ scorso e’ parso proprio un ippodromo
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 23 Dic, 2008 Ora: 01:00 AM | Categoria: After Dinner, Dalla Città di Firenze, Dalla Redazione, Discoteche e Club, Locali, Ristoranti | Leggi i Commenti

Inaugurato Sabato 13 Dicembre in Piazza dela Carmine, con una premier riservata quasi esclusivamente ai personaggi del jet set, il primo Cavalli Club (le altre sedi, tra cui quelle di New York e di Dubai, pare apriranno successivamente) del mondo si candida ad essere il protagonista indiscusso di questa stagione invernale della nightlife fiorentina.
Anche perche’ si sa che Firenze vive anche, o soprattutto, di questo.
Tante aspettative, tanta esclusivita’, e tanta voglia di conoscerlo, spinge cosi’ molti a non perdersi il primo appuntamento utile fissato per giovedi’ 18.

CONTINUA…

Ed allora il Cavalli Club inizia a porsi da subito con quelle credenziali di esclusivita’ che non possono non appartenergli: ingresso solo su invito o liste nominative, nessuna eccezione concessa.
Giovedi’ sera, infatti, assieme a noi a partire dalle 23.15 si saranno succedute almeno 300/400 persone, tutte con il proprio nome sulla lista degli invitati.
Mai, pero’, quelle persone avrebbero immaginato l’evolversi della serata.
Capita infatti cosi’ (vuoi per le dimensioni ridotte del locale e magari per l’eccessivo numero di nominativi inseriti nelle liste di accesso, vuoi per la regola per cui ‘fuori dalla porta di un locale di successo deve sempre esserci fila’, vuoi perche’ siamo a Firenze e spesso i gestori dei locali si scordano che ‘quello che paga’ e’ il cliente) che in modo abbastanza clamoroso e del tutto inaspettato a nessuno venga consentito l’ingresso, senza una motivazione specifica se non qualcuna di quelle espresse sopra.
Ovviamente fanno eccezione i tavoli prenotati (beh, ovviamente per ogni locale quelli sarebbero soldi persi) e qualche altro caso sporadico (Firenze e’ davvero caso atipico, per cui per saltare la fila davanti ad un locale e’ piu’ conveniente essere amico di un buttafuori che del proprietario del locale stesso; dimostrando tutto il suo carattere di citta’ provinciale).

E cosi’, in fila ad aspettare al freddo, per ore, senza che niente si muovesse.
Tra le lamentele giustificate
di persone che mai avrebbero pensato di poter essere trattate a questo modo (perche’ mi ripeto, ma stiamo parlando di nominativi inseriti in regolari liste di inviti e non di improvvisati e sprovveduti dell’ultimo instante) e di donne coi tacchi alti che giustamente invocavano maggiori attenzioni, molti, per non dire quasi tutti, alla fine decidevano gia’ prima della mezzanotte di ‘emigrare’ verso altri lidi sicuramente piu’ accoglienti.
E sia chiara una cosa: qui non stiamo parlando di ‘diritto d’ingresso che si riserva la direzione’, o di ‘presenze poco opportune’ (concetti che personalmente condividiamo nella gestione di un locale); ma di donne che magari hanno passato due ore per prepararsi al meglio e di uomini che, con giacca e magari cravatta, si chiedevano: ‘adesso dove la porto? A prendere una cioccolata all’Hemingway?’

Ed allora, senza nasconderci, entriamo nello specifico. E chiariamo come mai, piu’ che un Cavalli Club, sia sembrato un club di cavalli, anzi, proprio un ippodromo.
Il locale vede la luce, come dicevamo, con tanto di fanfara mediatica, sabato 13 dicembre. Lustrini, cotillons e vipparoli a gogo. Bene, mica fa male una situazione del genere a Firenze.
Giovedi’, invece, questa chiesetta anglicana sconsacrata convertita a ‘sacrario fashion’, apre le porte a Firenze. Ora, non esageriamo coi riferimenti impropri: diciamo che era possibile entrare anche per chi magari veste Replay o Pignatelli o Phard, piuttosto che essere griffati dal brizzolato maculato stilista. Vengono coinvolti nell’allestimento della serata alcuni tra i promoters piu’ importanti di Firenze, gente davvero navigata ed esperta del settore. Gente a cui, a volte, facciamo riferimento anche noi. Come in questo caso.

Dopo esserci consultati, veniamo inseriti in una lista NOMINATIVA (nome e cognome) con tanto di specifiche, a noi parse ovvie, sull’abbigliamento da esibire per la serata (non era difficile prevedere necessaria una giacca per gli uomini e abbigliamento ‘in tiro’ per le donne). Nonche’ sull’orario d’apertura del locale. L’accordo termina con un ‘ci vediamo dopo le 23 li’, ragazzi!Vi aspetto!’

Ore 23:15: delirio in Piazza del Carmine. Tutti gli accordi prefissati dai promoters coi propri contatti saltano, poiche’ il locale sembra essere gia’ colmo. Centinaia di persone in attesa di essere chiamati (che manco ad Auschwitz) in preda al freddo e ai crampi da tacco 12. Urla, richieste esplicite se converrebbe aspettare o andar via, con promoters a dire ‘ piano piano entrano tutti’ mentre la figlia del Patron, fogliacci in mano, comincia a fare di persona filtro all’ingresso. Cosa in genere delegata alle ragazze immagine o alle guardarobiere. Una scena grottesca. E a proporre sentenze ad alta voce: ‘ Entrano solo i tavoli, le liste le ho azzerateee!!’ ‘qui entra solo chi dico ioooo!’ ‘il tavolo di tizio ha gia’ troppa genteeee!’ ‘p.r. tizio, sei un pirlaaaa!’ (su quest’ultima frase, ovviamente, generava cori da stadio degli invitati delusi). Non si sapeva se ridere o procedere all’atto di forza.

Dopo attesa di ore, dopo che in centinaia andavano via urlando ai propri referenti promoters ‘tu con me hai chiuso’ qualcuno probabilmente sara’ riuscito ad entrare. Ma solo infilandosi di soppiatto col consenso del bodyguard di turno. Poverelli i buttafuori(quelli veri), hanno subito i peggiori insulti. Ma la gente, a fronte di inviti PERSONALIZZATI con tanto di dettagli sulla serata, tutto si aspetta al mondo, tranne che di non entrare. Qui si evince anche la personalita’ del buon organizzatore. Mille volte meglio lasciare la gente a casa, piuttosto che provocare cataclismi come quello di giovedi’. Chapeau alla piccola Cavalli, comunque. Con autorita’ e piglio ammansiva tutti. Peccato che si trattava degli ingressi alla serata di un locale, non della scaletta per entrare in passerella. Con le modelle lobotomizzate il piglio di quel tipo magari torna utile. Con la gente che vive e combatte dalla mattina alla sera, e’ mancato poco si cominciasse a lanciarle le scarpe stile Bush in Iraq.

Eh si’, perche’ Firenze purtroppo e’ anche questa: gestioni che se ne infischiano del rapporto con la clientela, pensando di fare un piacere a farti entrare..per poi magari lamentarsi col ‘c’e’ crisi e la gente non vuole spendere’.
Ed invece no, qui qualcuno non ha capito niente.
Bisognera’ pure che un giorno qualcuno spieghi a questi signori che ‘la gente della notte’ – non mi piace molto come espressione, ma almeno ricorda la splendida canzone di Lorenzo Cherubini… e poi e’ sempre meglio de ‘il popolo della notte’ – e’ viva oggi piu’ che ieri, e non guarda al portafogli quando c’e’ da divertirsi, magari a fine serata e dopo una giornata no, passata a litigare col capo-ufficio…

Che questo gioco continuino a farlo quei locali che oramai hanno capito che il modo migliore per far soldi e’ quello di puntare sui diciottenni neopatentati, che magari ti vengono solamente al sabato, che puoi trattare a pesci in faccia, e ai quali puoi spillare i cinquanta euro della paghetta settimanale perche’, oltre a quella sera, in giro negli altri giorni della settimana non si vedranno mai..
Pero’ se vuoi puntare su una clientela selezionata, bella e brillante, un pubblico scelto di ex-sbarbatelli (che oramai non lo sono piu’ da diversi anni) e di donne senza i brufoli post-adolescenziali, e sfruttare appieno un locale che si pone a diventare il punto di riferimento della notte fiorentina, un minimo di cura nei rapporti con la clientela, facendola sentire coccolata e speciale, lo devi avere…

Viene, in conclusione, da chiedersi se sia davvero cosi’ difficile far entrare nella testa di mediocri imprenditori improvvisati di locali notturni che una serata va bene non quando ‘stasera abbiamo fatto un incasso record’, ma quando ‘stasera e’ venuta una marea di gente che si e’ divertita ed e’ stata bene’..

Davvero nessuno pensa che la gente ritorna la’ dove si trova bene e non ritorna dove si trova male?
E’ ormai sparita la voce ‘servizio’ tra quelle per giudicare un locale?

Bisogna forse ricordare sempre che qui siamo a Firenze, mica siamo a Minneapolis… la gente ha voglia di standard qualitativi elevati.. e un trattamento adeguato… mica di esser presa a pesci in faccia..

Mah, sara’… Magari e’ pure colpa nostra, che in modo irrazionale amiamo quei posti che ci appaiono piu’ difficili da raggiungere… Un po’ come quegli uomini che perdono la testa per una donna impossibile, o come quelle donne che si innamorano perdutamente di uomini che le trattano di merda e ‘non se le filano’ manco di striscio..

P.S. Sicuramente giovedi’ sera avra’ ringraziato il vicino Dolce Vita, che si e’ ritrovato una clientela ‘di rimbalzo’ inaspettata e ben qualificata..

Fel e Obsession.

Immagini da fonte ffwdblog.it e corrierefiorentino.corriere.it, che ringraziamo.

Quello che hai appena letto è un ARTICOLO INFORMATIVO, fatto di notizie e programmi; oppure è una RECENSIONE, scritta dall'Autore in piena autonomia e senza condizionamenti, fatta di opinioni e osservazioni che lo stesso Autore ha riscontrato partecipando all'evento (o avendo frequentato il locale) come un qualsiasi cliente.

Autore: -

I contenuti presenti su questa pagina web sono di proprietà di FirenzeDaBere, se non diversamente indicato. I contenuti, o parte di essi, possono essere utilizzati senza richiedere autorizzazione preventiva solo ed esclusivamente riportando la dicitura "tratto da www.firenzedabere.it" in calce ai contenuti. Inoltre, qualora i contenuti, o parte di essi, vengano riportati su una pagina web, la dicitura di cui sopra dovrà  essere corredata dal link alla pagina dalla quale sono stati prelevati i contenuti.

Condivi quanto scritto in questo articolo? Lascia un tuo commento personale

Inserisci Nome e Email. Dal tuo secondo commento la pubblicazione sara' automatica e in tempo reale. Per associare un avatar al tuo commento usa it.gravatar.com