Dario Ballantini al Savoy : L’Uomo, il Trasformista, l’Artista
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 6 dic, 2008 Ora: 08:32 PM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

Dario Ballantini, 44 anni, livornese di nascita e milanese d’adozione, e’ uno dei volti dello spettacolo maggiormente noti al pubblico italiano, per la sua collaborazione con il tg satirico ‘Striscia la Notizia’ in onda tutte le sere su Canale 5.
Chi infatti non conosce le sue celebri interpretazioni dello stilista Valentino, di Vasco Rossi, Gianni Morandi, Gino Paoli, Luca Cordero di Montezemolo; solo per citare alcuni tra i piu’ noti personaggi maggiormente presi di mira dall’artista?
Oltre alla sua professione di trasformista e di attore (ricordiamo anche diverse partecipazioni a film e a fiction sempre di Mediaset, oltre che interpretazioni da protagonista in spettacoli teatrali coi quali ha girato per l’Italia), Ballantini dimostra di essere artista a tutto tondo, e soprattutto pittore molto affermato da oltre venticinque anni.
Lo staff di FirenzeDaBere lo ha incontrato in occasione dell’Inaugurazione della sua personale ‘Un’altra verita”, in mostra fino al 23 Dicembre (prorogata fino al 31 Gennaio), presso gli spazi interni dell’Hotel Savoy di Piazza della Repubblica, per una breve intervista.
Ecco cosa ci ha raccontato.

CONTINUA…

Avvicinatosi alla pittura fin da giovanissimo (i primi incontri maturano direttamente tra le mura di casa, con il padre che dipinge in stile neorealista e gli zii post-macchiaioli), e diplomatosi all’indirizzo artistico del Liceo Sperimentale di Livorno, Dario Ballantini resta affascinato dalle opere di Modigliani ed incuriosito dal volto del comico Toto’, che assume a soggetto di sue riflessioni per quella faccia cosi’ spigolosa ed irregolare da ricordare le scomposizioni cubiste.
Nei primi anni della maggiore eta’ inizia ad entrare nell’ambito delle esposizioni nel territorio livornese e toscano, partecipando a collettive e personali, attraverso opere in cui comincia ad emergere il chiaro richiamo espressionista.
Il suo stile, cosi’ in contrasto con il mondo locale di pittura post-macchiaiola che annovera un foltissimo numero di pittori nell’ambito livornese, lo porta a cercare consensi a Firenze ma anche qui, con la mostra del 1989 presso la Galleria Teorema che si rivelera’ deludente, il pubblico pare restare lontano dall’espressionismo cupo dell’allora Ballantini, cosi’ lontano sia dalla vecchia tradizione livornese e sia dai suoi colleghi che in quegli anni piuttosto si rifanno a certi americanismi vicini alla pop art.

Queste delusioni lo portano a dedicarsi quasi esclusivamente alla sua professione di attore trasformista, fino almeno al 2001 quando proficui incontri, tra cui quello con Achille Bonito Oliva che lo stimola ad una scelta piu’ accurata delle sue opere da preferire rispetto alla passata produzione, gli restituiscono nuova linfa. La personale del maggio 2002 si dimostra essere un successo, e negli anni a seguire i successi si susseguono senza soluzione di continuita’.
Da Padova a Napoli, passando per Milano, Vicenza, Genova, Como, Cesenatico, e ripassando anche dalla sua Livorno, e’ un susseguirsi di personali e partecipazioni straordinarie a collettive di successo.
Nel 2006 Ivano Fossati e’ tra i visitatori di una sua mostra, e decide di vestire il suo palco per il Tour ‘L’Arcangelo’ con le opere di Ballantini riprodotte in grande scala, oltre a farsi personalizzare il pianoforte dallo stesso Dario. Le sue personali continuano fino al febbraio 2008 quando espone presso il Palazzo Coveri di Firenze.
A distanza di pochi mesi, il ritorno nel capoluogo fiorentino e’ con ‘Visioni Sommerse’ presso l’Hotel Savoy di Piazza della Repubblica, fino al 23 Dicembre 2008, sempre aperto con ingresso gratuito.

Ciao Dario..Sappiamo che gia’ ci conosci (sorride – n.d.r.)..Siamo quelli di FirenzeDaBere, Associazione che si pone lo scopo primario di coniugare il mondo della notte e della Nightlife a quelli della cultura e dell’arte. Piu’ o meno quello che stai facendo tu, quindi! Certamente, partendo da molto piu’ in basso..sarebbe presuntuoso anche solo paragonarsi alla tua bravura a destreggiarsi fra questi mondi.
Allora..a conti fatti: Dario Ballantini.. Artista ormai a 360 gradi? O esiste qualcosa ancora di non perlustrato?

Beh, si’..ci sono categorie ancora semi-inesplorate, ma non e’ detto che non le esplori..Il cinema, ad esempio, e’ una forma d’arte che io reputo alla stregua della pittura come forma d’espressione, visto che anche in esso puo’ essere utilizzato il trasformismo… e idem dicasi per la scrittura.. Io sono un titolista, e ti assicuro che la fatica di creare i titoli giusti da dare alle mie opere, che sono ormai piu’ di cinquecento (500!! – n.d.r.).. e’ un’opera letteraria vera e propria! Che rimane.. Il teatro e’ un’esperienza che credo mi ricapitera’ di affrontare… e inoltre mi diletto bene anche nel canto!!quindi..
Possiamo allora definirti un ‘Mattatore’?
Beh..diciamo ‘in fieri’..
Dario, ripercorriamo un attimo il tuo percorso artistico legato allo spettacolo. Da sempre i tuoi personaggi sono legati a doppio filo ad eventi, gran gala.. Noi ci occupiamo essenzialmente di NightLife, e la domanda e’ necessaria: ma questo mondo fashion e patinato che, bene o male, frequenti ormai da diversi anni, lo subisci, lo vivi o te ne fai attrarre?
Tasto dolente. Si, l’ho subito, pesantemente, nei primi anni in cui imitai Valentino. Il personaggio divenne cosi’ famoso e richiesto che mi tocco’ attraversare tutti i locali della penisola, ero richiesto ovunque.. Per non parlare dei primi anni di lavoro nel mondo dello spettacolo, i primi anni di trasformismo e gavetta pesante..mi capito’ di lavorare anche nei Night.. Tanto per capirci..
Il fascino della notte pero’ l’ho anche sfruttato per i miei quadri facendomi attrarre ed ispirare.. Ma anche questa fase e’ finita, ormai dipingo a qualsiasi ora del giorno e della notte.. Vivo fra tre citta’, e quindi per stato di necessita’ devo dipingere tutte le volte che ho un attimo libero!

Una vita frenetica.. Ma allora tutti i mondi che vivi si sottraggono tempo l’uno con l’altro? E’ quasi una gara tra di loro?
Gia’..tra l’altro ho tre figli a Livorno, ed ogni settimana vado anche li’. C’e’ una bella confusione nella mia vita..ma la bravura sta nel cercare il ‘bandolo della matassa’, che poi e’ proprio il tema della mia arte e dei miei quadri.
Ecco, in merito a cio’..allora, la pittura, il quadro..come espressione di qualcosa di tuo che vuoi dimostrare al mondo o piuttosto come sfogo reale della creativita’ che ti appartiene?
Inizialmente l’opera nasce come sfogo. Ma se invece l’analisi si sposta sull’iter creativo dei quadri, si identifica un tema fondamentale, anche in apparenza involontario, visto che le mie opere nascono in maniera gestuale, senza uno studio o un’idea precisa a monte. Si manifesta nella ricerca dell’uomo e della sua dimensione reale, l’uomo che deve affrancarsi dal mondo, un mondo soggetto tanto ad eventi positivi quanto negativi.
L’uomo deve trovare un linguaggio universale che gli consenta una ‘comunicazione buona’ coi suoi simili. E l’arte diviene appunto il mezzo per eccellenza.
Ancora una volta..Torna attuale il tema che ‘l’arte salvera’ il mondo?’
Secondo me si’, l’arte puo’ accendere la ‘miccia buona’ per illuminare bene il mondo. Nonostante tutto, ne sono fermamente convinto.

Rimanendo in tema..Noi ci rivolgiamo anzitutto ad un pubblico giovanile. Dario, tu ritieni esista un metodo adeguato per avvicinare l’universo giovanile e quello dell’arte, visto che spesso questi due mondi tendono a ‘guardarsi ma non toccarsi’?
Io sono convinto che questa situazione sia colpa di tutti quelli che, una volta raggiunto un certo livello di bravura riconosciuta e quindi di popolarita’, tendono a ‘staccarsi’, quasi a mo’ di vendetta, da tutto cio’ che erano prima e quindi tutti coloro che gli ricordano come erano agli inizi. E’ pazzesco, ma e’ cosi’. Siccome io la gavetta l’ho fatta su entrambe le ‘fazioni’, non dico che bisogna facilitare la ‘scalata’ poiche’ la sofferenza e’ parte integrante del percorso dell’artista. Pero’ e’ sbagliato creare un ‘distacco’ supponente con quell’aura di ‘inavvicinabile’ ostentata dall’artista di turno. E’ necessario comunicare tra questi mondi, ignorare un giovane perche’ per affermarsi deve avere almeno 50 anni.. Puo’ fare delle vittime. E demotivare tanti giovani talentuosi artisti.
Allora e’ l’arte che si allontana dai giovani piu’ che il contrario?
Si, l’arte per come viene gestita. Ma i giovani se ne fregano del cliche’, e trovano sempre poi il loro modo di esprimersi. Come fanno, ad esempio , i graffitari, ragazzi che in qualche modo esprimono le loro idee e la loro arte. Sarebbe necessario un atteggiamento ‘mediatorio’ da ambo le parti, i giovani che dovrebbero evitare la protesta a tutti i costi, e chi detiene certi poteri dovrebbe evitare questo distacco per cui si fa percepire l’arte come qualcosa d’elite. C’e’ una voragine nel mezzo incolmabile.
Dario, ci sarebbe una nostra curiosita’.. Noi abbiamo cercato di conoscere il tuo percorso artistico, la tua formazione, le tue ‘muse ispiratrici’. Tra gli altri tu citi grandi artisti come Tenco, Toto’, di cui testimoni che anche i suoi lineamenti spigolosi ti ispirarono nel creare i tuoi quadri. E percio’ noi ci siamo chiesti.. Ma se Ballantini si fa ispirare da questi ‘monumenti’ dell’arte contemporanea.. Ma sta a vedere che si sara’ fatto ispirare anche da un altro, nel suo piccolo, grande..che e’ Alvaro Vitali, con cui hai anche lavorato?
Con Alvaro ho lavorato per due anni.. E’ un’icona, e’ molto amato poiche’ esprime un’anima popolare che piace. Farsi ispirare da lui? Beh, perche’ no..solo che li’ si passa dal drammatico al buffo attraverso il grottesco..
Passando ad un tono piu’ verosimile ma rimanendo sullo stesso tema.. Esistono invece altre figure carismatiche che, guardandole, ti hanno ispirato arte?
Beh, senz’altro Petrolini.. Tutto il suo magnifico lavoro di trasformismo artigianale visto che anche io per 16 anni ho fatto altrettanto..mi facevo anche da solo le parrucche! Poi l’indimenticabile Noschese…
Nel campo della pittura, invece, i miei grandi riferimenti sono stati sia grossi nomi, come Picasso, Modigliani, Miro’, ma anche due pittori toscani, Fiorentini: Fernando Farulli e Vinicio Berti (tra i massimi esponenti dell’Astrattismo italiano – n.d.r.). Da loro mi sento piacevolmente influenzato.

Un’ultima domanda, e concludiamo con goliardia: ore 20, a casa Ballantini frigo vuoto. Di fronte a questa scena, il Ballantini artista, imitatore, uomo…come si pone? Corre a fare la spesa, chiama un amico o un’amica per andare a cena fuori… O inerme subisce il destino infame?
Ma a voi chi lo ha raccontato di questa storia? e’ una cosa che mi succede spessissimo.. Spesso nelle mie giornate non trovo il tempo di ricordarmi neanche che non ho nulla a casa..ed allo stesso tempo quindi mi dimentico anche di preavvisare qualcuno per cenare fuori.. E quindi, ahime’, molto spesso vado a cena fuori..ma da solo.
Ah..La solitudine dell’artista?
Chiamatela come vi pare.. Credo sia una cosa che in generale ispiri tristezza..ma mi succede molto, molto spesso… E’ un’arma a doppio taglio, questa: e’ solitudine che magari frutta anche ispirazione..ma sempre solitudine e’!
E stasera..Uscendo da qui, dal Savoy, dove te ne vai? Vieni con noi all’Otel Variete’ (gli abbiamo spiegato prima cos’e’ – n.d.r.) o preferisci una cenetta tranquilla e poi a nanna?
No, no.. Non esco..ho la camera qui..ma se uscissi di sicuro non verrei con voi a ballare.. Non e’ una cosa che mi entusiasma..
Ma come, proprio tu? Il re del glamour e del Fashion? Ma allora e’ solo una patina?
Quello e’ un bel mondo… Ma solo per prenderlo in giro..
Grazie davvero, Dario!
Siamo stati bravi? Un saluto a tutti i vostri, e a questo punto miei, amici!

Obsession e Fel.

Si ringrazia, per le foto presenti in questo articolo, lo Studio Associato NoNamePhoto
Un ringraziamento particolare alla Dott.ssa Veronica Triolo, responsabile Uff.Stampa Hotel Savoy

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