Di Don Carlos ce n’e’ uno, tutti gli altri…
Ci sono quei posti dove vai solo di rado; magari perchè un po’ fuori mano, o forse solo perchè non saltano fuori mentre, guardando il tg, decidi dove andare. Sono quei posti dove l’ultima volta che ci sei stato ti sei divertito, e ti sei lasciato con gli amici al grido “ragazzi, ritorniamoci presto”.
Ecco, uno di questi posti è il vecchio, caro, Don Carlos.
Il Don Carlos lo portiamo un po’ tutti nel cuore. Per chi ha meno di cinquant’anni, ricorda le prime serate in disco. Già, perchè alla fine, chi più chi meno, siamo passati tutti dal mitico “Don”.
Per chi non lo conosce, la discoteca si trova proprio all’uscita Chiesina Uzzanese della A11. Nel senso che, pagato il pedaggio, l’accesso è dieci metri dopo. Il Don Carlos è situato all’interno di un grosso complesso edilizio, un grande casolare ristrutturato al cui interno trovano spazio anche un albergo e un ristorante che ha il suo “priveè” nel trenino che si vede all’ingresso.
Il Don Carlos piace perchè come lui non c’è davvero nessuno. All’interno, da padrona la fa la grande sala centrale a doppio volume, con musica live per quasi tutta la notte, e dance cantata dal vivo e accompagnata da tastiere, sax, trombe… a rotazione nelle diverse serate. A corredo, come si usava una volta, un anello superiore, con balconata sulla sala, che gira tutta intorno. La musica cambia mille volte durante la serata: dall’apertura con mazzurche, polke e tarantelle per il pubblico oldies (a casa hanno i nipoti, e non possono far tardi), alla pop dance degli anni ‘90, alla dance commerciale più recente nella seconda parte della serata. Ad intervallare, fatidici intermezzi svuota pista (e non è un modo di dire) dedicati a coppie e ad imbroccaderos specializzati. Ma la gente non si lamenta: sa bene che la musica che cerca è da qualche parte, in una delle altre piste.
Ed infatti, sempre al piano superiore, altra sala dance con soffitto basso e colori che la rendono più club; qui le soluzioni musicali spaziano dall’elettro-pop anni ‘80, all’house music, alla commerciale più recente. Ed ancora, continuando il giro, si attraversa una passerella per finire in un’ala del complesso dove, sotto le capriate del tetto in legno e tra i colori caldi, echeggiano i suoni latino-amicani raccogliendo tutti i patiti del genere. Proseguendo ancora, si scende una piccola scala per scoprire la saletta relax con karaoke (i tempi di Fiorello con la coda sono lontani, ma gli aficionados del karaoke non mancano mai). Ed infine, ricavata come una serra nel piazzale interno, la piccola saletta “eden” specializzata nella disco fine anni ‘70 e anni ‘80.
E poi, il Don Carlos piace per gli allestimenti in occasione delle Feste. Ad esempio, sabato scorso c’era un enorme clown di carta pesta e stoffa montato su un’altalena sopra la testa di chi ballava. E per lo scorso halloween, la sala era piena di cadaveri che penzolavano dal soffitto; oltre allo zombie che è rimasto per ore in vetrina all’ingresso (sembrando a tutti una statua di cera) per poi aggirarsi per il locale nel momento clou della serata.
Il Don Carlos piace anche perchè è lì da trentanni, e nessuno lo ha toccato. Quando si entra è davvero un tuffo nel passato. La gestione degli spazi è come quella di una volta, le finiture, l’abuso di specchi e specchietti per rivestire tutto. Anche la miriade di divanetti sparsi per il locale sono sempre i soliti (quei colori degli anni ‘70, oggi, sono una cosa inguardabile).
Bar sparsi per il locale ce ne sono diversi. Almeno uno per ogni sala. E questo sicuramente ci risparmia dalle solite attese interminabili con botte da orbi. Il personale, sia maschile che femminile, è tutto in divisa e mostra professionalità; nonostante la mancanza del “physique du rôle” difficile da pretendere ad una certa età. Tra i cocktails è meglio stare nel classico, senza azzardare richieste troppo contemporanee. Tutti serviti con poco ghiaccio in tumbler alti, old fashioned, flute, coppe martini, tutti rigorosamente in vetro e senza intravvedere bicchieroni da beverone in plastica.
Ma diciamoci la verità, il Don Carlos piace soprattutto per la gente che lo frequenta; difficilissima da inquadrare. Sia perchè la forchetta d’età è ampissima, andando dai ragazzi di 22/25 anni agli attempati della cinquantina, passando attraverso le coppie di trentenni, le divorziate di quarant’anni, i gruppi di colleghi e colleghe di lavoro.
Sia perchè ti puoi trovare davanti il fighetto del sabato sera come il tamarro con la maglia attillata; la ragazzina che esce per la prima volta in vita sua e l’avvocato coi baffoni a braccetto con la giovane polacca; le colleghe arzille dell’ipercoop come la bambolona con la minigonna e i tacchi a spillo.
Fermandosi un momento, e vedendoli scorrere, impressiona da quanti volti, stili, tipi, caratteri diversi si riuniscano sotto lo stesso tetto. Ma nessuno sembra farci caso. Tutto è normale. Fanno eccezione gli sguardi di qualche brizzolato appoggiato al bancone verso le giovani ragazze che passano di zona. Ma d’altra parte, questa non è mica esclusiva degli uomini bassini col forte accento milanese…
Non c’è niente da fare: il Don Carlos piace. Perchè di Don Carlos ce n’è uno.
Ingresso: 15/10 euro uomo/donna con drink. Niente liste o p.r. Grande parcheggio custodito (2 euro). Guardaroba 1 euro.
Dancing Don Carlos – A11 Firenze Mare uscita Chiesina Uzzanese.
Per info: 0572 48.131
Web site: www.doncarlos.it
Voto: E’ come per Maradona dopo il gol di mano ai mondiali ‘86: o gli dai 10, o gli dai zero.
Fel.
Alcune delle immagini riportate sono tratte dal profilo ufficiale facebook del locale; che ringraziamo.
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gio 01 set, 2011 










si vede che è un posto di qualche anno fa, però ha tante piste da ballo e ci si diverte.