E venne il giorno della Cena al Boston T.
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 30 Gen, 2008 Ora: 04:57 AM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

Tante volte siamo andati al Boston T, ma cenare in questo locale di viale Europa ci era sempre mancato. L’occasione: un compleanno di due amici (ancora Auguri ad Andrea e Cristina).
Appuntamento alle 20.30 davanti al locale, tanto spazio per parcheggiare – di venerdi’ sera invece e’ assai dura, dato che dalle 24.00 inizia la pulizia delle strade – e nel giro di dieci minuti ci sediamo al tavolo.

CONTINUA…

Siamo una ventina di persone, ed avevamo prenotato da piu’ di una settimana. Ci accomodiamo subito ai nostri posti, anche se l’idea di spezzare un compleanno su due tavoli separati e paralleli non e’ sembrata a nessuno una grande mossa. Probabilmente disponendo secondo un orientamento diverso i tavoli, la soluzione unica sarebbe saltata fuori.
Oltre alla nostra compagnia, c’era un’altra tavolata di circa altri 10/15 clienti, un paio di tavolini per cene a coppie, e 6/7 persone a fare l’aperitivo.

Piu’ di meta’ locale era infatti deserto, con i tavoli nemmeno apparecchiati, sintomo del fatto che ormai sanno che non e’ il caso di aspettarsi grandi folle fuori prenotazione, neanche di Sabato Sera, per definizione la serata del ‘cenare fuori’.

Il buffet dell’aperitivo – che da programma chiamano ‘classico’, a differenza di quello del Giovedi’ che definiscono ‘Gran Buffet’ – non e’ poi cosi’ scarso, con anche qualche primo, oltre ad affettati e verdurine varie. Il pubblico pero’ resta quello, 6/7 persone in tutta la sera…
Tale buffet e’ disposto al centro della sala, su un ampio tavolo quadrato rivestito da una tovaglia rossa.

I clienti possono decidere di sedersi nei tavoli rimasti vuoti dalla cena oppure, come invece hanno fatto tutti, sistemarsi sugli sgabelli al bancone del bar.

Torniamo alla cena.

Ci sediamo ai nostri posti, su sedie comode e su tavoli in legno di colore scuro.

L’allestimento e’ molto semplice – correggo: TROPPO semplice – tant’e’ vero che consta di una misera tovaglina di carta usaegetta di 30×20 cm, di un amaranto sbiadito, e dai rilievi tipici della carta assorbente.
Su di essa un tovagliolo bianco, piegato a triangolo col lato lungo parallelo al bordo del tavolo, ne occupa la parte centrale, insieme a 2 forchette e un coltello disposti lungo gli altri 2 lati del triangolo. Suggestiva, ma appena arriva il primo piatto occorre disfare rapidamente il tutto…
Un calice per il vino, e un bicchiere per l’acqua, completamente fuori abbinamento tanto da far ricordare i barattoli delle creme bicolore alla nocciola, quelle meta’ cioccolata bianca e meta’ nera, tanto in voga negli anni passati.

Arrivano il vino, un S.Giovese IGT di 13 che non e’ apparso dimostrare tutte le sue credenziali, tanto da far sorgere in piu’ di una persona giustificati dubbi sulla schiettezza di tale bevanda, l’acqua naturale servita in ampolle, e quella gassata, in altrettante ampolle che si richiudevano ermeticamente.
Il vino in bottiglia e’ arrivato gia’ aperto, cosi’ come l’acqua nelle ampolle, particolare che dovrebbe essere assolutamente evitato in un locale di ristorazione che fa forza sulla qualita’ dei suoi prodotti, proprio per fugare qualsiasi dubbio.
Non piu’ di 30/35 coperti in tutta la sera, possono permettere sicuramente di perdere qualche minuto per stappare il vino davanti al cliente, o versare l’acqua, dalle bottiglie alle ampolle, magari nel classico ripiano appena fuori dalla cucina dove solitamente si trovano appunto le bottiglie chiuse.
La trasparenza non e’ un aspetto da evitare col cliente, assolutamente!!!
Siamo arrivati con un menu’ prefissato, composto da 3 portate scelte fra quelle poche che presenta la carta, una bottiglia di vino ogni 4 persone, il tutto a 25 euro.

Alle 21.00 arriva l’antipasto freddo, che comprende prosciutto crudo, salame, finocchiona, qualche crostino con verdure, salsiccia, e qualche frittellina. Finito tutti con l’antipasto, il gestore passa chiedendo se avessimo voluto ancora qualche altro piatto di antipasti – cosa che sul momento ho apprezzato. Aspettandoci da un momento all’altro l’arrivo della successiva portata, abbiamo desistito. Errore grave.

Alle 22.00 arriva il primo: Risotto all’arancia. Ora, e’ vero che il menu’ e’ stato scelto da noi, ma e’ altrettanto vero che la carta non propone poi grandissimi piatti.
Il risotto arriva crudo, non al dente, ma ahime’ proprio crudo. Non e’ un’esagerazione se tutti hanno avuto il solito pensiero. Sotto i denti si sentivano ancora alcuni chicchi completamente crudi. Io mi sono sforzato di pensare che fosse stato voluto, per omogeneizzarsi con il trito di scorza di arancia che condiva il piatto, ma non sono tanto sicuro di questa mia riflessione.
In ogni caso, il piatto stesso offre poco sapore: l’arancia di per se stessa ha grosse difficolta’ a caratterizzare un risotto, che alla fine appare poco piu’ che bianco…

Alle 23.00 arriva il secondo: Arista classica, in umido per poi essere tagliata a fette, con qualche patatina al forno. Senza quelle foglie di lattuga tagliate alla giuliene che riempivano la visuale, il piatto sarebbe sembrato molto triste.
E qui finisce la cena.
Niente caffe’, niente amaro, niente limoncello, niente…
Alle 23.20 arrivano torta e spumante – naturalmente gia’ pronti perche’ a questi avevano pensato i festeggiati – che indubbiamente spiccano nel confronto con le pietanze precedenti.

Un’ottima torta con tanta frutta e crema al limone stesa su una sfoglia di pasta frolla, e una sacker con tanto liquore e ottima cioccolata. Complimenti ancora a chi le ha scelte!!!

Alle 23.30 inizia ad entrare la gente per il dopo-cena, mentre ancora stiamo finendo, con la tavola ancora apparecchiata, e con qualcuno che CLAMOROSAMENTE inizia ad appoggiare i propri cappotti sugli schienali delle sedie ancora occupate da noi…
Cose dell’altro mondo.
A fine cena finalmente scopro anche il motivo del nome della serata.
Il Sabato sera e’ infatti ‘Sex and the Djay’. Il Motivo? Durante la cena sui monitor vengono mandate le puntate del telefilm ‘Sex and the City’, naturalmente senza audio.
Allora: se fare il Direttore Artistico di un locale vuol dire avere intuizioni di questo tipo, allora ragazzi ditelo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Imbarazzante.

Riassumendo: abbiamo prenotato una settimana prima, fissando un menu’ stabilito a 25 euro a persona. Coperto da osteria, con tovaglina di carta usaegetta sul tavolo. Una bottiglia di vino ogni 4 persone, portata gia’ aperta, come del resto l’acqua – con giustificate perplessita’ su possibili rabbocchi di dubbia provenienza. Un antipasto freddo, un primo crudo e poco saporito gia’ in partenza causa la ricetta, un secondo banale. Durata totale della cena: 3 ore, con intervalli lunghissimi tra le varie portate. Niente caffe’, niente ammazzacaffe’; ovviamente non essendoci il caffe’ da ammazzare…

Decidendo di guadagnare 1 euro in meno per ogni coperto, si sarebbero potuti permette caffe’, amaro e drink per il dopocena. E avrebbero fatto tutta un’altra figura. E magari avrebbero riempito la sala…
Mi chiedo come non si riescano a capire queste semplici ovvieta’.

Il resto della serata, partita per noi quindi alle 24.00, e’ poi risultata notevolmente condizionata. In particolare, i tempi lunghi della cena hanno steso un velo di noia e stanchezza che ha influenzato anche la piu’ forte delle voglie di ridere e ballare.
Abbiamo tirato per quasi due ore, ma e’ stato solo il non volersi arrendere alla realta’ dei fatti.
Di gente dopo la mezzanotte ne e’ arrivata tanta da riempire completamente il locale. Questo e’ innegabile. Come del resto l’atmosfera, che resta sempre goliardica e danzereccia dopo, cosi’ come elegante e minimale durante la cena.
La nuova gestione ha pero’ disposto molti piu’ tavoli che di fatto hanno limitato notevolmente lo spazio per ballare. La gente continua a provarci, ma in molti desistono.
La dance ha svariato tra un’iniziale house-commerciale e successivi pezzi anni ’90 (Free from desire, Bla Bla, The rithm of the night), anni ’70 (You make me feel, I will survive), anni ’80 italiani (Tanti Auguri, La notte vola, La mia banda suona il rock). Eta’ media 25/30 anni. Ingresso a 8 euro con drink compresa.
A dir la verita’ si e’ anche scatenata una mini-rissa, subito sedata, ma che lascia riflettere sul lento declino che sta interessando il Boston T. Occorre darsi una mossa!

Cenare al Boston T?
Oggettivamente la vedo valida come scelta solo in caso di tete’ a tete’, da iniziare alle 22.30 e non prima, con una sola portata per evitare tempi biblici, e per fare quattro salti dopo su ritmi commerciali.
Altrimenti, se volete cenare, trovate molti ristoranti nei quali mangiare molto meglio, restando su quel prezzo.

Vai alla notizia sul Boston T del 16/01/2007.
Vai alla notizia sul Boston T del 16/10/2007.
Boston T. – viale Europa, 160 – zona Gavinana – Firenze.
Per info: 055 65.333.07
Web site: www.boston-t.it

Voto alla cena: 5. Forse pure meno. La ristorazione non si improvvisa.
Voto al locale: 6,5. Resta valido. Salva tante serata, ma in netto calo.

Fel.

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