Esplode l’Estate a Firenze – Santa Rosa is Back!
Autore: Obsession | Data di Pubblicazione: 9 Giu, 2012 Ora: 07:09 PM | Categoria: After Dinner, Aperitivi, Drinks, Cocktails & Beverages, Lifestyle, Locali, Nightlife | Leggi i Commenti

Chiamatelo Mamma, Mama, San Frediano o come vi pare: tanto, sappiamo di chi stiamo parlando. Per chi l’ha visto e per chi non c’era,  lì, tra la porta di San Frediano e il Torrino Santa Rosa, in uno splendido giardino sotto i merli del muro medievale,  qualche anno fa nacque un locale che, nel giro di pochi giorni, si trasformò in un must: era sbocciato il Mamma, o come poi i fiorentini lo ribattezzarono strizzando l’occhio a Torre del Lago, il “Mama”.

Correva l’anno 2004 ( se non ricordiamo male) e l’avvento di questo nuovo locale, in un periodo storico per lo più appannaggio delle grandi discoteche all’aperto ( Central Park, Meccanò) sbaragliò ogni concorrenza nell’ambito del night-living divenendo, di fatto, il leader indiscusso dell’estate fiorentina. Una formula perfetta, una location splendida, beverage di primo ordine ed attenzione al cliente. Fu così che mantenne anche la leadership  negli anni successivi, salvo poi smettere la propria attività più per motivi burocratici che per altro.

E quando ti ritrovi, venerdì 8 giugno, a partecipare alla riapertura ufficiale di questo luogo, divenuto adesso il SANTA ROSA ( che prende il nome non dall’omonima marmellata ma appunto dal torrino che fa da scenografia al luogo) ti sembra di tornare indietro nel tempo, e rivedere quel giardino, quel bar, quei tavolini ricrea quello strano deja vu tipico che si avverte nel tornare in luoghi cari alla memoria personale. E tornare a quell’aperitivo del maggio 2004 quando inaugurò il Mamma e nessuno ci avrebbe scommesso una lira.

Torna dunque, finalmente, a distanza di qualche anno, il fortunato e splendido locale di San Frediano.  Il Santa Rosa, rispetto al Mamma ( che mai come in questo caso andrebbe definito “la” Mamma) mantiene i punti forti dell’offerta ed arricchisce scena e programmazione: entriamo  nel dettaglio.

Oltre alla splendida scenografia naturale,  li dove un tempo c’era un dehor chiuso su due lati ora si presenta una nuova pensilina infiorata di rose (omaggio al nome ) e bouganvilles, sotto la quale trovano posto i tavolini a cui poggiarsi nell’aperitivo e nell’after dinner. Lì dove prima c’era il privé è rimasto l’angolo  “ pleasure” del locale, coperto dai classici ombrelloni larghi e con sedute comode, rinunciando a talune scelte kitch della gestione precedente che negli anni aveva preso un tono “tosco-arabesque”   dal dubbio gusto.

Bello, molto bello. Arioso, libero da movimenti obbligatori e raccordi anulari da cui prendere l’uscita per andare a bere, ballare o in bagno, il locale si svolge tutto sul medesimo lato, di fronte alle possenti mura, offrendosi all’utenza con estrema chiarezza: il bar, i tavoli, il privè, il verde. Locale da vivere, locale da gustare in relax. Una tendenza di quest’estate, a Firenze : sempre meno posti in cui ballare, sempre più posti in cui bere, e parlare, e vivere.  Ci si potrebbe tirar su un’analisi sociale, ma ci sembra troppo.

Tornando al Santa Rosa, la grande differenza nasce nella gestione della giornata: il locale apre tutti i giorni, 7 su 7, dalle 7 del mattino e chiude in tarda serata. In mezzo, dunque, un locale dalle molteplici attività sociali e culturali, distribuite nell’arco della giornata: mostre, rassegne, estemporanee, corsi di yoga.. Il programma è impressionante, tale da dare l’idea di un “2.0” dell’entertainment moderno. Comincia dalle colazioni (a chi capita di fare le analisi nella vicina Asl d’ora in poi sa dove andare), passando poi per il pranzo  ed infine la “Graind soiréè “ dell’aperitivo. Aperitivo a buffet  con drink , un must del Mamma ( che rese il locale all’epoca frequentatissimo all’ora dell’aperitivo) riproposto con le medesime formule del passato. Dal tramonto in poi, aperitivo, after dinner ed il “grande struscìo” per vedere chi c’è e che serata è.  Anche quello, un grande classico del passato. Riproposto con vigore.

E così, quest’estate sta decollando con un buon numero di offerte e di bei posti, in barba a chiusure imposte da decifrare e soprattutto dopo un terrificante inverno, travolto da freddo e locali chiusi uno dopo l’altro.

Adesso si, quest’estate a Firenze forse si può uscire chiedendosi “dove andare” dopo le desolanti estati appannaggio di monopòli o al massimo duopoli:  oltre al Santa Rosa, che riapre alla grande dunque, le proposte sono diverse e valide, come il Summer Suite, il Manduca, il Flò, l’Off sul laghetto della Fortezza, il Blanco, e tra qualche giorno la riapertura dell’ex  Capocaccia. Oltre ai grandi classici “over the top” con spazi in e outdoor  come il Porfirio Rubirosa ed il Cafe de Paris. Purtroppo sono pochissime le locations all’aperto per ballare, e questo è il frutto di diversi fattori: una storica ostilità politica e dei residenti (difficile spesso il controllo del volume), la concorrenza importante di Montecatini e della Versilia, nonché una diversa percezione sociale della discoteca all’aperto. Fa meno voglia di prima, senza dubbio.

Un ritorno atteso, invocato e sperato, finalmente si realizza. Il Santa Rosa riapre i battenti, pronto ad insidiare quei locali che, seguendo la scia aperta anni fa dal Mamma, si sono ritagliati ruoli importanti nella nightlife fiorentina.  E, questo è poco ma è sicuro, Il Santa Rosa ha tutte le intenzioni di riprendersi la leadership di qualche anno fa. Togliendosi anche qualche soddisfazione in più.

Se son Rose, è proprio il caso di dirlo, stanno già fiorendo.

Voto: 8.5

Obsession

Santa Rosa –  Lungarno Santa Rosa  – Info e Prenotazioni: 338.61.11.723

Quello che hai appena letto è un ARTICOLO INFORMATIVO, fatto di notizie e programmi; oppure è una RECENSIONE, scritta dall'Autore in piena autonomia e senza condizionamenti, fatta di opinioni e osservazioni che lo stesso Autore ha riscontrato partecipando all'evento (o avendo frequentato il locale) come un qualsiasi cliente.

Autore: - Di origine cartaginese, possiede in casa un altare dedicato ad Alberto Sordi e nei riti vodoo evoca lo spirito di Lino Banfi per essere ispirato.Sogna Novoli come una nuova Pigalle ed è promotore della legge per la riapertura delle case chiuse a favore di universitari fuorisede e fuoricorso. Coinquilino del conte Mascetti e di Picchio De Sisti, fu ingiustamente accusato da Daniel Passarella del furto delle monete del Porcellino a fine anni '80. Vanta un caffè offerto da Batistuta ed il record mondiale di neologismi tosco-calabri. Respira a sua insaputa.

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I lettori hanno aggiunto 1 Commento
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  1. Claudio ha detto:

    Scusate ma non sono d’accordo sulla frase “la voglia di ballare all’aperto,fa meno voglia di prima, senza dubbio”. La voglia di ballare all’aperto c’è e come! Volete mettere ballare all’aperto che chiusi un locale tra 4 mura?
    il problema grosso è che Firenze non lo permette più…chiuse due discoteche storiche all’aperto non si è ripensato di ricostruire anche da un altra parte qualcosa di simile. La domanda c’è e tanta! Ma non c’è niente a Firenze…il Manduca è sempre pieno di gente ma ci si calpesta e il Blanco è piccolo. Ci sono poi altre vere discoteche?? no! Il flo non è definito discoteca…e tutti gli atri non sono classificabili come discoteche. Il problema è il comune che non permette di alzare il volume all’aperto. Vorrei vedere che poi scappano tutti a Montecatini e in Versilia…praticamente ce li mandiamo noi.

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