Gelat’Amo: Indagati per Gelateria Sovversiva..
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 22 Giu, 2008 Ora: 07:44 PM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

Quando si parla di gelati a Firenze, bisogna andarci cauti. Ovunque nascono classifiche e graduatorie che neanche al Fantacalcio: la Top Ten, la miglior palettata su cono, il miglior Buontalenti, il maggior numero di cialde gratuite. Una Babele dolciaria. E, parlandone, si rischia. Entrare da profani nella sacra cultura gelatiera puo’ essere letale. Come se Iggy Pop scrivesse un saggio sullo Zecchino d’Oro. Ma noi ci proviamo. E manco a casaccio: si parte dai migliori attualmente sulla piazza. O perlomeno, tanto dicono le cronache e confermano le mie papille. Gelat’amo: la ‘Gelateria 2.0’!

CONTINUA…

Da adesso in poi trascorrerete l’estate nell’affannosa ricerca di completare il tour delle migliori gelaterie fiorentine fino a che, a settembre, sarete in grado di redarre la vostra personale graduatoria da ostentare a parenti, amici, colleghi e dirimpettai. Badiani, Conti, Cavini, De’ Medici, Gelatando, Antartide, Veneta, Roberto, Ponte alla Carraia…Elenco sterminato per sogni mostruosamente proibiti di cascate gustose e refrigeranti. Firenze, in merito al gelato, sta benone. I Maestri gelatieri ci sono, sono bravi, creano e utilizzano ingredienti di prima scelta.

Ma ben sappiamo, tutti, quanto in molti si cullino sulla fama e l’etichetta e campino di rendita, quasi alla fine rendendo le proprie specialita’ come quelle montagnole di acquaesapone che spacciano per gelato per le vie del centro storico. Quando si crea questo ‘vuoto di potere gelataro’, quella e’ l’occasione buona per emergere, per coloro che da poco si trovano sulla piazza fiorentina. Ed ecco, allora la fantastica avventura di questi due fratelli calabresi, Nico ed Alessio (se non sbaglio) che, da Vibo Valentia con furore, trovatisi catapultati sulla scena fiorentina pochi anni fa, avevano l’arduo compito di scardinare lo ‘status quo Gelatiero’ fatto di nomi, stereotipi, imposizioni e tendenze.

E qui, gia’, primo miracolo. Afferrano la potenza del ‘prodotto-gelato’ non come atto finale di una gestione ‘artigianale’ della gelateria, ma come bene di consumo prodotto da un’azienda che deve sapere giocare anche sugli ‘accessori'(..), quali la cortesia, la cordialita’, l’accoglienza. In parole povere, il gelato come congrua ricompensa ad uno scambio con denaro. E magari ci facciamo pure due chiacchiere. O meglio, nessuno fa un favore a nessuno. Contento tu che gusti, contento io che vendo.

In certe gelaterie fiorentine il bancone dei gusti ed il personale sono un tutt’uno per glacialita’. Chiaramente parliamo di ragazzi e ragazze sottoposti a tour de force durissimi e che ogni giorno affrontano una clientela quanto mai eterogenea. Ma il clima austero di certe gelaterie ricorda Tiffany di via Tornabuoni, mentre per la cordialita’ torna in mente l’indimenticabile signorina Rottenmeier, educatrice di Heidi. Non si chiede un Bar dello Sport come quello di Massimo Boldi in “Eccezziunale veramente”, ma perlomeno evitare le classiche occhiatacce della serie “datte ‘na mossa”.

Ma passiamo ai fatti: Gelat’amo, con questo grande cuore sul soffitto, l’atmosfera insolita e caliente delle pareti rosse (non e’ il solito giallo ocra), i cuori sulle t-shirt personalizzate dei due fratelli, si presenta come un posto piccolo, molto piccolo, ristretto, ma che, a conti fatti, esplode di gusto. I gusti, appunto: molteplici, vari, innovativi. A mio personale e sindacabile giudizio, un gelato ottimo. Non mancano i classici, ma con sorprese notevoli, come ad esempio ‘torta sacher’.

Ma, sinceramente, i fratelli Bandiera del Risorgimento gelatiero esprimono il massimo con le granite. Non si possono commentare, uno spettacolo. Mandorla e pistacchio, sulle altre non so. Ma gia’ queste due, che emanano Mediterraneo su gusto, olfatto e vista, meritano un applauso. Qualcosa di nuovo, una ventata di freschezza che questa piccola gelateria di via Doni soffia su tutta Firenze. Slegata da stereotipi e cavalcando un momento di fama cittadina, questa gelateria si pone oggi ai livelli dei loro colleghi storici, nonostante non abbiano un bel bancone di legno rovere massiccio a fare da contraltare, ma al massimo una crepiera.

Onore e merito a Gelat’Amo, che oggi rappresenta una nuova frontiera di gelateria. Poca vetrina, con tante idee e voglia di fare. E, soprattutto, il Gusto al primo posto. Chapeau.

Gelateria Gelat’Amo – Via Doni, 18/r – zona Viale Redi – Firenze
Per info: 055 324.58.06
Galleria fotografica su
flickr

Voto: 8

Obsession

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