LA CAPANNINA DI FRANCESCHI: Lo Stupore della Notte, affacciata sul Mar..
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 9 Lug, 2008 Ora: 02:06 AM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

In che consiste quel fenomeno sociale definito Evento? Il dizionario lo descrive come ‘fatto gia’ accaduto o che puo’ accadere, avvenimento di una certa importanza’. Ecco,allora l’evento. Evento come qualcosa di oggettivo: Capodanno, l’Italia Campione del Mondo, la Guerra del Golfo, un primo Ministro non della P2. E poi Evento come qualcosa di personale: la laurea, il matrimonio, il primo figlio, il primo processo penale.

Tra questi, c’e’ la Vostra serata alla Capannina di Franceschi. Tutte le volte che sfoglierete il vostro hard disk neuronico, vi ci ritufferete con impresse fotografie maestose. E mentre il mondo continua a scorrere, milioni di abitanti che giorno dopo giorno ignorandosi vanno avanti, voi state trascorrendo la Vostra serata. E siete qui, in Capannina. Dove , d’un colpo, si ferma il tempo e lo spazio.E tutto il resto non esiste piu’.
Ci hanno tolto tutto. Freschi della notizia della sospensione , tragica e per la prima volta dopo 44 anni, del Festivalbar(dicono che solo per quest’anno,ma chissa’..) ci aggrappiamo ai monumenti musicali. Ed ecco, signore e signori, il Tempio dell’Italia che Balla: La Capannina Di Franceschi. Ma che serata..

CONTINUA…

Riuscireste a descrivere con un aggettivo la Primavera di Botticelli? O la Cupola di Brunelleschi?Io parlando della Capannina ho paura di esaltarmi. Mi capitava presentandola, figuriamoci a recensirla.

Andiamo con ordine: si programma il weekend in Versilia. Auspicato col Fel da millenni. Chissenefrega del mare, delle aragoste e delle collane di conchiglie. L’obiettivo e’ solo uno: sabato sera, Capannina. Poi, se capita di fare una capatina in spiaggia, ben venga (capatina un corno, siamo tutti sotto razzata pazzesca, n.d.r.)

E allora si va. Ci incamminiamo in orari da Movida, si affronta il traffico del lungomare versiliano semi-immobile come la crescita del Pil Italiano. Dopo tante peripezie, ci ritroviamo,quasi per caso, travolti da un insolito destino,a parcheggiare a 30 metri dal locale. Non ci succedeva neanche quando andavamo al Baribal a Calenzano. Da urlo.

Si arriva innanzi all’ingresso. Fila moderata ma presente, nonostante siano quasi le 2. La disciplina degli ingressi e’ semplice e lineare: si entra in lista fino alle una, a 20 euro , con consumazione, ed omaggio donna. Dopo, per tutti, 25 euro con consumazione. Chiaro e limpido, come ogni discoteca seria,e si paga subito, alla cassa: all’ingresso, scontrino e pass. Niente moccoloni finali.

Entrati.. E guardandosi intorno sembra di aver preso la De Lorean di Martin Mc Fly. Il tempo si e’ fermato, tutto e’ souvenir dei nostri pomeriggi da ragazzini trascorse a vedere film e location che neanche sapevamo se esistessero davvero. E torna in mente “Selvaggia”.. Appena vedi La mitica scala con corrimano in ferro intrecciato e battuto da cui una giovane Isabella Ferrari scendeva per prender parte alle danze in ‘Sapore di Mare‘.. O ancora, la pista centrale dove ballava un disinvolto Christian de Sica con l’inglesina, la Susan.. Qui ogni angolo, ogni divano,ogni passo, ogni sguardo..trasuda quella sensazione strana di curiosita’ e ammirazione che hai quando percorri un monumento, un museo, una chiesa.

Ti rituffi in epoche non tue e le assapori a pieno gusto, mentre la splendida Mirror Ball (la palla a specchietti, ignoranti), vera icona delle balere dei decenni addietro, giganteggia presuntuosa in mezzo alla pista.

Nel frattempo, sul palchetto ,si stanno esibendo, dando prova di una bravura davvero straordinaria, il gruppo ‘For You’, che riescono a scatenare la folla in pista proponendo i grandi classici italiani di anni ’60 e ’70. Vedere una pista colma di gente, sorridente e divertita, che balla urlando a squarciagola ‘Innamoratoooooo…sempre di piuuuuu’….’ e’ un’emozione straordinaria. La band e’ strepitosa: un sapiente mix di musiche giuste, voci fantastiche e strumenti ad effetto che completano l’opera ‘Ritorno al Futuro’ in cui noi ci sentiamo catapultati. Troppe, troppe emozioni: bisogna calmarsi e cominciare il giro perlustrativo.
E allora, prima che sia troppo tardi, mentre ancora ammiriamo la balconata ed il tetto a capriate in legno, ci dirigiamo verso il bar, quello dove si ritrovavano Jerry Cala’ e Marina Suma 20 anni dopo sempre nel Film-cult della riviera versiliana… E intanto, cerchiamo di definire il tutto nel suo insieme.

In pratica: il locale consta della storica pista centrale, a cui si sommano poi un prive’ dove il tono musicale rimane per tutta la notte sul revival internazionale e in piu’ due spazi esterni, uno sul lato strada a fianco del prive’, uno verso l’interno a cui si accede direttamente dalla pista.

Nel prendere da bere, finalmente emerge un difetto del locale. Ahiahiahi, Signora Longari, avrebbe detto Mike Bongiorno. Ebbene si: I Cocktails della Capannina non sono un granche’. Amara constatazione. Difatti, alla mia richiesta di un Mai Tai, la gentile BarLady dalla scollatura prorompente mi risponde ‘non abbiamo l’orange curacao, non abbiamo l’orzata e devo vedere per il resto’. Manco da Strizzi mi avevano mai risposto cosi’. Ma ci sta ,porca miseria. Non poteva essere un locale totalmente perfetto. E poi ci sta pure che sia polemico io e non riesco a stare senza trovare un difetto.

Rientriamo in pista mentre la Band canta un’irresistibile ‘ed ho in mente teeeee….‘e ci ritroviamo di nuovo rapiti nel tourbillon del nostalsong.. La temperatura interna e’ notevole,ma passa in secondo piano. Perlomeno, finche’ regge l’onda d’urto olfattiva. Ma , facili battute a parte, si sta troppo bene.

La band porta a termine la sua esibizione quando sono gia’ quasi le 3. E, bisogna ammetterlo, dispiace abbiano finito. Da li’ sale in consolle Dj Timmy, che non conoscevo ma al quale devo dare atto di saperci fare. Abile mix di evergreen della dance con qualcosa di piu’ recente che crea l’atmosfera ideale per chi vuole farsi trasportare dalle note. Ma anche per chi vuole continuare il tour del locale, entrando ed uscendo , tra sguardi e sigarette, e di sottofondo percepisce la musica che sta andando. Nel frattempo, nel prive’, continuano a dimenarsi quelli che hanno voglia di un tono piu’ ‘leggero’ sulle note dei Queen, o i Depeche Mode, o magari i Duran Duran..Per chi vuole cantare e ballare.. e sorridere. Con l’improbabile Tony Manero di turno a catturare gli sguardi dei curiosi.

L’eta’ media, tenendosi larghi, si puo’ dire che sia tra i 25 e i 35 anni. Abbigliamento eterogeneo, potremmo dire che il tipo di pubblico ricorda..Ricorda.. Ma no,ma no.. La Capannina e’ imparagonabile con qualunque altra location mondiale: ambiente tipico da Yuppies , tra Furbetti del quartierino, turisti da balera e giovani medio-borghesi in cerca della serata ‘all inclusive’!

Ma c’e’ un grande dono che ha la Capannina: nonostante si tratti di una location nota, rinomata ed esclusiva, non e’ molto facile trovarci il classico vipparolo da strapazzo in cerca del quarto d’ora di vetrina.
State tranquilli: se anche ci fossero, l’ambiente circostante non verra’ inquinato dalla loro presenza. La Capannina e’ cosi’: ‘ All by its self’ senza fronzoli o necessita’ di belloni con la camicia sbottonata fino all’ombelico e simoneventure in cerca di farsi notare dal pubblico. La Capannina brilla di luce propria e fa da ‘baricentro del divertimento’ in cui chiunque puo’ stare a suo agio!

E cosi’, mentre la notte procede verso l’aurora, la Capannina rimane colma di gente e sorrisi, e ai pochi che cominciano ad avviarsi verso casa, fanno da contraltare coloro che aspettano chiusura trascinandosi su un improvvisato ‘afterhour’ e la musica che continua ad andare, imperterrita e coinvolgente. Niente musica da ‘spalancate le porte’, ma musica vera, finche’ ce n’e’.

Sono ormai le 5 da un pezzo, quando il Dj ‘chiude le danze’ e invita i ‘Capanninoidi’ ad avvicinarsi verso l’uscita. Si accendono le luci, ed hai modo di ammirare meglio quei particolari che la penombra non ti consentiva di notare. Lentamente la folla esce, ma in tanti si trattengono li’ davanti, in attesa dell’alba, in attesa magari di un caffe’ versiliano. E coscienti di aver vissuto il loro personale evento: la loro serata in Capannina. Magari ci torneranno settimana prossima, magari tra un anno,magari tra dieci. Ma di stanotte non si scorderanno. Ne’ loro, ne’ noi.
E mentre , lentamente, ci avviciniamo alla macchina (che tanto e’ vicina!No,mi diverte ribadirlo) e ci scambiamo i classici ‘pareri del dopo’ tra di noi, con coscienza realizziamo che niente e’ enfatizzato, quando si parla della Capannina. Poiche’ tutto cio’ che sapete, o sentite, su di essa, non basta a descriverla. Cosi’ come non bastera’ questo lungo racconto. Per capirla, e viverla, bisogna andarci. Come la Mecca, come la Porta Santa al Giubileo: almeno una volta nella vita.
E , di colpo, capirete che tutte quelle atmosfere che credevate esistessero solo nei film, non sono nient’altro che l’onda lunga dell’aria che si respira qui, in Versilia, alla Capannina di Franceschi.

Indimenticabile.

Voto: 9

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