La ‘Dolce Vita’ di Firenze non va mai fuori moda..
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 30 mar, 2009 Ora: 12:55 AM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

Locali che nascono, gestioni che crescono e prendono corpo con palinsesti settimanali piu’ o meno validi, o semplicemente afferrano bene l’onda della moda del momento, del ‘Nome’ del momento, come capita anche troppo spesso.
Ciclici, mai ripetitivi (almeno a prima vista..) e consapevoli che ‘nulla e’ per sempre’..
Poi c’e’ tutta la lista, invece, dei locali che si giocano tutto affidando il successo delle serate – ma mai la gestione (chissa’ se un bene, chissa’ se un male…ma soprattutto bene o male per chi?!?) – alla figura del promoter di turno; alla Gigi Simoni, stando ben accorti in difesa e lanciando lungo su Ronaldo, che in ogni caso un golletto lo tira sempre fuori..
E poi?
E poi ci sono i ‘soliti’ (termine che a qualcuno fa venir senso di ‘familiarita”, a qualcun’altro di noia e ripetitivita’) che, come bandiere, non deludono mai…
Un punto fisso di Firenze, in questo ambito, e’ sicuramente il Dolce Vita di Piazza del Carmine.

CONTINUA…

Punti di riferimento, luoghi dove ‘cacchio c’e’ saltato il programma….aspetta, si potrebbe andare..’, nomi che vengono alla mente all’ultimo momento se si e’ fortunati, il giorno dopo se non lo si e’..

E cosi’, un giovedi’ sera come tanti, col classico locale che ci ‘bidona’ (delude) nella sua programmazione e la ricerca di un ‘approdo sicuro’ per un aperitivo, magari veloce, magari non troppo presto, magari in Centro, perche’ ormai s’e’ trovato posto per la macchina ed e’ peccato toglierla subito..

Il Dolce Vita sorprende subito, avvicinandosi, perche’ anche d’inverno, e col freddo, la veranda posta fuori riesce sempre a riempirsi. Spazio notevole quello esterno, soprattutto in considerazione della posizione logistica, chiuso su tre lati e riscaldato artificialmente, con una sistemazione banale quanto ben riuscita (almeno, a giudicare dal successo).
A meta’ tra un cocktail-bar ed un american-bar, sembra quasi fare delle sue ristrette disponibilita’ di spazio il punto di forza, e generando il continuo movimento all’interno, per volonta’ o semplicemente perche’ qualcun altro deve passare e ci si deve spostare.
Una piccola sala dove spadroneggia il bancone ad angolo, ma dove riescono ad infilare anche la postazione per il dj-set live, un’altra postazione per.. (ah boh…l’altra sera non si e’ capito), teche di vetro con i gadget del locale (chissa’ se qualcuno li compra) e i quadri delle periodiche esposizioni di cui il Dolce Vita si fa casa e promotore.

In fondo, poi, uno spazio piu’ raccolto con tavolini e divanetti, in un ambiente che non resta separato dalla zona viva del locale (quella descritta sopra) per musica e atmosfera, ma che ovviamente non risente del fascino del ‘vicini-vicini’ della bancone-zone.
La zona relax resta invece quella identificata da un’altra saletta, decisamente separate dal groove del Dolce Vita.
‘Due ambienti diversi: l’uno immerso in una soffusa luce azzurrognola (emanata da Bizzarre e affascinanti sculture luminose, pezzi unici, in pietra lavorata a mano e tessere di vetro colorato) e arredato in un raffinato stile re’tro, in cui la pelle fa da padrona (..) L’altro, piu’ aggressiva, e’ dominata da colori forti (blue, arancio e oro).’
Cosi’ e’ descritta quest’ala del locale sul sito ufficiale, e tutto sommato rende l’idea, molto meglio di tante altre parole.

Altro spazio e’ poi quello del Wine bar, per alcuni aspetti stilistici e concettuali quasi estraneo al contesto Dolce Vita, dove il collante di tutto il progetto e’ piu’ da ritrovarsi nelle dimensioni raccolte dei vari ambienti, che in particolari spunti ideativi.
Al wine bar e’ possibile scegliere tra una serie di diverse proposte, continuamente aggiornate e modificate, di etichette nostrane e non, servite al bicchiere (immagino anche a bottiglia) ed elencate in modo ordinato su una lavagna posta sul muro all’estremita’ del bancone del wine bar, con tanto di prezzi (e’ obbligatorio per legge…ma quanti lo fanno? Diamogliene atto)

Ma il vero valore aggiunto del Dolce Vita e’ la gente che lo frequenta, un pubblico che si ripartisce tra gli abitudinari, quelli del posto e tanta gente che magari si ritrova qui per volonta’ o meno.
Una clientela 25/35, soprattutto fiorentini e limitrofi, quasi banditi gli stranieri, informale ma non chiassosa o esageratamente egocentrica, curata al punto giusto e bella da vedere, ben miscelata tra uomini e donne.

Valore aggiunto che si unisce alla clausola programmatica dell’aperitivo, 19.30 – 21.30, che e’ il pezzo forte della serata. Le pietanze, che escono dalla cucina (che probabilmente non sara’ immensa) vengono disposte in vassoi sul bancone stesso, tra la folla di gente che parla, ordina, aspetta, si muove.. Posate in acciaio e piatti in ceramica, si accompagnano ai bicchieri in vetro…abbandonando tutta quella plastica che spopola nei vari locali della quale se ne vorrebbe tanto fare a meno.
Niente di eccezionale, ma questi accorgimenti forse fanno capire quale sia il contesto nel quale ci troviamo, parlando del Dolce Vita.
Come menu’, in quella circostanza, soprattutto primi piatti, fusilli al ragu’ bianco, farfalle con funghi, spaghetti di soia.. e poi crudite’, carote e sedani, polpettine di carne ripiene, antipasti caldi, pizze, torte salate, crostini con salsiccia e stracchino..
Al bar, invece, 8 euro per un cockail, prezzi per del vino al bicchiere a partire dai 6 euro..

Giunte le 22.00, il locale e’ andato poi svuotandosi…in un giovedi’ come tanti. Ma per noi, che nel 2005 abbiamo assistito alla festa per i suoi 20 anni (foto sotto), resta sempre nella top list…


Dolce Vita Bar – Piazza del Carmine – Firenze.
Per info: 055 284.595
Web site: www.dolcevitaflorence.com

Voto: 7-. Sempre pieno anche in settimana, sempre di moda….insomma, Sempre.

Fel.

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