La tramvia: tra modernita’ e archeologia
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 2 Feb, 2008 Ora: 11:20 PM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

In questi giorni, visto l’avvicinarsi della data del referendum, si e’ parlato molto di tramvia. Contrari e favorevoli ne parlano, con statistiche, percorsi e tempi di realizzazione alla mano.
Ma c’e’ un aspetto che in pochi hanno seriamente considerato: quello archeologico. Si’, perche’ in questi tre anni di lavori, ci sono stati alcuni ritrovamenti lungo il percorso.

CONTINUA…

Partendo con ordine, dal capolinea di Villa Costanza a Scandicci a quello di Piazza Stazione, il primo reperto e’ saltato fuori a lato di Viale Nenni, in un terreno adiacente la strada, compreso tra Via degli Arcipressi e Via del Ronco Lungo. Durante gli scavi per la cabina della corrente (necessaria per il funzionamento del tram) sono saltate fuori le fondamenta di una villa romana. La zona era gia’ stata interessata alla scoperta di un sito cimiteriale romano, di epoca repubblicana, durante la costruzione della Coop di San Lorenzo a Greve. Ora, sopra i resti della villa romana, e’ stata costruita la centrale di alimentazione della tramvia.

Andando verso il centro, superato l’Isolotto, davanti al nuovo ponte tramviario, il secondo ritrovamento, quello piu’ discusso: il porto lorenense del Pignone. Questa zona, fino al 1830, era il cosiddetto porto fluviale di Firenze. L’avvento della ferrovia, e il successivo spostamento delle industrie a Rifredi portarono alla sua fine. Queste mura, risalenti al 1700, sono state accidentalmente riportate alla luce durante lo scavo del sottopasso della linea tramviaria. Per diverse settimane c’e’ stata una discussione sul futuro di questi resti. Il verdetto finale, deciso dal comune in accordo con la soprintendenza, e’ stato quello di smontare tutto e rimontare il tutto in luogo da decidersi, forse assieme alla vicina cappella di San Carlo Borromeo al Pignone, smontata un paio di anni fa.

L’attraversamento delle cascine e’ stato indolore.
Giunti al piazzale di Porta a a Prato la tramvia ha incontrato le mura fiorentine.
Il primo contatto, che non ha creato tanta pubblicita’, e’ avvenuto in prossimita’ della Torre del Serpe, davanti all’Hotel Michelangelo.
Qui, ad una profondita’ di circa 4 metri, e’ venuto fuori un grosso muro che circondava la torre.
Presumo che si tratti di cio’ che resta del bastione cinquecentesco che proteggeva la torre.
Questa costruzione venne demolita a meta’ dell’ottocento, quando, ancora in epoca leopoldina, la citta’ si espanse verso l’Arno, col quartiere che ruota attorno a Corso Italia e Via Solferino.
Si tratto’ del primo tratto di mura demolito prima che Firenze si unisse col Regno d’Italia.
Un altro tratto di mura, questa volta trecentesco, ha fatto capolino in Viale Fratelli Rosselli.

Arrivati al capolinea di Piazza Stazione, non poteva mancare l’ultima ‘sorpresa’. Si’, perche’ cio’ che e’ venuto alla luce (davanti a Via santa Caterina da Siena) ha suscitato molta sorpresa, anche fra i tecnici e addetti ai lavori. Si e’ tirato fuori di tutto, dai romani agli etruschi e poco e’ mancato che Roberto Giacobbo tirasse fuori Atlantide. In realta’ si trattava delle fondamenta di un convento settecentesco, demolito negli anni trenta per allargare la piazza. Mistero svelato e resti distrutti per far posto al nuovo accesso al parcheggio sotterraneo della Stazione.

Ma i veri ritrovamenti archeologici, sono stati quelli di Viale Fratelli Rosselli, dove, sotto al manto stradale, e’ saltato fuori un intrico di cavi e tubi, dalle fogne del Poggi, ai cavi del telefono degli ultimi anni. Niente di sorprendente verrebbe da dire… se non fosse stato per il fatto che i tecnici non sapevano da che parte cominciare. Pensate, questo ha fatto slittare i lavori di alcuni mesi… E questo perche’ manca una cartografia degli impianti sotto le nostre strade e non esiste il minimo coordinamento tra chi buca le strade (acqua, gas, telefoni e quant’altro). La riprova e il classico lavoro di scavo su strade appena asfaltate…

Nella speranza che questo ultimo anno di lavori non porti altre sorprese, vi saluto al prossimo articolo.

Andrea per FirenzeDaBere

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