LochNess: il ritorno del Mostro in via De’Benci, ma stavolta..
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 12 ott, 2008 Ora: 09:28 PM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

Vi siete mai chiesti cosa provoca una scelta piuttosto che un’altra nella gestione di un locale?Perche’ i locali diventano club o viceversa?Conviene o no? e a chi?

La storia del LochNess e’ una storia particolare , da questo punto di vista.Club fino a qualche tempo fa, ora ha deciso che il bodyguard sulla porta non deve dire nient’altro che “buonasera”.

In tanti hanno notato nel tempo quella porticina vicino al Moyo non capendo magari che locale fosse e che vocazione avesse. Ma non siamo qui a tracciare uno spaccato storico:ora il Loch Ness ha riaperto, ma stavolta per tutti. Niente piu’ tessere, buoni pasto e compagnia bella. E il cambiamento non e’ solo nel modo di porsi: e’ davvero a 360 gradi.

CONTINUA…

Chi ricorda il Loch Ness com’era? Era un club, ma nel senso piu’ stretto del termine. CalcioBalilla, tavoli e sgabelli di legno tipici da Caverns londinesi. Carino, ma certamente non per tutti. Chiaro che la concorrenza del vicino Moyo e di tutti gli altri locali della zona lo stritolava.

Alle volte riuscire a star dietro la fenomenologia dell’evoluzione della night life e’ impresa ardua.

La formula del circolo privato, o club,esiste da sempre e forse si pone davvero come cardine della concezione stessa di vita notturna, quando ancora non esistevano i locali serali da drink. Ma nel tempo tale formula divenne sempre piu’ desueta, e rimaneva in voga soprattutto per le reali agevolazioni fiscali. Insomma, piaceva piu’ ai proprietari che ai clienti.

Quando, qualche anno fa, fu imposto il mai troppo benedetto divieto di fumo all’interno dei locali, sembro’ che tale formula potesse avere nuova linfa , visto che la con la definizione di ‘club privato’ si dava la possibilita’ agli avventori del locale di continuare a viziarsi. Col piffero,pero’. Perche’ quel che successe nei locali da li’ in poi, con la possibilita’ di respirare e i vestiti che tornando a casa non andavano lasciati sei giorni e sette notti in ammollo, piacque talmente tanto che addirittura il modello fu esportato persino, o meglio dire per assurdo, nei locali privati! incluse, addirittura, le case!

Percio’,quello che poteva sembrare il modello del futuro (che alla fine pescava a piene mani dal passato) naufrago’. Tanti locali fiorentini con door selection si sono convertiti all’Open door. Incluso, appunto, il Lochness.

Qui la metamorfosi e’ reale. A parte le pareti di rosso smaltate(e da poco pure..e si sente..) il resto e’ stato rimesso a nuovo anche come stile. Ma andiamo con ordine.

L’ingresso e’ libero. Il locale, che si evolve in lungo ricordando per certi versi il compianto Universo Sanchez, consta di una parte iniziale dove si trova il banco del bar e alcune sedute.sul fondo,uno slargo ospita invece altri tavolini e divanetti. In tutto questo, il locale ha assunto nuova eleganza, rendendosi molto piacevole ai propri fruitori. Non molto grande, ma senz’altro ben disposto.

Il locale ha un punto forte, forte davvero:il bar. E relativo barman , Joe. Un fuoriclasse dello shaker.

L’ho visto con quanta maniacalita’ ,che per gli stolti si legge lentezza, ha preparato il mio Mai Tai e tutti i drink che gli venivano richiesti. Ecco , badate bene:bravo, preciso, ma veloce. E, soprattutto, con risultati ottimi. Un cocktail delizioso.

I drinks di questo locale sono davvero di alto livello. Che si vada sull’alcolico o sull’analcolico, conosco pochi locali a Firenze dove si beve cosi’ bene.

Che fai il pari con la gentilezza, altro elemento non comune: capita che il Fel, in una delle sue avventure nel mondo dell’enciclopedia medica, reputi opportuno fare a meno dell’alcolico ed ordina un cocktail fruttato. Bello,appariscente,denso, con cocco e yogurt. Profumato e gustoso. Naturalmente, come in ogni spot dell’Omino Bianco, che fa il Fel?Lo disperde catastroficamente tra pavimento e pantaloni del sottoscritto e di altri nostri compagni d’avventura . Mai visto un cocktail con una consistenza cosi’ forte da ricordare il Cristal Ball. E qui emerge la serieta’ del locale:hanno ripulito tutto, subito e sorridendo (imprecavano,ma mascheravano bene)e soprattutto,hanno rifatto il cocktail senza batter ciglio ne’ cassa. Chapeau, davvero.

Comunque, per la cronaca, i prezzi delle bevute sono tra i cinque e i sette euro per i cocktails.In linea con la concorrenza, dunque.

Non tantissima gente, stranamente, visto che era un venerdi’. Ma si tratta di un locale alle prime battute.

Uno dei gestori ci ha spiegato che dalla settimana entrante saranno anche loro parte del ristretto circolo dei ‘locali da Happy hour’ e che il buffet sara’ a cura dell’Osteria de’Benci. Una bella garanzia,senz’altro. E sara’ cosi’ tutti i giorni della settimana. Noi , appena potremo, andremo a provare.

Noi lo abbiamo promosso. Locale fresco, giovane, elegante e cordiale. Un buen retiro per un cocktail tra amici, mentre in consolle la Dj manda musica chill out e lounge con sapiente mano. Per chi ha voglia di trascorrere una serata piacevole tra toni e luci soffuse. questa sembra la reale mission del nuovo LochNess Lounge.

Confidiamo che le attese non vengano tradite.. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, il LochNess puo’ davvero dire la sua nel complicato scenario di Via Verdi-Santa Croce – Via de’ Benci.

Voto:8

Obsession

LochNess Lounge – via dei benci, 19r, 50100 firenze (Firenze)
Per info: 055 241.464
Web site: www.lochnessfirenze.com

Quello che hai appena letto è un ARTICOLO INFORMATIVO, fatto di notizie e programmi; oppure è una RECENSIONE, scritta dall'Autore in piena autonomia e senza condizionamenti, fatta di opinioni e osservazioni che lo stesso Autore ha riscontrato partecipando all'evento (o avendo frequentato il locale) come un qualsiasi cliente.

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