Luxury Lounge: non sempre il lusso e’ la Fiera della Vanita’..
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 11 dic, 2008 Ora: 02:10 AM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

Le tendenze e le mode dei locali cambiano, si evolvono, magari ‘fanno dei giri immensi e poi ritornano’.. Ma guai a fermarsi, guai a credere di essere arrivati: solo chi rischia, in questo mondo, puo’ giocarsi qualche chance in piu’.
Se poi il rischio e’ quello di andare oltre, di vendere diamanti in un sobborgo alla periferia di Nairobi o stufe nel Sahara, li’ il confine tra incoscienza e temerarieta’ puo’sembrare debole. Ma sono le sfide piu’ belle.
Ed e’ quello che provano a fare al Luxury Lounge: in un quartiere popolare e a propensione industriale piu’ che nottambula, proporre un locale, e inoltre tutt’altro che anonimo. ‘E’ tutto un equilibrio sopra la follia?’

CONTINUA…

Forse questo nome a molti di voi e’ gia’ familiare. Forse lo avrete gia’ sentito ,se non altro da noi, che lo frequentammo durante, la prima, breve, comparsa nella notte fiorentina.La sua scia luminosa di meteora rimase forte, una ‘grande incompiuta’ su un’idea nuova, bella e coinvolgente che avrebbe davvero potuto creare una sana ventata di novita’ nello scenario fiorentino. In un quartiere che ricorda la periferia di Detroit negli anni ’80 (o forse i panorami apocalittici di ‘Blade Runner’?) una nota azienza di rivendita auto tira fuori un’idea niente male: tra le sue Cadillac, Lotus e Corvette ci incastra un piano bar, una consolle e un soppalco danzante. Da questo anomalo puzzle prende vita questo progetto. Bello e prepotente. Luxury, appunto.

E prese vita e forma, non senza difficolta’. Forse avveniristico, forse mal collocato, forse … La verita’ e’ che sulle prime ando’ bene, benissimo. Ma molto probabilmente quella prima esperienza venne gestita male. La comunicazione con il pubblico non funziono’ benissimo, alcune scelte strategiche si rivelarono indeguate. E cosi’, tempo qualche settimana, l’esperienza ebbe fine. Noi, appunto,lo constatammo di persona.

Ma l’idea era li’, non morta ne’ sepolta, ma soltanto in attesa di essere spolverata e riportata in auge, magari con le ossa fatte dall’esperienza precendente. Era veramente un peccato fermarsi cosi’, fermarsi senza avere, in effetti, osato.

E cosi’, probabilmente sotto la spinta di alcuni giovani Pr e organizzatori di eventi, il Luxury ci riprova. E si ripresenta al pubblico con scenari simili, ma idee nuove. Entriamo nel dettaglio.
Del posto abbiamo gia’ parlato, la location si pone in una zona a squisita propensione commerciale e residenziale. E questo magari pone il vantaggio, non indifferente, di qualche parcheggio in piu’ di sera.
All’ingresso veniamo accolti da abili giochi di luce ed auto che presuntuose fanno bella mostra di se’. Subito dopo l’intro, si apre il locale vero e proprio. La chicca di questo restyling e’ ‘l’Happy hour Island’, ovvero un’isola all’interno della quale due cuochi (sfiziosissimo il loro look..toni sgargianti tra il nero, il rosso e il giallo..)preparano e sfornano appetizers e sfizi vari che si vanno a collocare sulla vetrinetta di contorno durante l’happy hour.

Qui si respira Milano, l’idea e’ tra quelle tipiche del capoluogo meneghino, dove i locali hanno un’altissima considerazione dell’happy hour come momento , oltre che di cassa, di vetrina e notorieta’. Sul contorno di questo salone, che comunque rimette parecchio della sua capienza a scapito di questo ‘angolo cottura open’, le Corvette fanno bella mostra di se’, circondate dai tavoli (non nego che ci ho pensato: ma se qualcuno inavvertitamente sfiora le auto col bicchiere.. Che famo?), mentre un soppalco satinato diviene la pista privilegiata di coloro che hanno prenotato la loro presenza nel locale. Dall’alto, domina la scena il Dj con la sua consolle, con il ritmo che cresce man mano che incede la notte.
Dalla cucina del retro (c’e’ quindi anche una cucina canonica..), durante l’happy hour ,continuano a venire sfornati primi caldi e il buffet, grazie a questo gioco ‘ a due punte’ , tendenzialmente e’ sempre all’altezza.
Il Bar, invece, ancora deve acclimatarsi per divenire il bancone di un lounge bar di rango, come appunto il Luxury si propone. Mancano alcune accortezze ( non mi hanno fatto il Mai Tai, ora ve lo dico) ma le potenzialita’ per divenire un bancone metropolitano ci sono tutte. Prezzo del cocktail 10 euro per l’Happy hour, che, a dirla tutta, anche essendo piuttosto sopra la media, in questo contesto assume un senso logico.

Il trucco del locale, per dirla tutta, fa leva su un senso istintivo degli esseri umani: l’essere attratti dalle cose che brillano. O, per usare un verbo piu’ fanciullesco, le cose che luccicano. Ecco, interpretando questa innata sensazione, il Luxury ‘luccica’ , crea scintillii fittizi ma efficaci tra specchietti e vetri di Hammer e tavoli di plexiglass, luci puntuali che giocano con quelle soffuse, ed il tutto avvolto da questa sensazione di ‘lusso’, percepita ma non reale, che crea un certo senso di benessere (o disagio?) agli avventori.La scenografia e’ ben curata,e gioca bene di luce pur non avendo grandi elementi di lusso (auto a parte, ovviamente..)

Il contrasto poi tra i pavimenti e gli arredi chiari e l’argento satinato dei balconcini superiori approfondisce l’idea di eleganza che senza falsi proclami il locale cerca di dare.
Bello, piacevole, ben frequentato, glamour ma non troppo. Il Luxury Lounge si tuffa nella notte fiorentina con la coscienza di poter essere una di quelle novita’ che fanno la differenza. La formula del locale, difatti, andrebbe anche a collocarsi in un ‘vuoto storico’ della notte fiorentina nell’after-dinner: ovvero, il Cocktail+dance da piu’ parti invocato tra coloro che uscendo puntano sulla serata ‘easy con brio’.

Difatti, perlomeno stando a quanto mi hanno detto alcuni promoters, l’idea e’ quella di creare questo fantomatico ibrido tra lounge bar e disco night, una ‘doppia trazione’ per cui si puo’ tranquillamente accedere al locale e godersi il proprio cocktail mentre, magari, una parte del locale si sta dimenando sulle note di, chenneso’, ‘Easy Lady’ di Spagna( stasera ce l’ho con easy… Sara’ un’esigenza di vita inconscia?) e quindi magari, mentre col piede tenete il ritmo, potreste farvi trascinare.
Pubblico di riferimento evidentemente tra i 28 e i 40, con possibilita’, ovviamente, di sforare.
Di premesse ce ne sono tante, pure troppe. Se il locale sapra’ reggere l’onda d’urto del mercato fiorentino, potrebbe veramente creare un segmento nuovo a cui magari potrebbero accodarsi diversi altri locali. E’ importante non farsi travolgere pero’ dall’idea di essere ‘belli e impossibili’, creandosi un’etichetta che magari vada aldila’ di quella che e’ la reale propensione del locale. Che il lusso sia una vetrina, siamo d’accordo. Se poi diventa una ricerca mirata anche sul pubblico, si rischia di tornare sui propri passi. A Firenze in tanti hanno cercato di proporsi come locali d’elite facendo leva spesso, piu’ che su reali velleita’.. Tirando su i prezzi (ad esempio, il Plasma di qualche anno fa): non e’ questa la tecnica, ma la patina ‘fashion’ si crea nel tempo e , soprattutto, discende sempre dal sapere creare movimento. Solo se c’e’ movimento, il locale e’ vivo (Colle Bereto insegna). Altrimenti il locale diventa lo specchio di se’ stesso. E vuoto.

Luxury Lounge torna sulla scena con una maturita’ nuova. A noi e’ piaciuto, potra’ fare la differenza quest’inverno. Vedremo.

Voto: 7

Obsession

Luxury Lounge – via Empoli, 6 – Firenze.
Per info: 055 73.27.422 – 339 67.74.222 (Gio) – 393 92.11.502 (Ven) – 347 265.98.82 (Sab) – 366 366.30.32 (Dom)
Web site:
www.luxurylounge.it

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