Metti una cena al Beccaio…
Autore: Fel | Data di Pubblicazione: 27 Gen, 2010 Ora: 03:08 PM | Categoria: Locali, Ristoranti | Leggi i Commenti

Martedì scorso, insieme agli amici Daniele e Marco, siamo andati a cenare al Beccaio, ristorante specializzato nella preparazione delle carni, dalle parti di Piazza Ferrucci, e precisamente sul Lungarno Ferrucci.

Il ristorante, nato meno di un anno fa, è situato nello stesso locale che magari qualcuno di voi ricorderà con nome di “Birbacco”; birreria e American bar le cui fortune sono durate solo un paio d’anni.

Il fascino della proposta, legata allo sperimentare un locale tutto sommato ancora nuovo, è stato amplificato dal fatto che la location fosse fuori dal Centro Storico, e senza dover impazzire per la ricerca di un parcheggio per l’auto.

Così, dopo un aperitivo al Boston T – che anche durante le notti infrasettimanali sa offrire una proposta tutto sommato piacevole e apprezzata dalla clientela, soprattutto nella prima parte della serata – con tanto di un assaggio di fusilli con gamberetti e zucchine, siamo partiti alla volta del Beccaio…

Dell’ex Birbacco è rimasto davvero poco: e meno male! Andando in dietro con la memoria, si ricordano solo le bocchette dell’aria condizionata poste sulla parete di destra.
Per il resto, il restyling ha comportato decisi cambiamenti per quanto riguarda superfici, colori, atmosfere.
Quella che era stata disegnata e arredata come una birreria all’italiana, oggi che è Beccaio è un luogo davvero elegante per stile e gusto negli arredi e negli abbinamenti.

Lo spazio, caratterizzato da un unico ambiente dalla base rettangolare e identificato da una notevole altezza, non è sicuramente il più facile da gestire. Nonostante questo, però, un ingresso raccolto e allo stesso tempo accogliente, fatto di caldi colori e luci attenuate, conduce a questo “stanzone” creando nel visitatore quell’effetto sorpresa che piace perchè meraviglia, ribaltando il problema dell’altezza fuori scala nel valore aggiunto del ristorante.

La visione d’insieme risulta così davvero carina; con le pareti laterali che giocano sul tono del grigio dell’intonaco grezzo nella parte alta, e sui ritagli riflettenti degli specchi alternati a inframenezzi di colore rosso acceso in quella bassa. A completare il quadro, il soffitto che riprende le stesse tonalità cremisi degli inframezzi di parete e dell’atrio d’ingresso, a cui è stato dato movimento attraverso drappi di stoffa che ondeggiano.
Gli arredi interni sono molto curati, dal bancone degli amari alla scaffalatura a tutt’altezza con le bottiglie di vino, dalla disposizione dei tavoli ai coordinati e alle stoviglie.

La cura del particolare non tralascia nemmeno la zona destinata a guardaroba e al bagno, abbellito da candele, petali di rosa sparsi sui ripiani, tovagliette in spugna per le mani, musica di sottofondo…

Il Beccaio, come già accennato nella intro, cerca di ritagliarsi il suo ruolo tra i locali di ristorazione specializzati nella preparazione delle carni; e lo fa puntando almeno su un paio di scelte inconsuete quanto apprezzate dalla clientela. Innanzitutto, la cosa che colpisce una volta addentratisi nella sala, è la vetrina dalla quale si possono vedere le materie prime che verranno in seguito utilizzate per la preparazione delle portate, in modo tale da poter scegliere direttamente cosa si vuole servito.
Si scorgono trecce di salsicce (produzione propria) appese insieme a quarti di bue, tranci di manzo, prosciutti ed insaccati.
Molti altri ristoratori scelgono per il classico acquario con i pesciolini rossi, al Beccaio si va controcorrente.

Altra scelta inconsueta riguarda la preparazione delle bistecche. Per venire incontro alle diverse esigenze e ai diversi gusti della clientela, la cucina guidata dal giovanissimo chef Marco Mechini propone tre diversi gradi di cottura, associando a questi altrettante tipologie di bovino (frisona, garronese, chianina). Insomma, un modo per sdoganare anche il concetto per cui “la bistecca si mangia solo al sangue e a chi non piace è un pirla e non capisce nulla”..; accontentando la clientela.

Particolari sono anche i coltelli, realizzati come pezzo unico in acciaio e con il manico che ruota di 90° intorno al proprio asse, in modo da non essere più complanare alla lama. Ne risulta un’impugnatura atipica e molto più comoda.

La nostra cena ci ha portato a saltare subito alle carni, abbandonando l’idea di prendere antipasti o primi piatti. Spettacolare è stato il tagliere del Beccaio, un ensemble di costolette di maiale e di bovino, tagliata di manzo, polpa di suino, salsicce farcite in vario modo, e qualcos’altro che non ricordo…. Ci è un po’ dispiaciuto non assaggiare il Pollo Ficatum, provenienti da un’azienda del Piemonte che alleva i propri polli aggiungendo nella loro alimentazione dei fichi secchi, che ne rendono particolarmente morbida la carne.. ma sarà per la prossima volta.

Dal Menù del Beccaio, consultabile sul proprio sito web, si possono estrapolare alcune voci, a titolo di esempio.
Tra i primi: gnudi di ricotta al radicchio trevigiano in salsa di zola (9€), pappardelle sul capriolo (10€). Tra i secondi: le bistecche con o senza filetto (35-45€/Kg), peposo di cinghiale con polenta grigliata (15€), tagliata di manzo (18€), tagliata di pollo ficatum (16€), il tagliere descritto (per 2/3 persone; 40€). Dolci di stagione (5-7 €).
Tra i vini, le DOCG toscane: Chianti Classico (20€), Morellino di Scansano (23€), Nobile di Montepulciano (28€), Brunello di Montalcino (40-50€); dalla Sicilia le IGT: Syrah e Nero D’Avola (30€); dalle Langhe: Barbera DOC (25€) e Barolo DOCG (50€); dalla Francia: Bordeaux (27€) e Champagne [uve preval. pinot nero] (50-60€); tra i bianchi: Fiano di Sicilia IGT (18€) e Pinot Bianco Muller Thurgau (20€).

Nota: sopra la cucina è ricavato un elegantissimo soppalco, al quale si accede attraverso una scala in vetro e acciaio molto bella, con un numero limitato di coperti.

Ristorante Beccaio – Lungarno Ferrucci, 9C/r – Firenze.
Per info: 055 65.87.228
Web site:
www.beccaio.com

Voto: 7,5. Da ritornare, sicuramente.

Fel.

Quello che hai appena letto è un ARTICOLO INFORMATIVO, fatto di notizie e programmi; oppure è una RECENSIONE, scritta dall'Autore in piena autonomia e senza condizionamenti, fatta di opinioni e osservazioni che lo stesso Autore ha riscontrato partecipando all'evento (o avendo frequentato il locale) come un qualsiasi cliente.

Autore: - Di origine sconosciuta, millanta da sempre natali alle isole Bahamas. Giunto a Firenze ancora in fasce, si orienta su studi artistici e di design. Parallelamente, sfruttando le uscite serali tra amici, matura un senso critico per l'organizzazione di eventi e la gestione dei locali (dicesi comunemente "rompi b****"). Sempre dalla parte dei clienti (e dei lettori di FirenzeDaBere) nello scrivere recensioni, pensa erroneamente che a qualcuno importi qualcosa di quello che scrive.

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