Piazza Liberta’: arco di trionfo, molto arco, poco di trionfo
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 17 Feb, 2008 Ora: 11:00 PM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

Piazza Liberta’: una bellissima piazza (salvo degrado e traffico), disegnata dal Poggi, che si distingue dalle altre per un particolare: oltre alla porta medioevale di San Gallo una strana costruzione: un arco trionfale.

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La Roma antica fu la prima a fare uso degli archi per celebrare le sue vittorie militari e politiche, nell’ottocento Napoleone Bonaparte ricorse a questa forma per celebrare il suo impero e nel novecento vari regimi filo sovietici ne costruirono in onore della rivoluzione (Corea del Nord, Romania).
Ma Firenze? Cosa celebra? L’Unita’? I caduti per la Patria?

Prima di rispondere a questa domanda e’ necessario tornare indietro nel tempo, per la precisione al 1734. Nel XVIII secolo la dinastia Medicea si stava avviando all’estinzione: il Granduca Cosimo III ebbe solo un figlio maschio, Giangastone, che a sua volta non riusci’ ad avere eredi. In questo quadro, escludendo la sorella Anna Maria Luisa, che a causa di leggi dinastiche non poteva succedere al fratello, i parenti di casa Medici si ritrovarono per decidere a chi spettasse il Granducato di Toscana. Fu una lotta a base di alberi genealogici che vide come vincitori gli austriaci Lorena.
Il primo Granduca, Francesco Stefano, marito dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa, assunse il titolo senza per questo trasferirsi a Firenze. Al suo posto mando’ un reggente, il principe di Craon, per sistemare la malandata e farraginosa macchina statale toscana.

Il nuovo sovrano venne a Firenze nel 1739, due anni dopo la sua investitura e, a quanto riferirono i maligni, a fare incetta dei tesori della famiglia Medici.

A questo punto entra in gioco l’arco di Piazza Liberta’. Il senatore Carlo Ginori, per ingraziarsi il nuovo sovrano, propose la costruzione di un arco trionfale, fuori le mura, davanti la porta San Gallo, dalla quale sarebbe passato il corteo granducale. Per la sua realizzazione vennero assunti 4000 operai, divisi in quattro turni e venne pure chiamato da Vienna l’architetto di corte Jean-Nicolas Jadot.
Ma nonostante questa grande profusione di mezzi, l’arco, visti i tempi ristretti, non venne completato per tempo e Francesco Stefano di Lorena ricevette cosi’, con questa introduzione , il tiepido benvenuto dei fiorentini, che si erano sentiti trattati come un pacco…

Questo arco, nato per celebrare i nuovi ‘signori’, che venivano a prendere possesso del loro nuovo ‘giocattolo’, e’ oggi un elegante elemento di arredo urbano, ignorato dalla maggior parte delle persone che passano in macchina sotto ai suoi piedi. E ancora meno sono quelli che ricollegano la sua storia al nome della piazza: LIBERTa’.

P.S.: A onor del vero c’e’ da aggiungere che i Lorena, a parte il cattivo approccio, furono coloro che riformarono il malandato stato toscano, rimettendone a posto l’economia, ridotta alla fame, e riportarono Firenze ad essere la capitale che fu, basti pensare che fu grazie a loro se la Toscana fu il primo stato ad abolire la pena di morte e la tortura.

Andrea per FirenzeDaBere.

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