Pomeriggio nel Parco della Villa Medicea di Castello(FI)
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 14 ott, 2008 Ora: 01:21 AM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

In giro per i Parchi ed i Giardini di Firenze e provincia, si scovano spesso posti lontani dal turismo selvaggio all’americana o della serie ‘scatta sta foto e corri’ alla maniera nipponica.
E cosi’ capita di leggere su qualche rivista di settore di un paio di Ville Medicee, con giardino e bosco annessi, che da residenze di campagna oggi, con l’espansione urbanistica della citta’, si trasformano a piacevoli spazi verdi e silenziosi sulle colline della periferia fiorentina.
La zona e’ quella di Castello, sul tragitto Rifredi-Sesto Fiorentino. La Villa e’ tutta da scoprire…

CONTINUA…

Stiamo parlando della Villa Medicea di Castello, con ingresso al numero 47 di Via di Castello, all’altezza del Piazzale delle Lingue Europee che divide la facciata della Villa dal viale alberato e pedonale recentemente intitolato a Mario Luzzi.
Quella che per decenni e’ stata una delle residenze nelle campagne dei Medici, adesso e’ sede di uffici amministrativi della Sovrintendenza alle Belle Arti. Al suo interno, oltre al complesso edilizio, si apre il giardino degli agrumi e un selvatico caratterizzato da alberi secolari.

La Villa Medicea di Castello sorge su una collinetta in localita’ detta ‘all’Olmo’, su un terreno che fu acquistato nel 1477 da Lorenzo ‘minor’ De’ Medici; il quale inizio’ la costruzione del complesso edilizio.

Cosimo I, nel 1541, affido’ la progettazione del giardino a Niccolo’ Tribolo; che esegui’ l’impianto idraulico e scolpi’ alcune delle statue e delle fontane presenti.

I numerosi elementi del giardino – statue, vasche, fontane, vasi – seguono un preciso disegno allegorico, con figure animali e umane che si alternano, ad voler esprimere la grandezza dei Medici e la prosperita’ di Firenze sotto il loro controllo.

Il giardino degli agrumi e’ disegnato in sinergia con l’asse mediano trasversale della Villa, come usava molto all’epoca, in modo che dalle finestre che danno sulla parte interna del possedimento si possa vederne le geometrie ed i colori.

Questo giardino e’ rappresentato da una prima parte costituita da un dedalo di piccole aiuole segnate da siepi basse e da piante di varia origine. Al centro di questa prima parte si colloca la ‘Fontana di Ercole e Anteo’; con il fusto marmoreo ed i bacini (1555) dello stesso Niccolo’ Tribolo, i putti in bronzo di Pierino da Vinci (1545), il gruppo bronzeo con Ercole che soffoca Anteo di Bartolomeo Ammannati (1560).
La seconda parte del giardino, piu’ lontana dalla Villa, e’ disposta su una terrazza sopraelevata rispetto alla prima parte di qualche gradino, e divisa da questa da un filare di piccole serre. Qui le aiuole lasciano spazio a grossi vasi che accolgono gli le piante di limoni.

La manutenzione del complesso viene fatta sia da un punto di vista architettonico, che rurale. La Villa viene infatti condotta come una vera e propria attivita’ botanico-agricola, con tanto di addetti alle lavorazioni, sistemi d’irrigazione, piccoli trattori e automezzi, spazi per il rimessaggio delle attrezzature, odore di letame.
L’unica cosa che non viene fatta e’ la raccolta dei frutti, che costituiscono parte del valore del giardino, e la cui possibilita’ e’ tassativamente vietata ai visitatori con appositi cartelli (si vede che a qualcuno e’ venuto in mente di portarsene un po’ a casa propria).

Sulla parete verticale del terrapieno che divide il giardino dal bosco adiacente, sovrastata da un’ampia terrazza con balconata e belvedere sul prospetto interno della Villa e oltre fino alla pista di atterraggio dell’Aeroporto Vespucci, si apre la ‘Grotta degli Animali’ (1569), rivestita interamente di rocce rustiche. Al centro della grotta, il soffitto e’ costituto da una volta a crociera decorata con mosaici di sassi e conchiglie, e decorazioni nelle vele. In ognuna delle tre nicchie parietali, invece, una vasca marmorea (ancora una volta decorata con particolari dalla forte connotazione allegorica) e’ sormontata da grandi gruppi di animali scolpiti in pietre e marmi policromi, opere di vari artisti tra cui l’Ammannati stesso.
In origine, a completare l’opera, nel soffitto erano incastonati uccelli in bronzo del Giambologna (oggi nel Museo Nazionale del Bargello) e al centro dello spazio della grotta era collocata una statua di Orfeo o Nettuno, che permetteva la lettura allegorica dell’intera opera.

Nella parte superiore del giardino, costruita sul terrapieno citato prima che si conclude con la balconata, al centro di un serbatoio d’acqua, si innalza l’isolotto con la statua bronzea di ‘Vecchio rabbrividente, detto Appennino o Gennaio’, opera di Bartolomeo Ammannati (1563) con evidenti analogie al ‘Colosso dell’Appennino’ sito nel Parco di Pratolino, opera del Giambologna.

In origine, per il giardino della Villa furono eseguite anche la fontana marmorea con ‘Venere o Fiorenza che si strizza i capelli’ del Giambologna (1570), che dal XVIII secolo si trova invece nell’adiacente Villa della Petraia, e la ‘Statua di Fiesole’ di Niccolo’ Tribolo, oggi conservata al Bargello.

Il Bosco interno alla Villa, con i suoi vialetti in ghiaia tra l’ombra degli alberi, viene sfruttato anche per fare attivita’ fisica da parte dei cittadini dei dintorni.

Attualmente il complesso e’ interessato da lavori di ristrutturazione, in particolare su alcune pareti degli edifici e sulla ‘Fontana di Ercole e Anteo’, che termineranno nel Febbraio 2009.
L’ingresso al Giardino della Villa e’ gratuito, e consentito tutti i giorni tranne il 2 e il 3 Lunedi’ del mese.
L’orario di apertura e’: Ottobre 8.15-17.30 – da Novembre a Febbraio 8.15-16.30 – Marzo 8.15-17.30 – Aprile e Maggio 8.15-18.30 – da Giugno ad Agosto 8.15-19.30 – Settembre 8.15-18.30.

Villa Medicea di Castello – Via di Castello, 47 – Firenze.
Per info: 055 45.26.91
Web site:
www.polomuseale.firenze.it/musei/villacastello

Fel.

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