Porfirio Rubirosa: “My little town blues are melting away”..
Autore: Obsession | Data di Pubblicazione: 7 nov, 2011 Ora: 04:17 PM | Categoria: After Dinner, Aperitivi, Drinks, Cocktails & Beverages, Lifestyle, Locali, Nightlife, Ristoranti | Leggi i Commenti

Il fenomeno è ormai chiaro: così come accade per l’Italia, dove ogni anno il numero degli “italiani” diminuisce, ma il fenomeno si argina grazie all’immigrazione, così accade per i locali fiorentini: i nuovi sono in numero minore di quelli che appendono il bicchiere al chiodo, ma per fortuna ci sono i locali dell’hinterland a salvare il mondo night life. Tra quelli che resistono, stoicamente, alcuni si sono guadagnati l’etichetta di “cult”, e sono divenuti così parte della road map collettiva. Sono pochi, appunto, ma sono quelli dove “non sbagli mai” e puoi stare tranquillo che la serata, comunque vada, è quella giusta, salvo che non becchi il giorno di chiusura!

Il Porfirio è tra questi. Sarà la posizione, l’abilità gestionale, la scenografia, la bravura nel bartendering, ma il locale di viale Strozzi è lì, quasi monumento tra i monumenti,  a ribadire che,  se sai fare il tuo mestiere, il tuo ruolo lo puoi rivendicare.

Poche novità, quest’anno, a rifinire i pezzi di un collage che funziona,  senza cercare l’effetto speciale che vada oltre la fiera mostra di sé.  Aperitivo, after dinner, sushi: tre momenti e tre tasselli che disegnano e completano una proposta che rimane sempre all’altezza delle aspettative.

Come ormai consuetudine quasi annuale, è cambiato il controsoffitto sopra il bancone (si è tornati ai toni scuri) ed il lato verticale del bancone che guarda verso il pubblico. Su queste piccole rifiniture si basa, da sempre, il lavoro di abile cesellatura di un locale che punta forte, ancora una volta, sulla qualità dell’offerta.

L’aperitivo: è cresciuto in dimensioni. Si, anche il Porfirio si è definitivamente convertito al buffet. Mentre prima l’aperitivo godeva di una luce riflessa, rilegando il buffet su un tavolo laterale, ora, complice il fatto che spesso il lato sinistro del locale viene destinato a musicisti di vario genere che intrattengono il pubblico durante le varie serate, il buffet ha “invaso” in maniera cospicua il bancone. Comincia come di consueto alle 19 andando avanti fino alle 22:30 circa. Caratterizzato , come sempre, dalla presenza del Maestro Sato, pronto a servire i suoi “piattini” di sushi per chi abbia voglia di dare un tocco in più all’aperitivo. Rimane invariata la formula della cena, dove invece il sushi è protagonista in tutte le proprie varianti.

L’after dinner è sempre quel momento di piacevole intrattenimento su cui si basa la formula storica del Porfirio: bartendering unito a colonne sonore di sottofondo che rendono l’ambiente accogliente ed adeguato. Adeguato nei colori e nelle atmosfere alla sensazione di un luogo metropolitano, una pausa nel frenetico incedere della vita moderna che traspare attraverso gli ingressi affacciàti lungo i viali.

Rimane sempre molto alto, a nostro giudizio di sicuro tra i migliori tre su tutta la città, il livello del bartendering. Sui cocktails, sia riguardo le materie prime, sia per quel che concerne l’abilità nella miscelazione e l’inventiva  nel creare nuove soluzioni di gusto, il Porfirio è una garanzia assoluta. Alla presenza ormai storica e consolidata del “deus ex machina” Alessio, si è affiancato Alberto, ragazzo giovane ma non inesperto, che unisce una discreta abilità all’esperienza maturata nelle discoteche della Versilia (posto da cui ha esportato l’aria da “piacione”).

Alla domanda storica “ma è da coppie o da imbrocco?”, la risposta sta nel mezzo: il locale continua ad essere frequentato tanto da compagnie di ragazzi e ragazze “alla ricerca della felicità”, quanto da coppie in cerca di un buen retiro dove poter bere qualcosa di buono.  Il “rimanere in mezzo” è un problema, per diversi locali: il non sapersi dare l’adeguata dimensione, di fronte al pubblico, alla lunga dissuade i viveurs della notte, non riuscendo ad inquadrare se il locale in questione sia adatto all’una o all’altra situazione. Il Porfirio, invece, non naufraga in questo mare, bensì ne trae energie divenendo poi per chiunque una delle possibili mete serali. E la cosa bella è che il Porfirio , in un momento così difficile per la notte fiorentina, vive di una luce propria che lo mette ampiamente al riparo dalla tentazione di cercare ardite soluzioni “alla moda” che snaturerebbero il locale, così come esso stesso sa essere di traino per le proprie serate, senza spesso necessitare di promoters o pr che invece in alcuni casi possono essere, in generale, più un problema che un valore aggiunto.

In un momento dunque di crisi dei valori, sia economici che sociali, non rimane che agganciarsi a solide certezze. Questo imbarazzante slogan da anni ’70 non vuole dire che il Porfirio possa calmierare i vostri disagi esistenziali, ma che, se non altro, quando rientrerete a casa dopo una serata trascorsa in questo locale, avrete la sensazione di aver vissuto.

Perché, si sa, non c’è cosa peggiore, per il nottambulo medio,  che rientrare col magone che ti dice “era meglio se restavo a casa”.

E a Firenze, ultimamente, capita sovente. Il “nuovo che avanza” , finora, ha avuto più l’effetto di uno schiacciasassi che di una brezza di primavera.

Perciò, aggrappiamoci come polipi in calore alle poche certezze che la notte fiorentina ci ha lasciato: che non si offenda, il Porfirio, se lo consideriamo ormai quasi uno “zio divertente”, di quelli che ti movimentano la vita con  vizi, virtù e  colpi d’artista.

Voto: 8

Obsession

Porfirio Rubirosa – Viale Strozzi 18/r – Firenze
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Ps: il titolo cita , come facilmente riconoscibile, “New York New York” cantata nel film omonimo da Liza Minnelli. Il verso riportato, testualmente, vuol dire  “Queste piccole depressioni cittadine, si stanno dissolvendo”.

Non ve ne eravate mai accorti, ma New York New York è molto più capolavoro di quanto si possa credere.

Quello che hai appena letto è un ARTICOLO INFORMATIVO, fatto di notizie e programmi; oppure è una RECENSIONE, scritta dall'Autore in piena autonomia e senza condizionamenti, fatta di opinioni e osservazioni che lo stesso Autore ha riscontrato partecipando all'evento (o avendo frequentato il locale) come un qualsiasi cliente.

Autore: - Di origine cartaginese, possiede in casa un altare dedicato ad Alberto Sordi e nei riti vodoo evoca lo spirito di Lino Banfi per essere ispirato.Sogna Novoli come una nuova Pigalle ed è promotore della legge per la riapertura delle case chiuse a favore di universitari fuorisede e fuoricorso. Coinquilino del conte Mascetti e di Picchio De Sisti, fu ingiustamente accusato da Daniel Passarella del furto delle monete del Porcellino a fine anni '80. Vanta un caffè offerto da Batistuta ed il record mondiale di neologismi tosco-calabri. Respira a sua insaputa.

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