Reportage – Pitti Uomo 82/2012 : Un Pitti d’altri tempi!

Che il Pitti abbia una propria autonomia politica, economica, sociale e caratteriale è cosa consolidata: un piccolo Principato di Monaco a tempo determinato, con proprie regole e  propri meccanismi.

E così  ci si ritrova, nel bel mezzo della peggior crisi economica dal Dopoguerra, con un Pitti colmo di verve e sfavillante come non succedeva da anni. Bello, possente, carico di energia e adrenalina e forse sospinto dalla calura balneare portata in città da Scipione, il Pitti Uomo dell’estate 2012 sarà ricordato come l’antitesi della crisi: perché il Pitti è questo, va in crisi mentre il Paese cresce, cresce quando il paese è in crisi, ma non per opposizione , ma per autonomia: respira situazioni internazionali, tende all’ottimismo di fronte alla cupezza del presente così come si affloscia senza motivo e non vede l’ora di andar via da Firenze.. Senza regole o motivi. E ciò gli consente di essere un ente autonomo e distaccato, nello spazio e nel tempo.

Cosa ricordare di quello appena trascorso? 3 giorni densi di occasioni, aperitivi, eventi, situazioni, happening, il primo Pitti senza “L’altro Uomo Party” ( tutto finisce), il primo Pitti caldo caldo caldo, e così i vari spostamenti in notturna da una parte all’altra della città ( quest’anno si sono sbizzarriti sui luoghi di ritrovo) divenivano d’incanto delle passeggiate sul lungarno come se si fosse sul lungomare, per il clima infuocato che neanche la notte riusciva a smorzare. Senza considerare, in tutto questo, cosa significava stare in Fortezza di giorno: un inferno di cristallo, con standisti rassegnati   all’aria condizionata calda, il selciato rovente, rose di gerico, contorni sfuocati, miraggi e musica di armonica in lontananza stile “Giù la testa”. A contorno di tutto ciò, l’idea grottesca di utlizzare come tema dell’anno “paglia e fieno” con giganteschi spaventapasseri a fare da coreografia mentre la filodiffusione mandava rumori di campagna..

Comunque, stand come da tradizione di altissimo livello. Su tutti, da ricordare come sempre Peuterey, Etiqueta Negra, La Martina, Harmont & Blaine, Paul & Shark, con i loro spazi sempre eleganti e molto curati, ma anche le note di verve di altri stand più “colorati”, come quello della Gazzetta dello Sport, di Sweet Years, Joe Rivetto, Desigual, Lacoste.  Da notare l’assenza (o almeno, noi l’abbiamo notata) dopo tanti anni di Hugo Boss.

Gli eventi: tra i primi a cui abbiamo preso parte, la splendida sfilata presso Villa la Vedetta di U.S. Polo Assn: un posto incantevole, con una scenografia mozzafiato, mentre il tramonto arancione s’impadroniva del cielo sopra Firenze. Entusiasmante.

Dopo un veloce aperitivo al Porfirio, puntiamo diretti sull’after dinner.

In serata, l’evento Baracuta, presso la struttura cosiddetta del  “ Tamburello” di fronte all’ex Central Park. Un grande spazio adibito alla bella festa per il trentennale del marchio londinese, diviso in due ali da una struttura centrale principale destinata ad accogliere gli abiti che hanno fatto la storia del marchio, mentre sull’enorme parete utilizzata un tempo per la “palla a pugno”  scorreva ad immagine unica un immenso videowall ( da immaginare come sarebbe stato vederci le partite..) che mandava, random, loghi e richiami al mondo di Baracuta. Particolare è stato incontrare in questo evento, con la sua bella polo sudata ( c’erano 33° all’una..) Beppe Grillo, il quale si è intrattenuto con noi a parlare di Euro, Bond, partiti , sindaci di Firenze e via dicendo per oltre un’ora..  E alla domanda fondamentale “ Beppe, ma tu che ci fai qui?” la sua risposta è stata inequivocabile: “non ne ho minimamente idea”.  Che personaggio. Unico, senza se e senza ma.

Serata molto lunga e piacevole, un migliaio di persone fino alle 2 e mezzo di notte, terrorizzati dall’idea di tornare a casa o in albergo, nonostante l’aria condizionata..

Il mercoledì è stato intensissimo: si comincia da Tommy Hilfiger e l’evento ospitato presso la sua “bottega” di via Tornabuoni, molto bello e curato, con Dj set d’eccezione di Federico Russo da Radio Deejay; si passa poi all’evento Diesel, sempre in centro, non all’altezza di TH ma comunque piacevole; si va poi all’evento Melting Pot, in un palazzo di Via de’Vecchietti.. Un caldo drammatico. Unica nota positiva, la splendida solarità di Justine Mattera, che dispensava sorrisi per tutti. Carinissima.

Breve sosta poi per un aperitivo vicino le Carceri, in piazza Madonna della Neve, organizzato da un sito internet di cui non ricordiamo il nome,  ampiamente deludente ed indecifrabile: bevuta a pagamento, senza buffet, e senza alcun allestimento particolare. Se c’era da capire qualcosa, non l’abbiamo capita.

Di nuovo in marcia, stavolta verso il Summer Suite, dove un casuale incontro con il Vigiani di Planet Tv ci portava verso questo evento Rifle, non presente sul calendario ufficiale . arrivati in loco, con nostra grande sorpresa troviamo un catastrofico Fabrizio Corona intento in un drammatico karaoke col chiaro tentativo di uccidere presenti e musica italiana. Assieme a lui, con nostra sorpresa ( ci mancavano alcuni aggiornamenti da Novella 2000) l’appariscente Nicole Minetti ( ..) a dispensare la felicità a chi la chiederà, come Memole. Ne approfittiamo per un veloce aperitivo, e di nuovo diretti verso il centro, per l’evento di Bottega Quattro, presso la Loggia del Porcellino ( nota a margine: tutto questo movimento avveniva nell’arco di poche ore. Se non fosse chiaro, a fine serata eravamo ridotti stile post- partita di USA ‘94). Anche qui, evento molto carino e curato, musica più che altro Seventies a cura del gruppo “ I love Disco”, già protagonista di diversi eventi mondani in città negli anni. Peccato per l’eccessiva pigiatura di persone in uno spazio non largo, con un caldo notevole ed in più la birra calda!

L’evento finisce,senza se e senza ma,  a mezzanotte. A questo punto, resta la soluzione divi del rock (..): Otel, o Blanco, per vedere Bob Sinclair o Gazebo. Si parte, e si arriva in loco giusto in tempo per il calo del sipario sull’esterno ( o quasi, I Like Chopin ce la siamo persa), mentre all’interno la serata di Sinclair è andata avanti bene fino all’una  e trenta.

L’ultimo nostro Evento Pitti è stata la serata del giovedì al Polimoda: ovvero, “come rovinare una serata difficile da rovinare”. Ma ci sono riusciti. In una location magnifica, l’evento che presentava la liason tra una casa vinicola e la struttura fashion del Polimoda  si è trasformato in un evento ingessatissimo, dove nonostante la presenza di numerosi ragazzi dell’istituto e look eccentrici , la musica bassa e l’immobilismo hanno reso la serata talmente statica che in confronto un salotto viennese dell’800 sarebbe sembrato un Rave.

In più, la scellerata scelta di bere “al vassoio”, con bicchieri già pronti di spritz o negroni (vino, per paradosso, se n’è visto poco) e gli ignari camerieri costretti all’incauto ruolo di vittime sacrificali,  depredati non appena varcavano la cucina come le diligenze che attraversavano i villaggi indiani. Non un bell’evento, insomma.

Per concludere , dunque, un Pitti molto intenso, caldo e in forma: che guarda al futuro con ottimismo, presunzione e senza chiudersi nel castello mentre fuori imperversa la peste, ma che invece scende nelle strade col tentativo burlesco di rallegrare un grigiore diffuso da troppi mesi.

Firenze ha bisogno di questi  Pitti Uomo. Ma il Pitti Uomo, senza Firenze, non esisterebbe.

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Autore: - Di origine cartaginese, possiede in casa un altare dedicato ad Alberto Sordi e nei riti vodoo evoca lo spirito di Lino Banfi per essere ispirato.Sogna Novoli come una nuova Pigalle ed è promotore della legge per la riapertura delle case chiuse a favore di universitari fuorisede e fuoricorso. Coinquilino del conte Mascetti e di Picchio De Sisti, fu ingiustamente accusato da Daniel Passarella del furto delle monete del Porcellino a fine anni '80. Vanta un caffè offerto da Batistuta ed il record mondiale di neologismi tosco-calabri. Respira a sua insaputa.

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