Rooms Club: ‘This is the (new) Rhythm of the Night(?)’
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 26 Mar, 2009 Ora: 02:25 AM | Categoria: After Dinner, Discoteche e Club, Locali | Leggi i Commenti

Nella storia dell’umanita’, le persone che hanno avuto ruoli decisivi sono coloro che, al momento delle scelte, hanno avuto il coraggio di osare. Nello Slang metropolitano, lo definiscono ‘essere avanti’. E questa delicata regola vale in tutti i campi del reale e dell’ideale. Il primo a farlo e’ un folle, il secondo si e’ fatto plagiare, il terzo ha capito che la formula funziona. E il fenomeno dilaga.
Solo che qui stiamo parlando del Rooms Club. Il grande exploit della notte fiorentina di questi ultimi tempi. E la domanda da porsi e’ se ‘sono avanti’ o se invece hanno soltanto ‘capito che la formula funziona’. Ma anziche’ porre domande, proviamo a dare le risposte. Rooms Club, la nuova tendenza del night living unita ad abili strategie comunicative. Ma saranno davvero cosi’ innovative?

CONTINUA…

Il locale vede la luce circa un anno fa. Il suo avvento sulla notte fiorentina coglie tutti di sorpresa, esercenti e clienti. La formula e’ qualcosa di nuovo nello scenario cittadino: un locale che locale non e’, diviso in stanze a tema (‘Rooms’), li dove fino a poco tempo prima aveva sede un locale per scambisti. Ed ingresso selezionatissimo e consentito solamente ai muniti di tessera socio, rilasciata dietro il pagamento della quota di 20 euro annui.

Questa e’ la ricetta magica con cui Rooms esordisce, nascendo dalle sapienti mani di Leandro Bisenzi, sulla notte in riva all’Arno. Difficile dire se e’ da subito successo, ma la bravura di marketing di quest’operazione e’ notevole. Ovvero: legare ad un posto ‘trasgressivo’ un locale ‘fuoridalcoro’ con tendenze ‘eccentriche’. Queste tre definizioni valgono da sole a tirare dentro il mondo.
Gli utenti medi della notte, coloro che da un’uscita non si aspettano molto piu’ che una birra e qualche chiacchiera in compagnia, nel profondo (ed anche in superficie) della loro indole cercano, uomini e donne, la ‘botta di vita’: se poi esiste il modo di andarsela a cercare in un posto che comunque all’apparenza non e’ molto diverso dagli altri locali, chi non lo farebbe? La tentazione e’ grande, e se esiste il mondo di ‘placare’, anche solo d’indole, questi istinti, in pochi se la farebbero sfuggire. Ed ecco dove arriva il Rooms: si colloca proprio li’, tra istinto e ragione, tra trasgressione e movida.

Si trova dietro piazza Ferrucci, location auto-nominatasi ‘centro nevralgico del nuovo mondo notturno’ dopo i fallimenti degli stessi tentativi in via Il Prato e in centro. La movida fiorentina, da qualche anno a questa parte (dopo i Mondiali?) passa da qui.
Riguardo la genesi del locale, si e’ detto tutto e il contrario di tutto. Noi diamo come verosimile l’ipotesi di cui sopra, ovvero che in passato esso accogliesse un club per scambisti. Ma solo in passato. Per capirsi: dove c’e’ il Cavalli Club prima c’era una Chiesa. Ovvero: il carisma di un locale non risiede dei muri. A meno che non si voglia riconoscere qualcosa di esoterico.Se vi da’ gusto l’idea, fatelo pure..

Ma andiamo con ordine, perche’ altrimenti ci si perde: parlare del Rooms e’ complicato sia dal punto di vista sociale, che dal punto di vista architettonico. Vediamo se riuscite a capire com’e’ disposto internamente..

L’ingresso e’ riservato ai soli soci, dietro pagamento della quota annua. Ottenuta la tessera dopo una trafila burocratica semi-fantozziana ( e pensare che rispetto allo scorso anno e’ stata addirittura snellita) l’accesso e’ potenzialmente libero.

Subito dopo l’ingresso, comincia ad evolversi in tutta la propria eccentricita’ il locale. Uno stretto corridoio di conduce in una sorta di ‘foyer’ da cui accedere alle zone funzionali del locale. Sembra che nella precedente gestione il locale fosse diviso alla stregua dei gironi danteschi, ovvero tra inferno, purgatorio e paradiso. Va’ a capire in cosa consistesse tale suddivisione nell’ambito dello scambismo. Boh. Ma di questo passato il locale mantiene piu’ o meno la suddivisione. Proviamo a descrivere anche se non e’ facile, trattandosi quasi di un dedalo.

Muovendosi dal foyer verso destra, si entra in una sala ‘d’aspetto’, in cui la fanno da padroni divani e schermi. Da qui si accede da una parte verso una sorta di ‘camera da letto'( con tanto di letto a due piazze) e dall’altra verso il fulcro del locale, ovvero il dancefloor con bar e cassa. Su alcune pedane trovano locazione tavoli e poltrone prenotabili, alla stregua delle discoteche.

Torniamo nel foyer : stavolta ci muoviamo verso sinistra. Da qui si accede ad un corridoio che smista verso una serie di ‘stanze’ dal tono molto privato, arredate anch’esse con sedute e tavolini, che hanno come tema comune l’aspetto ‘dark’ ma che poi, in fondo, non sono nient’altro che un appendice del locale.
Muovendosi infine dal foyer verso il centro, si intraprende un corridoio che conduce alle stanze finali, due ulteriori collocate in coda al locale.

Mi rendo conto che questa descrizione confusionaria e semidelirante non aiuti granche’ a schiarirsi le idee, forse perche’ manco io ce le ho chissacche’ chiare. Comunque, e va sottolineato, non fatevi un’idea sbagliata che puo’ essere percepita da questa descrizione: il tutto si evolve nell’ambito di non molti metri quadrati. Non vado a quantizzare altrimenti qualcuno potrebbe dire ‘non sono 200 metri quadrati, ma 206’ e allora evito proprio di entrare in polemica.
L’ambiente: piacevole, sornione, con punte di eccentrico e tracce di normalita’ ostentata male. E’ particolare: esce dagli schemi canonici, anche perche’ chi e’ qui non ha voglia di schemi, e quindi ognuno nel suo piccolo contribuisce a tale ‘trasgressivita”. Pero’, badate bene: e’ un assaggio, una vetrina ben adornata. Nient’altro. Non fatevi illusioni che altri prima di voi ( ..) si possono esser fatti. Siamo sempre a Firenze, non e’ lo Stargate per Ibiza o Amsterdam.

La musica: commerciale, dagli Snap alla Raffa, passando per tocchi house e minimal a seconda delle serate. Delusi? Contenti? Boh, a noi a volte e’ capitato davvero di annoiarci in pista. Ma siamo strani.

Riguardo invece l’allestimento scenico, il locale prova un gusto particolare ad inventarsi un tema di presentazione per ogni weekend, cosa senz’altro meritoria, salvo poi caratterizzare con superficialita’ la propensione ostentata della serata. Ad esempio, se il tema della serata e’ ‘Original Sin’,non e’ che hai fatto tutto ‘sto sforzo a mettere quattro mele sul bancone. E’ solo un esempio, sia chiaro. Che magari questo tema l’ho beccato a qualche altra parte ed ora non ricordo. Comunque lo staff organizzativo e’ una macchina che si muove, ha idee, cerca di lanciarle e a quanto pare con successo. Tralasciando le serate a tema e l’inaspettata ‘ immobilita’ scenografica’, il locale funziona. Non sempre, sia chiaro ( per esempio, gli ingressi la sera della Festa della Donna saranno stati in tutto non piu’ di una cinquantina),ma sarebbe assurdo il contrario.
Non si beve male, paragonandolo con una discoteca. Certo, se i bicchieri fossero di vetro tutto sarebbe molto piu’ bello. Anche questa e’ una di quelle cose che non ti aspetti. Chiaro che e’ impensabile trovare qui il Mai Tai, ma bisogna sapersi accontentare. I prezzi sono nella media, dai 5 euro della birra media ai 7 dei cocktails.

Le scenografie non sono niente di monumentale. Si punta all’essenziale, con abbondanza di divani e giochi di colore a seconda della parte del locale che si sta attraversando.
Devo arginare in qualche modo, perche’ altrimenti sul Rooms ci sarebbe molto da dire. Segno che comunque non passa indifferente.

Il locale ha ben saputo giocare su un’aurea di mistero ed esclusivita’ che perde quasi in buona parte nel momento in cui cominci a frequentarlo. Ma, se il loro obiettivo e’ appunto questo, il loro scopo lo raggiungono alla grande. L’eta’ media e’ piu’ bassa di quella che ti aspetti, siamo tra i 22 e i 30, probabilmente per un discorso di pierraggio coetaneo di questa fascia d’eta’. Il locale possiede inoltre l’enorme valore aggiunto, che da questo punto di vista lo pone una spanna sopra tanti locali fiorentini, di avere una chiusura quasi da afterhour: in media, sempre dopo le 4, quindi un ‘buen retiro’ per chi ha voglia anche di fare un giro in piu’ prima di tornare a casa. Salvo casi eccezionali, come successo anche a noi qualche tempo fa , in cui il locale chiuse prima delle 2 per dei controlli.

Ne rimane, dunque, che Il Rooms non e’ il nuovo che avanza, ma una visione di locale piu’ ‘globalizzata’,o per meglio dire “contaminata”, che guarda ai club di New York e Londra, ed intercetta una vasta fetta di pubblico vogliosa (o bisognosa?) di quell’attimo di vitalita’ in piu’ rispetto a tavoli di legno sonnacchiosi, che invece questo locale sa trasmettere.

Il Rooms si muove bene, ha ancora parecchi difetti di ‘postura’, ma se riesce ad avvedersi di questa strana ‘arroganza’ con cui si pone verso l’utenza, che magari all’inizio attrae ma alla lunga stanca, puo’ consolidarsi in maniera decisiva, divenendo di fatto un club davvero esclusivo e non solo con una patina di ..paiettes.

Noi crediamo possa regalarci tante piacevoli serate. Forse il corner decisivo per salvare il risultato del weekend. Ad Maiora..

Voto: 7.25 (Usciamo dagli schemi anche noi..)

Obsession

ROOMS Club – Via della Fornace, 9 – FIRENZE
Aperto il Giovedi’, Venerdi’, e Sabato e per serate speciali
Info: 335.91.04.61
Ingresso tassativamente ed esclusivamente riservato ai soli soci

Quello che hai appena letto è un ARTICOLO INFORMATIVO, fatto di notizie e programmi; oppure è una RECENSIONE, scritta dall'Autore in piena autonomia e senza condizionamenti, fatta di opinioni e osservazioni che lo stesso Autore ha riscontrato partecipando all'evento (o avendo frequentato il locale) come un qualsiasi cliente.

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