Sabato sera al Palace: e a Firenze torna di moda il Clubbing!!
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 4 mar, 2009 Ora: 03:16 AM | Categoria: Locali | Leggi i Commenti

Difficile che, in questo periodo della stagione, possano sortire chissa’ quali nuovi proposte dal punto di vista della Nightlife. Freschi di carnevale, e con in vista la festa della Donna e la tanto auspicata primavera, ci ritroviamo in queste notti di mezzo inverno senza a volte trovare il posto giusto dove tirar fuori la serata che ‘vale la settimana’. Meno male che, pero’, ogni tanto spuntano fuori nuovi posti, nuove serate, nuove tendenze. Che magari spesso, in tutti e tre i casi, non sono nient’altro che restyling. Ma ce ne fossero, diciamo noi! E cosi, dopo un inverno di rimandi dovuti quando ad un motivo, quando ad un altro, qualche sabato fa, armati di buona volonta’, abbiamo deciso d’infrangere il vecchio tabu’ di Campo di Marte e ci siamo diretti, senza remore, verso lo ‘StripTease’ di via Mannelli. Ma era troppo tardi: avevano cambiato nome, vocazione, ragione sociale e forse anche sesso. Ma visto che c’eravamo.. Ed allora: ecco la nuova serata del Sabato del ‘Palace’ di Via Mannelli. Non male, davvero. Non male.

CONTINUA…

Ora, riportandoci ad un tono piu’ serio: sapevamo benissimo che lo ‘Strip Tease’ non c’era piu’ , e qui immagino che qualcuno leggendo pensera’ che a fronte della delusione, ci piaccia fare gli splendidi, ma e’ la verita’!! Tanto piu’ che, stando ai bene informati, quello che era lo Streap Tease di via Mannelli..non era piu’ quello che vi siete immaginati per anni( o, ancora meglio, avete frequentato..)!! Infatti negli ultimi tempi il Night di Campo di Marte aveva cambiato alcune abitudini, e si lanciava in proposte , diciamo cosi’, nella norma, al fine di cercare di ricollocarsi nel mercato dell’entertainment notturno in tempi in cui forse i Night vecchio stile stentano a fare miliardi.

E cosi’, dopo un veloce rodaggio, lo StripTease cambia connotati e si lancia a piene mani nel Clubbing. Certo, rimanere in mezzo non era comodo, visto che chi andava li’, lo faceva con un preciso scopo e ci trovava una serata house..ed ovviamente non ci tornava. Chi non ci andava, era proprio per evitare la tendenza che il locale dimostrava gia’ nel nome. Morale della favola: si rischiava non ci andasse nessuno!

Il nome, Palace , ha un nonsocche’ di anni ’80, e sembra uscire fuori dai fotoromanzi di GranHotel, ma e’ consono all’ambiente. Ovvero, piu’ piani per un’unica mission: un posto dove ballare musica diversa.

Come si sviluppa il Palace? Banalmente, diremmo..come un palazzo ( con tanto di ascensore) ma in verita’ la divisione in piani gli da’ quello slancio in piu’ che lo rende a suo modo intrigante. Ingresso in scena con tanto di cancello e portone principale; poi, al piano terra, biglietteria e guardaroba. Poi le scale , e subito s’intuisce che il contesto fuoriesce dai canonici stereotipi dei locali da ballo. Al mezzo piano i bagni, al primo piano il salone principale da ballo sulla destra ed il bar sulla sinistra. Ma non finisce qui: secondo piano, e troviamo il prive con tanto di divanetti e musiche soft e soprattutto la capiente, orientaleggiante e frequentatissima sala fumatori. Ma addentriamoci nei dettagli.

Lo stile e’ tra il finto sfarzoso e il voluto eccentrico: in una parola, kitch. Tremendamente kitch. Scale larghe con corrimano in ferro battuto, bar discreto ma non fornitissimo (niente Mai Tai..tanto per cambiare. E soprattutto..bicchieri di plastica!), salone principale rettangolare, non molto largo ma lungo, dove in precedenza si esibivano le lapdancers (e di cui si trova ancora traccia nella passerella principale che percorre tutto il salone..a volte andare nei locali sottoposti a restyling somiglia ad una gita a Pompei ed Ercolano, intuire cosa c’era prima ed esclamare ‘nooo..hai capito cos’era questa?’) in fondo al quale si trova la consolle. Da due rampe di scale minori si accede al piano superiore, ove il contrasto tra il sopra e sotto appare evidente nella soluzione prive’, molto classica, con bar a servire e tavolini e divanetti andanti sul bianco (ottima soluzione per coloro che cercano pertugi nascosti nei locali..) fino ad avere l’apoteosi finale nella sala fumatori, che non e’ affatto una semplice sala fumatori. E’ un microclima a se’ stante. Ed in questo va riconosciuto un merito importante al locale. La sala fumatori si presenta quasi come l’angolo estremo del locale, quello che forse un tempo era il luogo ‘riservatissimo’ del locale: sui lati divani avvolti da drappi orientaleggianti, al centro un cubo semirialzato luminoso a fare da pista da ballo per la musica ‘alternativa’ riservata a questa parte del locale. Reggae, alternative rock.. Ed il fumo ad avvolgere tutto e tutti, riportandoci indietro nel tempo.. Ovvero a piu’ di cinque anni fa, quando eravamo piu’ giovani, si, ma il decreto Sirchia ancora non c’era e si tornava a casa necessitando di abbandonare i cappotti in terrazza e con i capelli ancora fumanti. Ma nel contesto quasi il fumo fa anche la sua parte di scenografia.

Detto questo, proviamo a descrivere la nostra serata.

Ci dirigiamo verso il locale intorno all’una, sapendo che le liste chiudono alle 01:30. Ma, all’ingresso, prima sorpresa: non risultiamo in lista. Avendo chiamato quasi un’ora prima. Ah, per la cronaca: ingresso in lista 10 euro, fuori lista 15. Appresa questa strana notizia, proviamo a capire, noi e loro, come chiunque farebbe, come mai non siamo in lista. A quel punto un signore dello staff, e non uso la esse maiuscola volontariamente, ci invita ‘gentilmente’ad accomodarci fuori. Noi, aspettando da un momento all’altro che venga srotolato lo striscione con scritto ‘Scherzi a Parte’ lo guardiamo attoniti. Ma nulla, lui e’ un uomo tutto di un pezzo. Un gran pezzo. E mentre la cassiera prova a spiegargli che stavano leggendo le liste per vedere dov’erano i nostri nomi, lui non demorde: ‘allora aspettano fuori’. Ci accomodiamo nel giardino antistante cercando di capire tra di noi cos’era successo. Chiedendoci ‘oh, ma che hai combinato?’ ‘io niente, che ne so?’ ‘e allora com’e’ che a questo gli e’ partito l’embolo?’ ‘boh, sara’ stanco.Pure lui, c’avra’ gli anni che c’avra’.” Alberto Sordi, citando una sua famosa scena, se fosse uscito con noi l’altra sera avrebbe esclamato ” c’avra’ gli anni che c’avra’, ma e’ ora che sappia chi e’ il padre!”.(citazione del mitico Albertone, che nelle gag e’ come se la sera uscisse con noi..)

Dopo tre tentativi, riusciamo ad entrare, non prima di aver esibito l’interno del cappotto nel timore fossimo kamikaze di Hamas. Certo, nei locali si trova veramente di tutto. Ma chiudiamo questa ignobile parentesi (si ,lo so: voi ve ne sareste andati, ma la cosa era diventata una sfida!Non potevamo andarcene senza esibire per benino all’amico le nostre facce da schiaffi..entranti o non entranti!) e veniamo alla serata.

La disposizione del locale fin da subito ci richiama alla memoria qualcosa del Montecarla. Cerchiamo di decifrare la situazione: al primo piano, musica house andante sull’underground; prive’ soft su revival: sala fumatori, come gia’ descritto, con musiche ‘ a tema ‘ (certo, mettere il reggae nella sala fumatori e’ come mettere la colonna sonora del Tempo delle Mele alle feste di pomeriggio alle medie: la morte sua..)e badate bene, chicca non da poco: consolle.. Con ellepi’ in vinile!!Altro che’ Virtual dj’.. vi assicuro che avrete un tuffo al cuore..

Tra di noi, pareri contrastanti: chi si incuriosisce, chi rimane deluso, chi prova a capire che aria tira (siamo entrati in un tourbillon di metafore che adesso ogni verbo usato puo’ sembrare non a caso..). il locale non si presenta male: la disposizione su piu’ livelli, la varieta’ musicale e di target lo rendono a suo modo piacevole. Eta’ media sui 25, sara’ anche perche’ era un sabato. Ma nel complesso non dispiace. Parecchio ha fatto il consiglio datoci dalla nostra infiltrata nelle fila nemiche, all’ingresso, che ci ha detto ‘ragazzi, io vi consiglio l’ultimo piano’. Va a capire quali fantasie abbia destato in noi questo suggerimento, ma ad un certo punto uscivamo dalla sala fumatori solo per andare in bagno!

La serata e’ trascorsa,nel tutto, con toni minori rispetto a quelli che ci aspettavamo: trovatici in un ambiente anomalo rispetto alle nostre abitudini, abbiamo forse fatto fatica a saperci calare nell’aria ‘clubbing’ della serata. Ne rimane che, nel complesso, abbiamo trovato un posto valido, nuovo, con evidenti carenze organizzative e di gestione della clientela (forse prima era frequentato proprio dall’alta borghesia, e questo li rende un attimo arroganti nei confronti della gente…) ma che di suo ha delle potenzialita’ che, se sfruttate, possono dare anche delle soddisfazioni.

Il nostro sabato al Palace e’ stato un’esperienza diversa, a suo modo piacevole, che senz’altro ci lascia la curiosita’ di riprovarci. Una volta e’ poco per un giudizio totalmente oggettivo. Speriamo due non siano troppe..

Il programma prevede anche la serata del Giovedi’ sera: “Diamante” – fashion night con selezione all’ingresso.

Palace – via Mannelli, 185 – zona Campo di Marte – Firenze.
Per info: 340 83.52.437 (Sab) – 335 818.34.00 Alessandro Palma (Giov)

Voto: 6.5

Obsession

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