La Primavera del Rinascimento. Palazzo Strozzi 23 marzo – 18 agosto 2013
Autore: Nick | Data di Pubblicazione: 29 mar, 2013 Ora: 07:45 PM | Categoria: Arte e Architettura, Mostre e Spettacoli | Leggi i Commenti

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La Primavera del Rinascimento.

La scultura e le arti a Firenze 1400-1460

Palazzo Strozzi, 23 marzo-18 agosto 2013

Dal 23 marzo al 18 agosto 2013 a Palazzo Strozzi a Firenze una rassegna di opere straordinarie realizzata in collaborazione con il Louvre, dove l’esposizione si trasferirà dal 26 settembre al 6 gennaio 2014.

A Palazzo Strozzi una mostra racconta la Primavera del Rinascimento attraverso 140 capolavori della scultura e della pittura: da Donatello a Masaccio, da Brunelleschi a Paolo Uccello.

Dal 23 marzo al 18 agosto 2013 Palazzo Strozzi, a Firenze, sarà sede della mostra La Primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze 1400-1460, concepita e realizzata in stretta collaborazione con il Museo del Louvre. In dieci sezioni tematiche, la rassegna illustrerà quel momento “magico” che a Firenze ha dato il via al Rinascimento all’aprirsi del Quattrocento, attraverso 140 opere, molte delle quali di scultura: l’arte che per prima si è fatta interprete di quella ‘rivoluzione’. Dopo la sede fiorentina, l’esposizione si terrà a Parigi, al Museo del Louvre, dal 26 settembre 2013 al 6
gennaio 2014.
La rassegna riunisce una gran quantità di capolavori assoluti, provenienti da musei di tutto il mondo: opere di qualità straordinaria che illustrano come il Rinascimento in scultura preceda e influenzi, a Firenze, tutte le altre arti, compresa la pittura. Attraverso opere del Ghiberti, di Donatello, di Nanni di Banco, Luca della Robbia, Nanni di Bartolo, Agostino di Duccio, Michelozzo, Desiderio da Settignano, Mino da Fiesole, ma anche attraverso dipinti di artisti come Masaccio, Filippo Lippi, Andrea del Castagno, Paolo Uccello – la mostra mette in luce il ruolo guida che la scultura ha avuto nella prima metà del Quattrocento per la nascita e lo sviluppo del linguaggio rinascimentale e la sua incidenza soprattutto sulla pittura fiorentina contemporanea.
Opere celeberrime, che sono da sempre nell’‘immaginario collettivo’, dalle formelle del Brunelleschi e del Ghiberti per il concorso della seconda porta del Battistero di Firenze (1401), alle sculture monumentali di Donatello per Orsanmichele e per il Campanile, fino ai primi splendidi saggi di terrecotte invetriate di Luca della Robbia, mettono in luce anche la costruzione del “mito” di Firenze, che in quegli anni si propone con orgoglio non solo come la “nuova Roma” e la “nuova Atene”, ma anche come la “nuova Gerusalemme”: il suo primato artistico intende infatti riflettere la bontà del suo governo repubblicano e l’armonia del vivere civile, sotto il segno della solidarietà e del sentimento cristiano. Un modello di “bellezza universale” che mantiene tuttora, nel mondo, il suo richiamo.
Curata da Beatrice Paolozzi Strozzi, direttore del Museo Nazionale del Bargello, e da Marc Bormand, conservateur en chef al dipartimento di Scultura del Museo del Louvre, la rassegna ha permesso un’ampia e fondamentale campagna di restauri in Italia e in Francia – finanziata congiuntamente dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dal Museo del Louvre – che permetterà al visitatore di ammirare molti capolavori rinascimentali, tornati a ‘nuovo splendore’: su tutti, il San Ludovico di Tolosa di Donatello, in bronzo dorato, smalti e cristalli di rocca, simbolo del genio sperimentale di Donatello, che fu anche nella tecnica un precursore della modernità.

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Autore: - Fin da piccolo appassionato a tutto ciò che è spettacolo, comincia la sua carriera come presentatore di fenomeni da baraccone. In questa veste viene notato da un noto talent scout di Mediaset che gli propone un programma televisivo in prima serata. Sedotto dalla figlia di questi, commette l'errore di metterla incinta. Immediatamente diseredato dall'incarico, viene retrocesso al ruolo di "curatore d'immagine" di Cesare Cadeo. Oggi arrotonda lo stipendio, per altro molto misero, curando la sezione Mostre e Spettacoli per FirenzeDaBere.

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