TuttoTeatro – Gli spettacoli a Firenze e dintorni fino a Fine Febbraio
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 22 Feb, 2009 Ora: 07:41 PM | Categoria: Mostre e Spettacoli, Teatro | Leggi i Commenti

Prima che finisca il mese, a salire sui palcoscenici dei teatri fiorentini ci saranno Daniele Luttazzi con il suo monologo ‘Decameron’, versione teatrale del varieta’ satirico tv; Stefano Accorsi protagonista de ‘il Dubbio’ portato in scena dalla coppia Castellitto-Mazzantini e che gira per la Penisola da diverso tempo; il ritorno in Toscana di Vincenzo Salemme e il suo ‘Bello di papa” che gia’ avevamo raccontato quasi un anno addietro; Lunetta Savino con una nuova versione di ‘Casa di Bambola’ di Henrik Ibsen.
E molto altro ancora.

Ecco i dettagli, le trame, le date e le informazioni con i contatti da chiamare…

CONTINUA…

TEATRO DELLA PERGOLA

Domenica 22 Febbraio
Lunetta Savino, Paolo Bessegato, Carlian Torta, Salvatore Landolina, Riccardo Zinna in
CASA DI BAMBOLA – L’ALTRA NORA (ovvero la nostra ultma guerra)
da Henrik Ibsen
drammaturgia e regia di Leo Muscato

Lunetta Savino attrice di solida notorieta’ televisiva e cinematografica ma di formazione teatrale, interpreta magistralmente una Nora poco ‘bambolina’ e talmente moderna da apparire quasi surreale. Quando scrisse Casa di bambola Ibsen ambiento’ la vicenda nel suo mondo contemporaneo. I personaggi rappresentati in palcoscenico erano membri della piccola borghesia, quindi appartenenti allo stesso stato sociale degli spettatori seduti in platea ne’ eroi, ne’ eroine solo uomini e donne immersi nelle proprie miserie quotidiane, ma sempre attenti ad apparire migliori di quelli che si era, cercando di omologarsi ai dettami che ‘la societa” imponeva. L’opera scandalizzo’ enormemente: per la prima volta la famiglia veniva presentata come una condanna quotidiana; e la religione, come un palliativo per gli stupidi. Tutte le sovrastrutture venivano abbattute e la borghesia veniva messa a nudo, costretta a giustificarsi, a esporsi. Questa messa in scena intende salvaguardare il ‘rapporto di vicinanza’ fra i protagonisti della storia e coloro che la guardano. e’ per questo che la vicenda e’ ambientata nella nostra contemporaneita’. Il linguaggio e’ epurato da ogni stilema ottocentesco e dal testo sono stati eliminati tutti i riferimenti spazio temporali che potevano rimandare ad un tempo e un luogo piu’ o meno remoti. Lo spettatore si ritrovera’ proiettato in un inferno domestico vicino alla nostra cronaca quotidiana. L’altra Nora di Muscato e’ una qualunque donna della porta accanto, che agisce secondo gli impulsi e le bizzarrie di Ibsen, ma in un contesto attualizzato. Una donna ‘avvitata’ nella difficolta’ di sostenere le complessita’ familiari, di subire i dolori, di essere strana ma vitale, sempre depressa per il suo sacrificarsi per un marito che non la gratifica in nessun modo, mai.

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TEATRO PUCCINI

Domenica 22 Febbraio
Paolo Bonacelli e Lorenzo Amato in
ALDO MORO – UNA TRAGEDIA ITALIANA
di Corrado Augias e Vladimiro Polchi
regia di Giorgio Ferrara

“Giovedi’ 16 marzo un nucleo armato delle Brigate Rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati Corpi Speciali, e’ stata completamente annientata. Chi e’ Aldo Moro e’ presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, e’ stato fino ad oggi il gerarca piu’ autorevole, il teorico e lo stratega indiscusso di quel regime democristiano che da trent’anni opprime il popolo italiano”. Comunicato N 1 delle BR. Alle 9,15 del 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, la Fiat 130 guidata dall’appuntato dei carabinieri Domenico Ricci, con a bordo l’onorevole Aldo Moro, viene bloccata da un commando di terroristi e crivellata di colpi. Cinque uomini della scorta vengono uccisi, il presidente della Dc sequestrato. La vicenda umana e politica del rapimento Moro si consumo’ in 55 giorni: i piu’ lunghi e oscuri dell’Italia del dopoguerra. Non sono bastati 5 processi e 2 commissioni parlamentari d’inchiesta a fare definitiva chiarezza. Su questa vicenda si sono confrontate due concezioni opposte, a ognuna delle quali va una parte di ragione. I sostenitori del valore della vita umana: bene assoluto al quale ogni altra considerazione va subordinata. I difensori della Repubblica, chi temeva cioe’ che cedendo ai terroristi si aprisse una spirale di ricatti, che facesse soccombere la concezione stessa dello ‘Stato’. Ognuna delle due parti pote’ reclamare una superiore parte di ragione, una forte motivazione di natura etica. Anche questo ha reso l’intera vicenda una tragedia, nel senso greco del termine: un conflitto, uno scontro senza soluzione possibile, che non sia quella stabilita dal fato. Una tragedia antica, risolvibile solo sulla base di un’idea piu’ religiosa che politica, il dilemma di Antigone: Polis contro Pietas. A partire dalle numerose lettere scritte da Moro dalla “Prigione del Popolo”, lo spettacolo ripercorre la cronaca del piu’ tragico sequestro politico del nostro secondo dopoguerra: le lettere, i documenti, le immagini d’archivio, i commenti, i punti di vista, la ricostruzione dei fatti fino al drammatico epilogo.

Giovedi’ 26 e Venerdi’ 27 Febbraio
Daniele Luttazzi in
DECAMERON – IL MONOLOGO
di Daniele Luttazzi

‘Decameron – il monologo’ e’ la versione teatrale del varieta’ satirico tv di Daniele Luttazzi, liberamente ispirato al capolavoro del Boccaccio. Nel 1348, un’epidemia di peste induceva alcuni giovani ad allontanarsi da Firenze per ritirarsi in una tenuta di campagna, dove passare il tempo raccontandosi novelle a tema, molte delle quali licenziose. Con la varieta’ lussureggiante della sua materia e dei suoi modi stilistici, l’arte di Boccaccio fondava una cultura laica, autonoma da quella religiosa, libera da pregiudizi. La satira di Daniele Luttazzi partecipa di questa indole.
Chi fa satira ha, per natura, una funzione eversiva contro il potere, le proibizioni autoritarie, il sacro. Per un buffone satirico non c’e’ nulla di fisso, nulla di acquisito. Puo’ dire tutto impunemente perche’ si pone fuori dalle regole sociali, mentre fa da specchio alla goffaggine maldestra con cui affrontiamo le forze avverse di un universo inospitale il cui senso ci sfugge. Getta lo scompiglio nell’ordine che abbiamo eretto a nostra difesa, si prende gioco della nostra sicurezza e mette in crisi la presunta oggettivita’ della nostra visione dei mondo. Ci costringe ad ammettere che il confine fra ordine e caos non e’ cosi’ netto come vorremmo. E non e’ la’ dove vorremmo che fosse. Il programma televisivo di Luttazzi venne interrotto con un pretesto dopo cinque puntate, nonostante il grande successo. In questo monologo, Luttazzi propone battute e sketches delle puntate inedite. l buffone, colpito da una mazzata, si rialza come niente fosse. E’ lo spirito umano, immortale. Facendoci ridere, ci rende liberi. Decameron-il monologo: due ore di satira purissima. E niente altro.

Giovedi’ 26 e Venerdi’ 27 Febbraio
Daniela Morozzi con Stefano Cocco Cantini in
ARTICOLO FEMMINILE – Analisi illogica della carta stampata
concerto lettura a piu’ voci, con Loredana Lubrano (canto), Valerio Silvestro (piano e sax)
regia di Patrizia Turini e Leonardo Ciardi

Svegliarsi al mattino, bere un caffe’, aprire il giornale e leggersi le ultime notizie. Presto, prima che invecchino. E se questo accadesse la sera, su un palco, dopo una giornata di lavoro?
Cenare, bere un caffe’ e magari andare a teatro. Il sipario si apre, una musica, un canto, una voce leggono articoli, per scoprire che alcuni non invecchiano mai. Per come sono scritti, certo. O forse perche’ parlano di un fatto e nel farlo gia’ lo superano, arrivando ad afferrare qualcosa di profondamente umano e quindi universale. Quindi, senza tempo. Abbiamo cercato questo nell’universo femminile. Perche’, oggi, sentiamo piu’ che mai l’urgenza di parlarne in modo diverso. E per farlo abbiamo preso a prestito parole di uomini e donne, racconti, storie, ritratti, opinioni, parole che, accostate le une alle altre, come in un collage, compongono un’immagine di donna che ci risuona. Una donna che al di la’ delle ideologie tenta di stabilire un rapporto creativo con la realta’, per conquistare o difendere la propria identita’. Ogni volta operando delle scelte. Piu’ o meno consapevoli, ma sempre delle scelte.
Ed ecco allora Rosa Parks raccontata da Vittorio Zucconi, Consuelo Velazquez, la donna che scrisse Besame Mucho, tratteggiata dalla penna di Concita De Gregorio, l’indignazione di Nando Dalla Chiesa per la volgarita’ del ‘Palazzo’, e poi Federico Rampini, Natalia Aspesi, Claudio Tognonato, Emanuela Audisio, Italo Calvino e altri ancora.
Firme prestigiose con stili diversi, leggere, impegnate, sarcastiche, essenziali, che la regia curata da Patrizia Turini e Leonardo Ciardi, orchestra in un’originale messa in scena a tre voci. Un vero e proprio concerto lettura, dove Daniela Morozzi, Loredana Lubrano e Valerio Silvestro, voce narrante, canto e musica, dialogano costantemente concorrendo a comporre un’unica partitura.

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TEATRO DI RIFREDI

Da Mercoledi’ 25 a Sabato 28 Febbraio
Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Massimo Salvianti, Lucia Socci in
CENT’ANNI – un secolo di lavoro e lotte contadine
di Massimo Salvianti
regia di Dimitri Frosali

Una famiglia di mezzadri toscani attraversa un secolo di storia per raccontarci il mondo dal punto di vista degli umili, di coloro che hanno ‘fatto’ questo nostro paese lavorando e lottando duramente. Le conquiste e le sconfitte del mondo contadino, fuori dalla visione idilliaca e folklorica della campagna toscana, ma dentro la vita vera, i problemi, gli amori, i dolori, i lutti e le nascite, la crescita della coscienza politica e sindacale, la fantasia e il progresso materiale e umano. Una narrazione fatta di testimonianze vive raccolte dalla viva voce dei protagonisti, un omaggio a quella parte del mondo del lavoro che troppo spesso si ritiene secondaria rispetto a quella operaia, ma che invece e’ stata il vero motore sindacale e politico non solo toscano ma di vaste zone del nostro paese.

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TEATRO METASTASIO DI PRATO

Domenica 22 Febbraio
Franca Valeri, Annamaria Guarnieri, Patrizia Zappa Mulas in
LES BONNES (Le Serve)
di Jean Genet (traduzione Franco Quadri)
regia di Giuseppe Marini

Claire e Solange vivono un rapporto di amore e odio con la loro padrona che incarna tutti i loro ideali perduti: giovinezza, bellezza, generosita’. Loro, vecchie e sempre piu’ arcigne, quando la padrona non c’e’, si ritrovano ad allestire un privato e ossessivo teatrino, una doppia vita in cui, come bimbe perverse, giocano ‘a fare Madame’.
A turno, vestono i suoi abiti, la imitano e, alla fine del rito, la uccidono. Ma finzione e realta’ nella loro mente schizofrenica si sovrappongono e il tentativo di omicidio si concretizza in una tazza di tisana avvelenata che pero’ Madame, nella sua svagata disattenzione, non beve. Sara’ invece Claire, sempre piu’ sprofondata nella doppiezza della sua vita, a bere la bevanda, offertale dalla sorella carnefice.

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TEATRO POLITEAMA DI PRATO

Domenica 22Febbraio
VincenzoSalemme, Biancamaria Lelli, Giovanni Ribo’, Massimiliano Gallo, Domenica Aria, Rosa Miranda, Antonio Guerriero, Roberta Formilli, Adele Pandolfi in
BELLO DI PAPA’
di Vincenzo Salemme

Leggi qui la recensione dello spettacolo, nella precedente rappresentazione del Marzo 2008 al Teatro Verdi di Firenze.

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TEATRO STUDIO DI SCANDICCI

Domenica 22 Febbraio
Riccardo Caporossi, Alessandra Guazzini, Vincenzo Preziosa, Armando Sanna, Pasquale Scalzi, Alessia Spinelli in
DOLORE PERFETTO
di Claudio Remondi
regia di Claudio Remondi e Riccardo Caporossi

Dolore Perfetto e’ una storia di emarginati, diseredati indipendentemente dall’appartenenza ad una classe sociale che per sfuggire alla loro condizione esistenziale si ritrovano, per caso, in un luogo che sembra una discarica: uno dei tanti nascondigli metropolitani che accumulano testimonianze di sofferenza, angosce, dolore, dove lo Sconosciuto afferra e porta via, ridendo delle vite modeste, delle colpe e delle illusioni degli uomini.

Venerdi’ 27 e Sabato 28 Febbraio
FLATLANDIA
Lettura drammatica e musicale di Chiara Guidi
di Edwin Abbot Abbot

‘Flatlandia’ e’ un racconto fantastico a piu’ dimensioni, un classico del XIX secolo scritto da Edwin Abbott Abbott. Appartiene al genere fantastico e racconta la vita di un abitante di un ipotetico universo bidimensionale che entra in contatto con l’abitante di un universo tridimensionale. E’ un racconto molto popolare tra gli studenti di matematica e piu’ in generale tra gli studenti di facolta’ scientifiche perche’ affronta da un punto di vista molto originale il concetto di un mondo a piu’ dimensioni.

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TEATRO AURORA DI SCANDICCI

Giovedi’ 26 Febbraio
Erri De Luca, Simone Gandolfo, Sara Cianfriglia in
PROVANDO IN NOME DELLA MADRE
di Erri De Luca e Simone Gandolfo
regia di Simone Gandolfo

‘In nome della madre’ e’ la storia di una donna di Galilea, una ragazza come tante, fidanzata a Giuseppe, falegname, destinata ad una vita di moglie e madre. Ma un giorno succede qualcosa di strano, appare un angelo, e per Miriam/Maria il destino cambia in fretta. Diventa, come dice Erri, ‘operaia della divinita” che le mette in grembo, senza seme, un figlio, che e’ figlio suo, che gli cresce dentro proprio come a tutte le donne, ma che e’ anche il figlio di Dio.
Maria diventa donna all’improvviso con l’annuncio dell’angelo, ma la sua resta una storia umana, una storia ‘di carne’. Ed e’ questa la storia che qui ci racconta.
L’adolescenza di Miriam/Maria smette da un’ora all’altra.
L’annuncio le ha messo il figlio in grembo. Qui c’e’ la storia di una ragazza, operaia della divinita’, narrata da lei stessa. Qui c’e’ l’amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro.
Miriam/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurira’ il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo.
La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille.

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TEATRO DELLA LIMONAIA DI SESTO FIORENTINO

Da Venerdi’ 27 Febbraio a Domenica 1 Marzo
INVERNO
di Chiara Guarducci
con Silvia Guidi

Dormiamo sopra un velo, una superficie sottile e porosa che ci separa dall’abisso. Solo gli incubi ne portano il segno, dandogli breve dimora, ma scendiamo dal letto e il giorno li sfila via.
Ma e’ un velo. Sottile, poroso. E sotto, nel magma, cova e ribolle la nostra ‘altra’ natura.
A volte basta una ferita, un’ingiustizia a strappare quel velo e a farci precipitare nelle profondita’ piu’ oscure dell’anima.
A volte basta un danno e il dolore ci acceca, lascia spazio a una lucida follia e puo’ trasformarci in questa creatura notturna, spietata, grandiosa, che ormai si ciba solo della sua fame di distruzione. Una dea della vendetta, una dark lady che evoca le forze per annientare l’origine della sua rovina.
Ma l’origine resta ambigua e misteriosa, come i dettagli della sua storia. Il monologo attacca quando tutto e’ ormai irreparabile, senza via di ritorno, a metamorfosi avvenuta.
I nervi e la carne sono imbevuti di veleno e lo vibrano fuori come musica. Scivoliamo nel suo regno visionario, nei cerchi concentrici della sua mente, nel rilancio continuo degli attacchi. C’e’ solo odio, un vicolo cieco, un fiume in piena. E l’altra. Il capro espiatorio. La nemica da incenerire. Come regina contro regina. Braccarla, perseguitarla, con la lama delle parole, parole come artigli, come denti, affondi incatenati al crescendo dell’ira. La poesia come l’ultimo atto di un’onnipotenza, come un omicidio/suicidio a cui si consegna interamente.

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TEATRO MANZONI DI CALENZANO

Da Giovedi’ 26 a sabato 28 Febbraio
Barbara Valmorin, Luisa Cattaneo e con Maria Bazzani in
VERSIONE DEI FATTI (La Gabbia 3)
scritto e diretto da Stefano Massini

C’e’ una vecchia. Sola. Buttata in un angolo della gabbia. Davanti a lei una distesa di mattonelle sporche. Sbarre. Grate. Il carcere. Le mattonelle si possono contare, per passare il tempo. Si fanno tante cose, per passare il tempo. Per spendere il tempo. Per non buttarlo. Che poi sono frasi stupide: buttare il tempo, spendere il tempo. Questa donna vecchia sta li’ per dare una versione dei fatti. Gliela chiede con insistenza una ragazza impeccabile, perfetta. Una che non sbaglia. Una che sa come fare. Sa cosa dire. Una che il tempo lo sa usare. Un avvocato. Forse la differenza fra uomini e macchine e’ che le macchine non perdono tempo. Lo sanno spendere bene. Gli uomini no. Loro a volte si perdono. Inefficienza. Insufficienza. Se gli uomini fossero come le macchine darebbero versioni dei fatti senza perdersi in labirinti.
Massini affronta con lucida incisivita’ il controverso tema dell’eutanasia.

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TEATRO MANZONI DI PISTOIA

Giovedi’ 26 Febbraio
Stefano Accorsi, Lucilla Morlacchi, Nadia Kibout, Alice Bachi in
IL DUBBIO
di John Patrick Shanley – adattamento Margaret Mazzantini
regia di Sergio Castellitto

1964 Parrocchia nel Bronx. Padre Flynn (Stefano Accorsi), prete cattolico, tiene un sermone domenicale ai suoi fedeli. Egli e’ giovane, appassionato, finalmente sembra qualcuno vicino alle anime dei suoi parrocchiani, li capisce, e’ parte della grande famiglia. Ma tanta “modernita’” si scontrera’ con forza con la Direttrice della Scuola Parrocchiale, Suor Aloisia (Lucilla Morlacchi), la quale sospetta il prete di aver abusato sessualmente di un allievo, guarda caso l’unico ragazzino di colore. Lo accusera’ e ne chiedera’ l’allontanamento. Testimone involontario, ed anche a malincuore, poiche’ ammira padre Flynn (un nome di famiglia operaia irlandese) sara’ la giovane insegnante Suor James (Alice Bachi), che ha colto il ragazzino Muller all’uscita di un incontro con il prete, con l’alito che sa di alcool. Suor James svolge il suo lavoro con gli allievi con abnegazione e passione, qualita’ non condivisa dalla “dura” Direttrice, che la invita ad essere piu’ attenta alla sua salute morale dei suoi allievi.
Il conflitto-scontro fra questi personaggi-titani portera’ lo spettatore a sperimentare “il dubbio”, a credere ora all’innocenza, ora alla colpevolezza del prete, difeso addirittura dalla madre del ragazzo (Nadia Kibout), che, in ogni caso senza voler approfondire la natura del rapporto con suo figlio, apprezza l”interesse” di un prete bianco per suo figlio nero. Conflitto, ipocrisia, colpi bassi, un testo costruito con appassionata suspance, quasi fosse un’inchiesta.

FirenzeDaBere non e’ responsabile di eventuali variazioni alle informazioni riportate sopra. Si consiglia pertanto di telefonare al singolo organizzatore dell’evento.

Per i palinsesti completi, gli orari di inizio degli spettacoli, ed i costi dei biglietti, si rimanda ai programmi riportati nei Web Sites dei singoli Teatri dell’Area Fiorentina:

Verdi – Via Ghibellina, 99 – Firenze.
Per info: 055 21.34.96
Web site:
www.teatroverdifirenze.it

Pergola – Via della pergola, 12/32 – Firenze.
Per info: 055 22.641
Web site:
www.pergola.firenze.it

Puccini – Via delle Cascine, 41 – Firenze.
Per info: 055 36.20.67
Web site:
www.teatropuccini.it

Teatro Everest – Via Volterrana, 4/b – Firenze.
Per info: 055 23.21.754
Web site:
www.teatroeverest.it

Rifredi – Via V. Emanuele II, 303 – Firenze.
Per info: 055 422.03.61 oppure 055 422.03.62
Web site:
www.toscanateatro.it

Cantiere Florida – Via Pisana, 111/r – Firenze.
Per info: 055 71.35.357
Web site:
www.elsinor.net

Dante – Piazza Dante, 23 – Campi Bisenzio (FI).
Per info: 055 89.40.864
Web site:
www.teatrodante.it

Teatro della Limonaia – Via Gramsci, 426 – Sesto Fiorentino (FI):
Per info: 055 44.08.52 oppure 055 44.80.628
Web site:
www.teatrodellalimonaia.it

Teatro Studio – Via Donizetti, 58 – Scandicci (FI).
Per info: 055 75.18.53 oppure 055 75.73.48
Web site:
www.scandiccicultura.it

Teatro Aurora – Via S. Bartolo in Tuto, 1 – Scandicci (FI).
Per info: 055 25.71.735 oppure 055 74.06.77
Web site:
www.scandiccicultura.it

Manzoni – Via Mascagni, 18 – Calenzano (FI).
Per info: 055 88.76.581
Web site:
www.teatrodelledonne.com

Manzoni – Corso Gramsci, 127 – Pistoia.
Per info: 0573 99.16.09
Web site:
www.pistoiateatri.it

Metastasio – Via Cairoli, 59 – Prato.
Per info: 0574 60.85.01
Web site:
www.metastasio.it

Fabbricone – Via Targetti, 10/12 – Prato.
Per info: 0574 60.85.01
Web site:
www.metastasio.it

Politeama Pratese – Via Garibaldi, 33 – Prato.
Per info: 0574 60.37.58
Web site:
www.vogliaditeatro.it

Fel.

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