FirenzeDaBere incontra Firenze: sogni, idee e proposte di Ornella De Zordo
Autore: lorenzo | Data di Pubblicazione: 1 Giu, 2009 Ora: 12:00 AM | Categoria: Dalla Città di Firenze, Dalla Redazione | Leggi i Commenti

Con oggi, iniziamo a scoprire i candidati alla carica di Sindaco del Comune di Firenze, che si sfideranno al voto del 6 e 7 Giugno 2009. Ai nostri intervistati abbiamo sottoposto una selezione delle domande, e delle tematiche, che i lettori di FirenzeDaBere.it ci hanno fatto pervenire. Anche per questo, ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.

Partiamo con Ornella De Zordo, docente di Letteratura Inglese presso l’Universita’ degli Studi di Firenze e attualmente consigliere comunale del Gruppo Unaltracitta’/Unaltromondo al Comune di Firenze. Alle passate elezioni sorprese con un risultato importante (12,5%) con una coalizione che comprendeva anche Rifondazione Comunista e una lista di Comitati Cittadini. Quest’anno si presenta invece supportata dalla sola lista civica ‘Per Unaltracitta”.

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Il primo punto del suo programma e’ ‘Trasparenza e Partecipazione’: trasparenza nella gestione della ‘cosa pubblica’ e democrazia partecipata nelle scelte. Ci puo’ parlare di questi concetti e ci puo’ illustrare come si attuano nella sua idea di Amministratore Pubblico?
Sono due parole chiave, al centro del nostro programma. I cittadini devono sapere chi, cosa, dove e a favore di chi si decide. La mancanza di trasparenza nei processi decisionali non va bene. Serve un rapporto diverso tra chi governa e chi e’ governato, che permetta a tutti di partecipare.

Lei e’ stata forse la prima voce ad alzarsi contro le anomalie della lottizzazione del nuovo quartiere di San Donato (ex area FIAT di Novoli), in particolare sulla costruzione del Nuovo Multiplex, e da lei sono partite anche le prime critiche alla gestione urbanistica della zona nord di Castello. La prossima giunta sara’ chiamata a disegnare la citta’ del futuro, con l’approvazione dei due strumenti fondamentali di pianificazione: Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico. Quale e’ la sua idea di sviluppo urbanistico per Firenze?
Intanto, una cosa deve essere chiara: l’Amministrazione deve contrattare a favore del pubblico. Per il futuro, poi, occorre partire dall’ascolto, per capire le esigenze e le richieste della citta’; altrimenti anche chiamando i migliori urbanisti il progetto sara’ fallimentare. Bisogna inoltre evitare le contrattazioni a due o tre, come ha fatto l’attuale Amministrazione: non siamo piu’ all’epoca del notabilato!

Ci e’ parso che la sua impostazione sia meno espansionistica e piu’ riempitiva. Ci puo’ illustrare il suo punto di vista in merito al riassetto degli spazi residenziali, a quelli commerciali e artigianali, ai servizi? Dove e come intende intervenire?
Il suolo va salvaguardato. Bisogna procedere con il riutilizzo di tutti i contenitori dismessi, come le caserme vuote, Sant’Orsola, il cinema Apollo, recuperando e rivitalizzando la citta’; invece che andare sempre ad espandere. Lavorando sul recupero urbanistico e sulla messa in sicurezza dei servizi, e mi riferisco alla rete idrica, alle strade, al territorio in generale, sara’ possibile creare ‘buoni’ posti di lavoro.

Lei ha apertamente preso posizione, gia’ a suo tempo, contro il Nuovo Regolamento di Polizia Municipale. Abbiamo letto che adesso ne propone la completa abolizione. Ce ne puoo’ parlare?
Per noi questo Regolamento e’ inaccettabile perche’ demagogico, ripetitivo in quanto precisa norme gia’ vigenti nell’ordinamento legislativo, vuoto in quanto si regge solo sulla proibizione, ed inefficace. Il Regolamento consente a due vigili urbani che passano davanti ad un locale di stabilire se il rumore e’ eccessivo o meno, senza una misurazione, ma solo attraverso una loro interpretazione: e questo non va bene. Infine, e’ un provvedimento che punisce i poveri.

Parliamo adesso della situazione del Centro Storico. Ci puo’ dare la sua descrizione del problema?
Stiamo vivendo una sorta di imbalsamazione del Centro Storico. Il problema e’ che questa citta’ sta vivendo sulle spoglie del suo passato, quasi affetta da una sorta di necrofilia. Il Centro si sta svuotando di attivita’ culturali, come testimonia la chiusura di tanti cinema. Non e’ stato fatto nulla per l’arte contemporanea e per i giovani artisti. Infine, l’Amministrazione Comunale non si e’ curata minimamente di fornire un trasporto pubblico degno di questo nome, per far giungere le persone in Centro.

Molti dei nostri lettori pensano che per ridare vita al Centro Storico serva anche una politica che riporti eventi e manifestazioni per le strade. Firenze in questo latita, e da molto tempo. Conviene proseguire sulla politica che punta esclusivamente a curare ‘il sonno’ dei residenti?
La politica portata avanti da questa Amministrazione ha scontentato tutti: gestori e fruitori della notte e residenti. Occorre muoversi diversamente. Porto l’esempio di San Niccolo’, dove e’ nato un comitato, che comprende i residenti, e che l’anno scorso ha portato avanti una programmazione notturna estiva assieme alle categorie degli esercenti. La citta’ deve essere viva, e lo dico anche sul piano della sicurezza, nel senso piu’ ampio di questo termine.

Abbiamo letto che lei vuole chiedere la riapertura del lungarno di fronte al consolato americano…
Quello e’ un pezzo di citta’ da restituire alla citta’, perche’ la sottrazione e’ stato proprio un atto di imperio.

Parliamo adesso dei temi legati alla vivibilita’ di tutti i giorni. Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, lei porta avanti con forza il tema della raccolta differenziata e del riciclaggio. Tra le sue proposte c’e’ quella di allargare la raccolta ‘porta a porta’. Questa proposta pero’ non ha riscontrato un parere favorevole da parte dei vertici di Quadrifoglio.
Quadrifoglio ha fatto di tutto per mantenere la quota di raccolta differenziata al 35%. Se c’e’ un grosso interesse per fare un inceneritore e’ ovvio che non ci sara’ interesse a spingere per la raccolta ‘porta a porta’. Quindi, in Centro, noi vogliamo togliere tutti i cassonetti e sistemarne alcuni interrati in posti strategici. Per incentivare la raccolta differenziata, infine, occorre dare anche un vantaggio economico a chi la fa, cosa che adesso non succede.

Nel suo programma parla ‘di un Piano della mobilita’ urbana, che integri le diverse modalita’ di spostamento, con servizio anche notturno, connesso a parcheggi scambiatori gratuiti.’ I nostri lettori sono ragazzi e ragazze che vivono la notte e che si trovano spesso ad invocare modelli di trasporto pubblico anche notturno che possano davvero aiutare gli spostamenti e il rientro a casa. Ha un progetto concreto su questo tema? E sulla tramvia?
Il dibattito sulla z.t.l. notturna si e’ posto proprio perche’ di notte non ci sono mezzi pubblici. Il nostro progetto sta nella intermodalita’ tra diversi mezzi di trasporto pubblico. Noi abbiamo ipotizzato un piano del trasporto pubblico che comprende anche il piano della sosta, con biglietti unici e parcheggi scambiatori realmente funzionanti e la metropolitana di superficie, che utilizzi le 10 stazioni sul sistema ferroviario cittadino. Serve inoltre un sistema reticolare, diverso dalla strozzatura verso Santa Maria Novella attuale. La Tramvia, poi, ricalca questa impostazione arcaica, dove le linee si interscambiano a S.M.N. Noi non demonizziamo la tramvia, ma quei tracciati sono sbagliati. Non si proceda, e si rinegozino i contratti.

Cambiamo argomento. Cosa sono per lei le attivita’ serali: una risorsa, un problema, un ostacolo, una parte della citta’ che produce, il segno della liberta’ della gente, droga e alcool, divertimento che va dalla musica alla cultura, voglia di stare insieme?
Per me sono un’opportunita’ di socialita’, di conoscere, incontrare e scambiare con altri. Occorre incentivare luoghi di socialita’ libera. Questa citta’ ha messo in vendita tutti i suoi spazi.

Tanto gli esercenti, quanto i fruitori, lamentano un’eccessiva burocrazia, quasi ossessiva, con limitazioni sempre piu’ restrittive, parcheggi a pagamento anche durante la notte, z.t.l. notturna. C’e’ un voler limitare l’attivita’ ludica. Se ne accorge anche lei?
I risultati dicono questo. Questa Amministrazione ha dimostrato di non avere un progetto. La domanda da porsi e’: quale citta’ vogliamo offrire per la notte? Occorre salvaguardare da un lato i locali, evitando contemporaneamente l’omologazione del prodotto offerto, e dall’altro la possibilita’ di avere spazi liberi e spazi a pagamento.

Non possiamo esimerci dal trattare due temi classici: Aeroporto e Stadio. La sua posizione sullo sviluppo dell’aeroporto di Peretola e’ diversa dagli altri candidati. Lei parla dell’integrazione con Pisa. Ce ne puo’ parlare? E sullo stadio?
Questo e’ un aeroporto che nasce in una zona sbagliata, dentro la citta’. Deve essere messo in sicurezza. Sono contraria all’apertura ai 4/6 milioni di passeggeri annui. Vanno bene i 2 milioni attuali, perche’ gli altri vengono lo stesso se possono utilizzare Pisa e raggiungere Firenze con 35 minuti di treno.
Sullo stadio ho detto subito che i tifosi viola veniva presi in giro da un Sindaco che prometteva qualcosa che non poteva essere realizzato. L’area di Castello non potra’ mai contenere quel progetto per i vincoli che su esso insistono. Certo attualmente Campo di Marte e’ sacrificata dalla presenza dello stadio, e magari puo’ ospitare eventi ma di impatto inferiore a quelli attuali. Dato che la societa’ viola e’ disposta ad investire, troviamo insieme il luogo piu’ giusto, raggiungibile, comodo e servito da servizi pubblici.

In conclusione, le facciamo una domanda come docente universitario. Cinque anni addietro si e’ iniziato con la riforma degli Ordinamenti, con proliferazione di tanti corsi e il raddoppio delle cattedre. Oggi si parla di taglio dei costi tagliando, a Firenze entro il 2010, il 30% dei corsi esistenti. Cosa sta succedendo all’Universita’?
C’e’ una linea precisa che va verso l’abbattimento della qualita’ dell’Universita’ pubblica, senza peraltro mettere mano ad alcuni problemi come il nepotismo, e smantellando un sistema che aveva un’ottima fama qualitativa. A Firenze ho vissuto il principio dell’indebitamento con l’affare del Polo di Novoli, da dove sono iniziati tutti i problemi e forse il corpo docenti, seppur con le dovute eccezioni, ha vissuto il tutto con passivita’.

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