Mostra al Vittoriano di Roma dedicata ad Alberto Sordi
Autore: Obsession | Data di Pubblicazione: 21 feb, 2013 Ora: 04:59 PM | Categoria: Cinema e TV, Varie da Firenze e dal Mondo | Leggi i Commenti

Noi di FirenzeDaBere nei suoi confronti nutriamo una venerazione ed una stima tali da renderlo forse uno dei personaggi più influenti delle nostre vite: per noi Albertone è e rimane per sempre uno dei Grandi, immortale nella sua rappresentazione dell’Italia dal Dopoguerra in poi, vero protagonista del cinema italiano e mondiale.
Ora, a 10 anni dalla sua morte (24 febbraio 2003, oltre un milione di persone resero omaggio alla sua salma) Roma gli dedica una splendida mostra.
grillo

Alberto Sordi, a dieci anni dalla sua scomparsa, è ancora più maschera dell’arte. Vale a dire un attore-autore che ha lasciato dietro di sé un modo di essere inimitabile e, proprio per questo, straordinariamente imitato. Romano de borgata con vocazione tarzan. Borghese spocchioso. Vigile pieno di orgoglio e ottusa onestà.

Censore pruriginoso. Popolar-fascinoso “sceicco bianco” per Fellini. Giornalaio in Via Veneto, Alberto Sordi ha fatto ridere tutti perché ha rappresentato quell’Italia del dopoguerra semplice e animata da certezze e furbizie dure a morire. Faccia antica da romano vero con tanto di capelli ricci, bello o buffo a seconda dei momenti, l’attore, vero cattolico, amava essere elegante e raccontare l’Italia meglio di qualsiasi sociologo.

Non scherzava invece sulle donne. Tutti i suoi legami sono state avvolti da una certa riservatezza, da una non dichiarata misoginia che sottintendeva il fatto che, prima di ogni altra donna, c’erano prima mamma e sorelle. Sposarsi? «Perché mettersi una estranea dentro casa», aveva detto. E forse questa volta non scherzava.
L’Albertone nazionale si concede a tutti, gratuitamente. Da domani al complesso del Vittoriano sarà possibile ammirare la mostra “Alberto Sordi e la sua roma”. Un omaggio all’artista che ha rappresentato il miglior ambasciatore nel mondo della romanità. A 10 anni dalla sua morte il Campidoglio ha voluto ricordare l’attore e regista mostrando il suo rapporto d’amore con la città. Roma ha fatto infatti da sfondo alle sue vicende personali e a gran parte dei film che lo hanno reso celebre: dal tassinaro, ad un americano a roma, dal vigile alla roma papalina del “Marchese del Grillo”.

L’esposizione al vittoriano vuole ricordare l’uomo e l’artista: sono esposti oggetti personali dell’albertone nazionale, alcuni documenti inediti, lettere autografe, fotografie che lo ritraggono giovanissimo. Oggetti che arrivano dalla sua casa, dallo studio e dagli archivi privati aperti eccezionalmente dalla sorella Aurelia che non è voluta mancare all’inaugurazione.

Sordi era un vero romano, capace di portare sui grandi e piccoli schermi l’uomo medio con i suoi vizi e le sue virtù, debolezze e vigliaccherie, “il romano” nella sua più classica indolenza e furberia. La mostra è ricca anche di video installazioni che riproducono alcune scene storiche dell’attore romano. L’esposizione sarà aperta fino al 31 marzo. Enrico Montesano, di un altro interprete della romanità, ricorda così Alberto Sordi. “Ne ho un ricordo molto carino quando venne a Fantastico -dice Enrico Mantesano-, arrivò in teatro e disse ‘fateme subito ‘nnà a casa che io a quest’ora già dormo’.

Aveva detto alla sua morte Mario Monicelli: «È stato un comico capace di contraddire tutte le regole del comico. È stato, sullo schermo, prevaricatore, vigliacco, feroce, corruttore e corrotto, insomma l’italiano uscito dalla paura della guerra e poi pronto ad arraffare per fame atavica ogni possibilità del boom economico». Mentre per Carlo Verdone «Sordi non può avere eredi», ma solo discepoli.

Per chi vuole ricordare Sordi e rendergli omaggio, a dieci anni dalla sua morte, non manchi di andare al Complesso del Vittoriano per “Alberto Sordi e la sua Roma” (15 febbraio-31 marzo).

In mostra fotografie, filmati, lettere, materiali audio e video, sceneggiature, oggetti e documenti, provenienti dalla casa, dallo studio e dagli archivi privati. Tante cose commoventi, conosciute e sconosciute.

L’abito di Il marchese del Grillo, il salvadanaio in terracotta a forma di bufalo datogli da sindaco di Kansas City, il berretto “pieno di orgoglio” de Il vigile, una stupenda foto di lui bambino che gioca a calcio e poi i luoghi in cui l’attore ha vissuto e quelli in cui ha ambientato la maggior parte dei suoi film.

E ancora, il pianoforte che Sordi suonava nei momenti di relax, la poltrona da barbiere che troneggiava in bagno, la bicicletta con cui scorazzava nel parco, la macchina da scrivere personale, il baule con gli attrezzi da ginnastica e la benedizione di Giovanni Paolo II.

Il tutto condito da quella beffarda insolenza, che sembra quasi di rivederlo a dirci  ”aòh, io sò io..”..

Indimenticabile Albertone, per sempre nei nostri cuori.

Al Vittoriano di Roma, ingresso gratuito, dal 15 al 31 marzo.

 

fonti: firenzedabere –  corriere romano – corriere della sera

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Autore: - Di origine cartaginese, possiede in casa un altare dedicato ad Alberto Sordi e nei riti vodoo evoca lo spirito di Lino Banfi per essere ispirato.Sogna Novoli come una nuova Pigalle ed è promotore della legge per la riapertura delle case chiuse a favore di universitari fuorisede e fuoricorso. Coinquilino del conte Mascetti e di Picchio De Sisti, fu ingiustamente accusato da Daniel Passarella del furto delle monete del Porcellino a fine anni '80. Vanta un caffè offerto da Batistuta ed il record mondiale di neologismi tosco-calabri. Respira a sua insaputa.

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